Il governo ha deciso: a settembre ci sarà una nuova strategia per l’export con un piano specifico per attrarre gli investimenti dall’estero al fine di promuovere il made in Italy nel mondo. La decisione è frutto di una intesa che non ha precedenti: il documento contenente i provvedimenti ha infatti registrato per la prima volta la collaborazione di imprese, Governo (con ben quattro ministeri) e Regioni riunite in un gruppo di lavoro presso la Farnesina. “Lavorare insieme non è stato ovvio per tanti anni, anzi in passato sulle attività di internazionalizzazione c'è stata concorrenza” ha dichiarato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che ha presieduto la prima riunione in presenza dei ministri dello Sviluppo Economico Corrado Passera, del turismo Piero Gnudi, dell’agricoltura Mario Catania, oltre che da rappresentanti di Regioni e enti locali, Confindustria, Camere di Commercio, banche e mondo delle cooperative.
Il nuovo strumento che proverà a “fare sistema” e a rilanciare il nostro export si basa essenzialmente sui seguenti punti fondamentali:
- concentrazione degli investimenti su progetti pluriennali e di grande rilievo;
- potenziamento dell’e-commerce
- definizione di nuovi modelli distributivi piĂą efficienti legati alla specificitĂ dei mercati su cui collocare i propri prodotti
- sviluppo di nuove forme di “export finance” in collaborazione con Sace, Simest e Cassa Depositi e Prestiti;
- nuove misure per la predisposizione di un programma di attrazione di investimenti diretti dall’estero
- efficienza della rete di assistenza all’estero
L’operatività della Cabina di regia sarà garantita dall'Agenzia per l'internazionalizzazione delle imprese (l'Ice) che lavorerà a stretto contatto con la rete delle ambasciate, ma anche con le camere di commercio e le sedi dell'Enit, in modo da diventare un interlocutore unico per le imprese. “Finalmente – ha dichiarato Terzi - mettiamo a sistema tutte le voci interessate all'internazionalizzazione, coordinando al meglio le politiche e le strategie di internazionalizzazione del nostro Paese, concentrando l'uso delle risorse finanziarie verso obiettivi specifici e condivisi”, convintissimo che con questo nuovo modello sarà possibile ottenere maggiori esportazioni e più investimenti.
Adesso inizierà la fase di promozione del piano, che sarà coordinata dal Governo e dalle istituzioni territoriali e si incentrerà essenzialmente sulle possibilità di finanziamento rispetto alle iniziative pluriennali e di grande rilievo, “così da fare – dicono dal gruppo di lavoro - massa critica delle risorse a disposizione da parte dei diversi soggetti nazionali, territoriali, pubblici e privati”.
Spetterà dunque a questa cabina di regia l’arduo compito di difendere il nostro export che tuttavia è cresciuto del 40% nonostante la crisi negli ultimi dieci anni.


Flavio Calcagno è junior project
manager e si occupa principamente di project planning e opportunitĂ di
investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo
dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo
dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtĂ
in ambito sociale e imprenditoriale.



