Riflessioni e considerazioni sull'abbandono delle transazioni on-line. E i possibili rimedi
di Luca De Nardo |
24 gennaio 2002
Il
problema dell’abbandono degli acquisti all’ultimo click sui siti di commercio
elettronico, è un problema ormai noto e in diversi modi oggetto di riflessioni
e discussioni.
i-dome.com
ha trattato in edizioni passate questo problema, enfatizzando alcuni aspetti
e alcuni dati ad esso correlati (vedete a tal proposito le correlazioni che
vi proponiamo alla fine di questo articolo).
Oggetto
di questo articolo/opinione è quello di riassumere brevemente una serie
di considerazioni e ragionamenti per cercare di risolvere il problema: da tenere
in considerazione quando si vuole avviare una propria attività di e-commerce.
Diversi
studi hanno enfatizzato che spesso l’acquirente on-line, dopo aver riempito
il proprio carrello elettronico, lo abbandona prima di completare la transazione.
Perché?
Quali possono essere le cause che possono generare questo comportamento?
- Innanzi tutto,
la vicinanza con i competitors. Si, sembrerà banale, ma un sito
di commercio elettronico è molto più vicino ai propri concorrenti
di quanto un negozio su strada lo è al proprio. Bastano – e qui il
famoso tormentone – 5 cm ed un click.
Infatti, la possibilità di confrontare con pochi click il prezzo tra
diverse offerte è molto più facile che nel mondo reale. Pensiamo
ad esempio ad iniziative estreme quali Kelkoo
o Sconti.it
- Non dimentichiamo
il costo della spedizione dei beni acquistati che, spesso - oltre
ad essere conosciuto solo all’ultimo momento – viene addebitato in toto
sul conto dell’acquirente.
L’incidenza sul prezzo finale e l’ammontare che ne derivano rende frequentemente
non più particolarmente conveniente un acquisto on-line
- Mancanza
di credibilità del Merchant (del negozio on-line). "Chi è
costui da cui mi accingo ad acquistare?" è la domanda frequente
che un acquirente si pone di fronte ad aziende poco conosciute o con un brand
poco noto.
- Scarse informazioni
su come i dati delle carte di credito vengono trattate. Che fine fanno
e come vengono gestite le informazioni che vengono date?.
Un esempio intelligente è offerto dalle rassicurazioni proposte e dichiarate
sul sito di Segafredo.it,
che descrivono sia il modo di trattamento dei dati personali (Privacy 675)
sia la modalità con cui vengono gestite le transazioni on-line.
- Ultimo punto
da non sottovalutare, ma molto importante, ve lo assicuro, sono le domande
che ogni potenziale acquirente si pone, o vorrebbe porre al negoziante,
sul prodotto che si desidera acquistare, ma che purtroppo on-line non può
porre.
Pensate a quello che succede nel mondo reale. Se il bene è conosciuto
e perfettamente percepito (si legga – rilegga - Non
tutto si può vendere on-line. La percezione), l’acquisto procede
liscio come l’olio.
Ma se un prodotto non è noto e non si hanno sufficienti informazioni
o rassicurazioni per essere convinti nell’acquisto?
Nel mondo reale lo si chiede al negoziante o ad un suo commesso… ma on-line?
A chi mi rivolgo, per soddisfare immediatamente la sete di sapere? Una mail?
Va bene, potrebbe essere una soluzione… ma per ora abbondono l’acquisto, in
attesa di avere maggiori informazioni e di una risposta (sempre che giunga)
per e-mail.
Quali
possibili soluzioni?
Come
al solito il buon senso è uno dei migliori strumenti. Come quello di
mettersi nei panni di un acquirente; cercare quindi di ripercorrere il
tragitto di un potenziale acquirente e provare ad immaginare quali possono essere
le proprie aspettative, che, se inattese, lo portano ad abbandonare l’acquisto
on-line.
- La politica
del pricing del bene venduto deve essere studiata e attenta. La differenza
(sebbene minima) tra il mondo reale o i canali tradizionali e quelli on-line
deve esserci.
Si veda la proposta di Dell che sta annunciando in questi giorni in televisione:
"Se acquisti per telefono, ti costa 2000 e spiccioli €, se compri on-line,
risparmi 25€"
Può essere sufficiente? No, allora andiamo avanti.
- La possibilità
di ricevere il bene a casa con dei costi di spedizione diversificati
può essere una soluzione.
Non è detto che l’acquirente sia disposto a spendere 8 € per ricevere
un libro, solo perché viene detto loro che verrà recapitato
a casa in soli 3 giorni (sarà poi vero?).
La possibilità di scegliere una spedizione lenta ma molto poco costosa
(come le classiche, lente e normali poste), potrebbe essere un buon incentivo
e decidere comunque di completare l’acquisto.
Informare fin dall’inizio della transazione quali siano i costi di spedizione,
è un altro elemento di trasparenza e serietà.
Se poi, in ultimo, il Merchant on-line decidesse di azzerare i costi di
spedizione, beh, come dire, altro ottimo elemento per incentivare l’acquisto.
Può essere sufficiente? No, andiamo avanti.
- Dichiarare di
chi è il negozio on-line, chi è l’azienda, rendere percepibile
il venditore, renderlo reale, è un modo per rassicurare il cliente.
Banalmente, mettere le foto dei componenti del team, o del gruppo che
lavora per servire i navigatori on-line, è un modo per umanizzare un
rapporto freddo e mediato quale quello che avviene tramite Internet (a proposito,
dovremmo anche noi di i-dome mettere le nostre belle foto nel nostro "Chi
siamo", che dite?).
Ma a parte le foto, un modo per rendere credibile l’esistenza dell’azienda
stessa ci è offerta da Infocamere, con il suo Cert.Imprese
(Certificazione Registro Imprese), un bollino di garanzia che certifica l’aspetto
formale dell’attività economica: ovvero, l’azienda è regolarmente
iscritta presso le Camere di Commercio Italiane.
Può essere sufficiente? No, andiamo avanti.
- Garantire
e rassicurare il cliente su come viene gestita la transazione è
un modo intelligente e credibile per instaurare un rapporto di fiducia con
i propri clienti navigatori (abbiamo già citato l’esempio di Segafredo.it).
Presentare testimonianze di soddisfazione, raccontare come alcuni problemi
siano stati affrontati e risolti, dichiarare le garanzie e le politiche di
soddisfazione del cliente, sono elementi in più da non sottovalutare
e non dimenticare.
Partecipare e ottenere bollini di garanzia (come quello di AltroConsumo,
Qweb, E-commerce Quality Mark, ClickSure) potrebbe essere un altro passo verso
la credibilità.
Può essere sufficiente? Quasi. Manca un ultimo punto.
- Numeri Verdi
e LiveChat. Si, proprio Numeri Verdi e Live Chat. Sono dei canali di comunicazione
formidabili e utili per chi, nell’istante di decidere un acquisto o meno,
può ricevere le ultime rassicurazioni e informazioni riguardo il prodotto.
Ma perché Numeri Verdi e LiveChat, insieme? Non basta uno o l’altro?
Dipende.
Il Numero Verde perché comunque è il canale più noto
e rassicurante del mondo tradizionale. Un’azienda che decide di spendere del
suo per parlare con un potenziale cliente è un segnale ottimo e positivo.
Ma se un vostro cliente/navigatore è collegato via Modem, come fa a
chiamarvi al telefono? Ecco allora che la Live Chat diventa un canale alternativo.
Ma quanto costano attivarli? POCO, vi assicuriamo molto poco. Nei giorni
prossimi vi presenteremo due prodotti validi e molto poco costosi.
di Luca De Nardo