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Decreto Sviluppo: cosa cambia per le PMI

Il Decreto Sviluppo, con i suoi oltre 70 articoli atti ad aumentare crescita economica, introduce delle grandi novità per le piccole e medie imprese. Scopriamo quali ...
di Mirko Zago | 31 luglio 2012
Mirko Zago è laureato in scienze della comunicazione all'università di Bologna e appassionato di editoria online. Da sempre attratto dal mondo della Rete e del business, scrive per diverse realtà, trattando di imprenditoria, nuove tecnologie e IT
Il Decreto Sviluppo è stato definitivamente approvato. Il testo del Decreto-Legge 22 giugno 2012, n. 83, Misure urgenti per la crescita del Paese modificato dalla commissione finanze e attività produttive della Camera è pronto per passare ora al Senato. Non si è di certo trattato di un voto all’unanimità visto che quasi metà gruppo del Pdl non ha partecipato al voto di approvazione e l’Idv in massa ha definito il decreto una truffa, in quanto, le misure dichiarate urgenti avrebbero in realtà tempi di attuazione eccessivamente lunghi. Il Dl è riuscito comunque ad essere approvato e ora si cerca di analizzarne concretamente le misure prescritte che spaziano dal lavoro all’economia, introducendo grandi novità per le piccole e medie imprese. In questo articolo cercheremo di mettere in luce quali cambiamenti subiranno in termini organizzativi ed economici le PMI elencando punto per punto i temi scottanti del nuovo decreto.

Iva per cassa 

Tra le novità che riguardano PMI e professionisti vi è l’innalzamento del limite massimo di fatturato per i soggetti passivi (imprese e partite Iva) che hanno diritto all’esigibilità dell’Iva all’atto del pagamento dei corrispettivi per beni e servizi. La soglia passa da 200mila e 2milioni di euro. E’ inoltre prescritto che “Il diritto alla detrazione dell'imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell'operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato”. I cessionari o i committenti hanno di conseguenza la possibilità di effettuare subito la detrazione senza l’obbligo di effettuare il relativo pagamento in precedenza alla detrazione.
Resta confermato che “per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro, nei confronti di cessionari o di committenti (...), l'imposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. Per i medesimi soggetti l'esercizio del diritto alla detrazione del l'imposta relativa agli acquisti dei beni o dei servizi sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi” come previsto dall’emendamento recepito nel testo del Dl 83 del 2012.
Cosa cambia in concreto per le imprese? Le imprese di medio-piccole dimensioni (volume d’affari oggi fino a 2milioni di euro) possono accedere al regime di Iva per cassa previsto già in precedenza dall'articolo 7 del Dl 185/2008, con la possibilità di posticipare il versamento dell'Iva al momento del pagamento della fattura da parte del cessionario. In tal modo il contribuente non dovrà anticipare l’Iva prima di aver ricevuto il pagamento. Il cessionario d’altro canto non potrà detrarre l’imposta fino a che non abbia saldato il debito. E’ bene ricordare che l'acquirente può detrarre non necessariamente previo pagamento della prestazione, in ogni caso se il cessionario non paga entro un anno l'Iva diventa comunque esigibile (tranne nel caso in cui il cessionario non sia sottoposto a procedura concorsuale).

Project Bond 

I project bond sono obbligazioni emesse per finanziare la costruzione di infrastrutture. La loro particolarità è che essi dipendono dai flussi finanziari che il progetto può assicurare, così i finanziamenti anziché essere concessi in un’unica soluzione, sono suddivisi in tranches con gradi di rischi differenti. Il tentativo del legislatore è di adattare questo strumento al mercato diminuendo il ricorso alle banche. In particolare si vuole incentivare l’attrazione di capitali privati, come già voluto dalla stessa Unione Europea che stima un aumento di capitale pari a 4,5 miliardi di euro, per finanziare progetti a lungo termine nei settori del trasporto, dell’energia e della banda larga. Secondo l’Ance l’importo delle gare di progetto ammonta annualmente a circa 12 miliardi di euro (80% su gare private e 20% su gare pubbliche). 
Questo prezioso strumento, direttamente collegato alla realizzazione delle infrastrutture ha bisogno di sostegno. Per rendere più appetibile l’attrazione di capitali privati si è deciso di offrire un incentivo fiscale alla sottoscrizione delle obbligazioni di progetto, applicando lo stesso trattamento fiscale previsto per i titoli di stato relativamente all’aliquota di ritenuta sugli interessi ovvero il 12,50%. L’aliquota del 20% viene invece applicata sulle eventuali plusvalenze. Questo è quanto previsto dal comma 1. Il comma 2 invece prevede che il trattamento fiscale degli interessi pagati dal concessionario sui project bond sia ricondotto a quello applicabile ai finanziamenti bancari. Il comma 3 prevede invece imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa in modo da non gravare eccessivamente il regime di imposizione indiretta applicabile alle operazioni di emissione di project bond. Per incentivare ancor più la sottoscrizione delle obbligazioni è previsto che l’emissione di obbligazioni di progetto possa essere diretta anche a consentire operazioni di rifinanziamento di precedenti debiti prima della relativa scadenza.

