Le imprese edili stanno vivendo un momento davvero difficile. A confermarlo è il presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Paolo Buzzetti, durante la sua relazione tenuta in occasione dell’assemblea nazionale dell’associazione.
I dati esposti da Buzzetti sembrano essere davvero allarmanti. Dall’inizio della crisi, intorno al 2008, il settore dell’edilizia ha perso 500mila posti di lavoro compreso l’indotto, 325mila se considerate sole le imprese di costruzione. Inoltre la perdita produttiva tra il 2008 e il 2012 ha raggiunto il -26%, ovvero 43miliardi di euro, riportando la produzione addirittura a livelli paragonabili a quelli di metà anni ’70.
Dal 2009 hanno chiuso 40mila imprese e moltissime stanno per chiudere o fallire. Inoltre nel 2012 si prevede un calo negli investimenti del -6%, in aumento rispetto al 2011 quando era di -5.3% e in aumento anche rispetto la previsione che era di -3.8%.
Di certo la Pubblica Amministrazione non aiuta ad uscire dal periodo di crisi, tutt'altro. Ammonta infatti, a 19milioni il credito che il settore dell’edilizia vanta nei confronti della PA. Buzzetti ha commentato “In un contesto economico in cui la liquidità é il bene più prezioso lo Stato ha fatto la scelta di drenare risorse a suo favore continuando a ritardare i pagamenti alle imprese. Abbiamo raggiunto la cifra di 19 miliardi di euro di crediti vantati dalle nostre imprese. È una situazione inaccettabileâ€. Inoltre “Le politiche economiche introdotte negli ultimi anni hanno sicuramente peggiorato la situazione e depresso l'edilizia in maniera eccezionalmente graveâ€.





