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Decreto esodati: ecco chi potrĂ  andare in pensione

L’Inps comunicherà tramite lettera ai 65mila interessati la certificazione del diritto d’accesso alla pensione con le vecchie regole
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunitĂ  di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtĂ  in ambito sociale e imprenditoriale. 
Via libera al decreto esodati dopo l’ok annunciato dalla Corte dei Conti. Non appena avverrĂ  la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, 65 mila lavoratori esodati potranno accedere alla pensione con i vecchi requisiti e si salveranno così dalle nuove regole per l’accesso alle pensioni.  

Il decreto suddetto, deriva dalla riforma delle pensioni introdotta con il decreto salva Italia del dicembre scorso, che ha stabilito nuove regole per l’accesso ai trattamenti pensionistici, lasciando però esclusi alcuni soggetti cosiddetti esodati. Una scelta che ha fatto infuriare numerossissimi lavoratori coscienti del fatto di esser stati beffati dalla riforma. Pertanto, al fine di risolvere “quer pasticciaccio brutto degli esodati” come direbbe lo scrittore italiano Gadda, il ministro Fornero ha adottato un decreto a tutela degli interessati.
 
Il decreto interministeriale fa seguito ai decreti legge 201/2011 e 216/2011 (e relative conversioni in legge) che hanno ridisegnato la riforma previdenziale prevedendo contemporaneamente l’accesso alla pensione con le vecchie regole per alcune categorie di lavoratori. Un esercito di 65mila persone (a cui di recente se ne sono aggiunte 55mila con il Dl 95/2012) individuato dal decreto interministeriale del 1° giugno 2012, che in base alla riforma Fornero, uscirà indenne dal “terremoto pensioni”. Gli interessati saranno:
  • 25.590 lavoratori in mobilitĂ  che hanno cessato l'attivitĂ  lavorativa al 4 dicembre con perfezionamento dei requisiti entro il periodo di fruizione dell'indennitĂ  di mobilitĂ ;
  • 10.250 autorizzati al versamento volontario dei contributi con decorrenza della pensione entro il 2013 che non abbiano ripreso l'attivitĂ  lavorativa e abbiano almeno un contributo accreditato o accreditabile;
  • 3.460 lavoratori in mobilitĂ  lunga con cessazione dell'attivitĂ  lavorativa al 4 dicembre 2011;
  • 17.710 titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietĂ  al 4 dicembre 2011, oppure il cui accesso al fondo sia autorizzato dall'Inps o previsto da accordi collettivi;
  • 6.890 "esodati" con rapporto risolto al 31 dicembre 2011 che non abbiano ripreso a lavorare e maturino la decorrenza entro il 2013;
  • 950 lavoratori esonerati al 4 dicembre 2011;
  • 150 lavoratori in congedo per assistere figli disabili.
Non dovrebbero esserci ulteriori beffe per le categorie appena elencate, anche perchĂ© l’INPS ha giĂ  provveduto a rassicurare tutti gli interessati con la seguente nota del Ministero: “in considerazione dell’imminente operativitĂ  del decreto, il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha ricevuto dall’INPS piena rassicurazione sulla sollecitudine con la quale l’Istituto provvederĂ  ad attivare tutte le procedure del caso e in particolare la certificazione del diritto per dare definitiva certezza ai lavoratori interessati”. 

Lo stesso ministro Fornero, a margine di un convegno di Confcommercio, ha informato che sarà la stessa INPS ad occuparsi di esaminare le richieste di accesso al beneficio, assicurando inoltre l’Istituto provvederà a individuare le persone con nomi e cognomi e inviando loro una lettera atta a certificare l’accesso alla pensione con le vecchie regole.

Dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale scatteranno inoltre 120 giorni entro i quali oltre 7mila dei 65mila esodati dovranno presentare una richiesta di accesso alla salvaguardia presso le direzioni territoriali del lavoro competenti, che sarĂ  esaminata e valutata da apposite commissioni.

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Commenti
7Commenti

Pensione

Faccio solo presente che il mese scorso l'INPS di Nola mi ha detto che per vedere quando dovevo andare in pensione dovevo aspettare perchè il loro programma non era aggiornato e che non portava la classe del 52. E' mai possibile? Allora la Signora Fornero prima di parlare è meglio che si informi dello stato delle cose. E poi vorrei sapere su quale base l'INPS darà i nomi di quelli che andranno in pensione, visto che io i requisiti li ho maturati ad aprile 2012 (60+38 di contributi).