Mini Bond

Il Decreto sviluppo ha previsto di incentivare uno strumento finanziario per le piccole medie imprese innovativo. Si tratta del mini bond, finanziamento alternativo al prestito in banca rivolto a imprese non quotate in borsa che rispettino determinati requisiti. Tra questi l’esistenza di un market maker ovvero di uno sponsor che garantisca la liquidità dei titoli oltre che assistere gli emittenti; la certificazione dell’ultimo bilancio e ancora la circolazione dei titoli tra investitori qualificati. I vantaggi sono presto detti: possibilità di dedurne gli interessi, godendo inoltre di alcune esenzioni fiscali tipiche delle obbligazioni societarie. Si stima che i mini bond potrebbero originare 20 miliardi di risorse di rimpiazzo rispetto al capitale proveniente dalle banche. In un periodo di forte credit crunch e difficoltà ad ottenere credito dai circuito bancari, si può intuire l’importanza di rafforzare lo strumento. “La rimozione di ostacoli normativi che, sino ad oggi, hanno di fatto impedito alle società non quotate di avvalersi di fonti di finanziamento alternative al canale bancario va vista con grande favore” – questo il commento dello studio legale Legance, che riassume il pensiero di molti operatori. 
Quali sono le novità? Viene fissato un limite quantitativo pari al totale dell’attivo circolante, viene modificata la durata delle cambiali finanziarie che dovranno avere durata di almeno un mese e non dovranno superare i diciotto mesi dalla data di emissione. Viene poi introdotta la possibilità di dematerializzare questi titoli al fine di favorirne la circolazione infine viene riconosciuto un regime fiscale agevolato applicabile alle obbligazioni. In sostanza le società non quotate avranno diritto ad un regime simile a quello delle società quotate avvalendosi  dell’esenzione dall’applicazione della ritenuta sugli interessi ed altri proventi corrisposti sulle obbligazioni e titoli similari (attualmente pari al 20%). Sarà poi possibile dedurre gli interessi passivi corrisposti sulle obbligazioni e titoli similari secondo le stesse regole previste per le società quotate (ovvero nei limiti del 30% dell’Ebitda risultante dall’ultimo bilancio approvato), nel caso di scambi tra investitori qualificati. Vengono istituite poi le obbligazioni partecipative subordinate caratterizzate da una durata non inferiore a sessanta mesi, che prevedano clausole di subordinazione e di partecipazione agli utili d’impresa con una remunerazione in parte fissa e in parte variabile. Gli operatori sono concordi nel ritenere che i mini bond avranno un influsso positivo per le casse delle imprese a patto che sia rispettata la massima trasparenza.

Incentivi alle imprese

Tutti gli incentivi alle imprese saranno erogati dal Fondo per la crescita sostenibile (prima Fondo per l’Innovazione Tecnologica) che sarà gestito dal ministero dello sviluppo economico e potrà contare su un plafond di 650 milioni nel 2012 a cui seguiranno altri 200 milioni negli anni successivi. Si conta in particolare di dare la precedenza a progetti di promozione della ricerca e dello sviluppo rafforzando anche la struttura produttiva. Imprescindibile sarà l’incentivo per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti esteri.
Il Decreto sviluppo attua in direzione di assunzioni agevolate attraverso bonus fiscali, sotto forma di credito d’imposta alle imprese che assumono a tempo indeterminato profili qualificati (35% fino a un massimo di 200 mila euro). E’ stato poi prorogato al 30 giugno 2013 il bonus del 55% per interventi di riqualificazione energetica mentre per le ristrutturazioni edilizie semplici dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013 si assisterà ad una aliquota crescente che passerà dal 36 al 50% con un tetto di spesa di 96mila euro (prima erano 48mila). Dal 1 luglio 2013 tutto ritornerà come prima.
Tra le altre novità si segnalano la sospensione del SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) per un ulteriore anno ovvero fino al 30 giugno 2013; più facilità nella gestione delle procedure legate alle crisi aziendali da sovraindebitamento; nuove tariffe per le imprese “energivore”. A favore dell’ambiente è previsto anche un incentivo fino a 5mila euro per l'acquisto di auto elettriche o ibride a basse emissioni (riservato però per il 70% a veicoli per uso di terzi come ad es. taxi, auto pubbliche e  ad utilizzo come beni strumentali , ad es. le  flotte aziendali dietro rottamazione di mezzi immatricolati da almeno 10 anni). Il bonus varia in base alle emissioni dell’auto acquistata e all’indirizzo di utilizzo. 

Srl facili

La costituzione delle società a responsabilità limitata semplificate sono oggi disponibili anche per chi ha più di 35 anni di età. Il limite di età sparisce anche per i soci. E’ prevista la costituzione di una riserva imponibile ricavata da una quota pari al 25% degli utili netti risultanti dal bilancio approvato annualmente, sino a che questa unitamente al capitale raggiunge l’ammontare di 10.000 euro. Viene eliminato il divieto di cessione delle quote agli over 35.

Altre misure

E’ previsto il credito d’imposta per le imprese e i lavoratori autonomi con sede nei territori colpiti dal terremoto che potranno chiedere un bonus fiscale pari al 100% del costo sostenuto per la ricostruzione, sostituzione e il ripristino dei beni danneggiati. Sono riservati 224 milioni di euro per la riqualificazione delle aree urbane degradate. Negli appalti i soggetti responsabili in solido sul versamento delle ritenute e dell’Iva sulle prestazioni effettuate saranno l’appaltatore e il subappaltatore (prima era il committente). La percentuale minima dei lavori che i titolari di concessioni che hanno già ottenuto l’assenso alla data del 30 giugno 2002 sono tenuti ad affidare a terzi passa dal 50 al 60% a decorrere dal 1° gennaio 2014. Allungamento della durata massima da 20 a 30 anni per le concessioni idroelettriche.

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