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PMI Dome

Risk Management sottovalutato dalle PMI italiane

Uno strumento poco sfruttato dalle imprese nostrane eppure eccellente nel combattere la crisi
di Antonia Fontana | 30 luglio 2012
Che il Risk Management sia uno strumento efficace contro la crisi sembra essere assodato, eppure gli imprenditori italiani sono restii nell’utilizzo e continuano a fare orecchie da mercante ai numerosi studi e sondaggi che ne evidenziano le peculiarità.

Secondo i dati forniti da Accenture valutati su 400 grandi aziende sparse per il mondo, il 91% di esse ritiene che il Risk Management sia un strumento indispensabile per lo sviluppo e la crescita aziendale. Se fino a qualche anno fa le sorti  delle aziende erano in capo ai CEO e ai CFO, oggi il panorama aziendale è stato profondamente trasformato, introducendo la figura del risk manager. Si tratta di una nuova posizione lavorativa che ricopre una importanza strategica all’interno della struttura aziendale:  Ã¨ ad essa  che viene delegata la responsabilità di tenere sotto controllo l’andamento aziendale puntando ad una crescita continua. Ma la situazione italiana purtroppo non rispecchia il panorama internazionale.

In Italia, secondo dati Cineas, solo il 46% delle aziende decide di valutare il rischio aziendale.  Della restante parte addirittura l’84% è certo di non introdurre neppure nei prossimi anni la figura del risk manager.  Si tratta di dati che ci lasciano certamente sbigottiti se pensiamo che la situazione  di crisi ha reso il mercato italiano piuttosto instabile, moltiplicando a dismisura le minacce cui sono soggette soprattutto le piccole e medie imprese. E gli imprenditori italiani lo sanno benissimo! 

Secondo un sondaggio Cineas l’80% degli imprenditori si dice consapevole che i rischi siano oggettivamente aumentati rispetto al passato a causa del calo dei profitti. Dati Istat, infatti, confermano che nel 2011 i profitti hanno registrato i valori più bassi dal 1995 e si prevede per il 2012 una contrazione del PIL dell’ 1.5%. Pertanto la percezione del pericolo da parte delle imprese italiane è sempre più forte. Eppure nulla si fa per cambiare la situazione ed introdurre nel proprio comparto aziendale la figura del risk manager. 

Secondo l’Accenture le imprese italiane sono tra le peggiori in quanto a maturità dei loro sistemi di gestione del rischio e Ferma (Federazione europea delle associazioni del risk management) classifica l’Italia all’ultimo posto per la qualità della sua attività di risk governance.

Alla luce di questi dati, perché la situazione in Italia non cambia? Probabilmente la causa è da ricercarsi nei costi piuttosto elevati e spesso inaccessibili per le piccole e medie imprese. È per tale ragione che da tempo le compagnie assicurative si stanno specializzando nel fornire, oltre alle classiche polizze, servizi di valutazione e piazzamento dei rischi, come avviene nel caso della Olimpia Broker PMI che offre gratuitamente alle organizzazioni più piccole servizi di analisi aziendale, in modo da ottimizzare l’allocazione del capitale e proteggere la reputazione dell’azienda sul mercato.

Secondo Gianmario Vincis, amministratore delegato di Olimpia Broker PMI, “è proprio la criticità economica di questo periodo a rendere indispensabile, soprattutto per le piccole e medie imprese, l’esperienza di professionisti del settore in grado di definire le linee guida per riuscire a competere, garantire posti di lavoro e creare nuove opportunità di sviluppoâ€. Inoltre lo stesso spiega che le strategie di risk management  â€œse attuate in maniera adeguata, sono in grado di stimolare la crescita e garantire un reale vantaggio in termini di fatturato e competitività. Bisogna, dunque, che il mondo delle PMI  italiane faccia un passo ulteriore e che si faccia radicata l’idea che il risk management possa concretamente rappresentare un’ancora di salvezza per l’intero sistema economicoâ€.

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