Proprio nei giorni in cui il Project for Excellence in Journalism del Pew Research Center gli sancisce il titolo di gigante delle news, Youtube fa sapere di aver deciso di introdurre una nuova funzionalità che consente l’oscuramento dei volti per proteggere la privacy.
In sette anni di vita il colosso di Google è diventato un'importante canale social in grado di veicolare tutte le notizie, creando una nuova forma di giornalismo visivo capace di attirare un'audience che può competere con quella dei tradizionali network tv . Video narranti il disastro Tsunami in Giappone, la guerra in Iran e la rivolta in Grecia sono passati da questo portale descrivendo oggettivamente i fatti, grazie ad una rappresentazione visiva e dunque veritiera della realtà.
Canale fortemente utilizzato dagli attivisti per diffondere le ragioni delle proprie battaglie, si è rivelato spesso proprio per quest’ultimi un’arma a doppio taglio. Se da una parte diffondere video di propaganda può tornare utile alle proprie cause, dall’altra riprodurre nel Web immagini di visi scoperti in protesta può causare seri problemi. Youtube negli ultimi anni dunque si qualifica come uno strumento a due facce di cui nessuno può fare a meno: i fautori delle manifestazioni continueranno ad utilizzarlo per dimostrare le loro ragioni e le forze dell’ordine per identificarli e rintracciarli.
Ma da oggi le cose cambieranno. Da oggi gli attivisti potranno condividere le loro gesta senza mostrarsi pienamente al mondo, potranno oscurare i loro visi ma non le loro azioni. Il portale di video sharing mette a disposizione dei suoi utenti uno strumento di sfocatura dal nome Face Blurring, in grado di proteggere l’identità delle persone con pochi e semplici clic.
Ai responsabili di WITNESS che nel report Camera Everywhere avevano sottolineato come nessuna piattaforma digitale prevedeva specifiche tecniche di offuscamento dei visi legati all'attivismo per i diritti umani, oggi Youtube rispondere orgogliosamente “Siamo felici di essere i primi a farlo”, come si legge nel comunicato presente sul blog ufficiale.
Ma le menti ideatrici di Youtube nel creare questo strumento forse non hanno pensato solo agli attivisti. Probabilmente il loro scopo è stato anche quello di accogliere le proteste di coloro che vogliono venga garantita la propria privacy e soprattutto quella dei minori. Eh già, perché sono proprio i cittadini a essere la forza di questo Social, come ci tiene a sottolineare Amanda Conway: “I cittadini giocano un ruolo cruciale nel fornire informazioni e condividere video legati ai diritti dell’uomo. Youtube si impegna a produrre strumenti ancora migliori per aiutarli”.