Inviato da Carmine

Spending Review

Qualcuno sa dirmi cosa dovranno fare invece "i cosidetti "salvagaurdati del secondo round" i famosi altri 55.000? Non bastavano le difficoltĂ  che avevamo affrontate durante il nostro percorso lavorativo! dobbiamo ancora penare e penare per eventualemente raggiungere la famosae sospirata pensione se naturalmente siamo tra "i fortunati" del terremoto Fornero

Inviato da Teresa

La polpetta avvelenata della Fornero

Il decreto attuativo della 214/11 che, invece di definire i criteri operativi per la salvaguardia, restringe illegalmente la platea dei salvaguardati dalla stessa legge, riserva per i “salvati” il venenum in cauda. Infatti, nel definire una platea di salvaguardati con decorrenza della pensione prevalentemente nel corso degli anni 2013e 2014, la disponibilità delle risorse negli anni è rimasta quella prevista dalla legge (ripartita dal 2013 al 2019), il criterio di calcolo sembra essere quello di considerare il costo complessivo dell’anticipazione della pensione rispetto ai nuovi criteri nell’anno di accesso alla prestazione, è rimasto, infine, il vincolo per l’INPS di non accettare ulteriori domande di pensionamento all’esaurimento dei fondi stanziati (anno per anno), per di più con la priorità dettata dalla data di cessazione del lavoro e non da quella di decorrenza della pensione (un guazzabuglio medievale). Stando così le cose, con un calcolo medio dei costi, in base alle risorse disponibili, potranno accedere alla pensione solamente il seguente numero di salvaguardati per ogni anno: 3.135 nel 2013, 8.125 nel 2014, 13307 nel 2015, 15.610 nel 2016, 13.179 nel 2017, 7.805 nel 2018 e 3.839 nel 2019. Gli esclusi andranno all’anno successivo, sempre fino alla capienza, altrimenti all’anno successivo del successivo e così via fino al 2019, sempre che i conti siano stati fatti bene, ma magari, nel frattempo, qualcuno morirà. Lo stesso problema si avrà con la seconda platea dei 55.000 “meritevoli” dello spending review, per i quali sono stati stanziati, per il momento, solo 1.200.000.000,00 Euro, utili per sole 15.354 persone. Quale mente malefica e perversa può pianificare un tale scenario di illusione e disillusione di persone già in difficoltà pesante per le vicissitudini della vita?

Inviato da gamisi

La polpetta avvelenata della Fornero

Il decreto attuativo della 214/11 che, invece di definire i criteri operativi per la salvaguardia, restringe illegalmente la platea dei salvaguardati dalla stessa legge, riserva per i “salvati” il venenum in cauda. Infatti, nel definire una platea di salvaguardati con decorrenza della pensione prevalentemente nel corso degli anni 2013e 2014, la disponibilità delle risorse negli anni è rimasta quella prevista dalla legge (ripartita dal 2013 al 2019), il criterio di calcolo sembra essere quello di considerare il costo complessivo dell’anticipazione della pensione rispetto ai nuovi criteri nell’anno di accesso alla prestazione, è rimasto, infine, il vincolo per l’INPS di non accettare ulteriori domande di pensionamento all’esaurimento dei fondi stanziati (anno per anno), per di più con la priorità dettata dalla data di cessazione del lavoro e non da quella di decorrenza della pensione (un guazzabuglio medievale). Stando così le cose, con un calcolo medio dei costi, in base alle risorse disponibili, potranno accedere alla pensione solamente il seguente numero di salvaguardati per ogni anno: 3.135 nel 2013, 8.125 nel 2014, 13307 nel 2015, 15.610 nel 2016, 13.179 nel 2017, 7.805 nel 2018 e 3.839 nel 2019. Gli esclusi andranno all’anno successivo, sempre fino alla capienza, altrimenti all’anno successivo del successivo e così via fino al 2019, sempre che i conti siano stati fatti bene, ma magari, nel frattempo, qualcuno morirà. Lo stesso problema si avrà con la seconda platea dei 55.000 “meritevoli” dello spending review, per i quali sono stati stanziati, per il momento, solo 1.200.000.000,00 Euro, utili per sole 15.354 persone. Quale mente malefica e perversa può pianificare un tale scenario di illusione e disillusione di persone già in difficoltà pesante per le vicissitudini della vita?

Inviato da gamisi

RE: Decreto esodati: ecco chi potrĂ  andare in pensione

ho perso il lavoro a dicembre 2011 ho 28anni di contributi e 62 anni di etĂ  vorrei sapere se ho diritto al decreto esodati grazie

Inviato da annunziato

esodato mobilita ordinaria

ho maturato 40 anni di contributi al 30 aprile 2012, quando posso avere il diritto alla pensione .

Inviato da efisio

pensione

Sono in mobilità dal 31/01/2010,durata 4 anni fino al 31/01/2014, ho maturato 40 anni di contributi a giugno di quest'anno.Non sono rientrato nei 10,000 salvaguardati della legge salva italia.Ad agosto 2012 ho compiuto 57 anni,quando potrò andare in pensione?

Inviato da franco

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