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PMI Dome

Ecco come cambieranno le prescrizioni mediche

La nuova legge permette ai medici di usare nomi commerciali dei farmaci solo dietro giustificazione
di Mirko Zago | 01 agosto 2012
Mirko Zago è laureato in scienze della comunicazione all'università di Bologna e appassionato di editoria online. Da sempre attratto dal mondo della Rete e del business, scrive per diverse realtà, trattando di imprenditoria, nuove tecnologie e IT
Il decreto legge n° 95/2012 in corso di conversione prevede grandi novità per il settore farmaceutico e medico. La legge impone infatti che il medico al momento della prescrizione si limiti ad indicare il principio attivo che deve essere contenuto nel medicinale senza indicare il nome commerciale dello stesso. 
Già in passato si è cercato di fare in modo che i farmacisti consigliassero al cliente il farmaco generico di fatto uguale a quello di marca, in modo da garantire un risparmio per il consumatore.

Una volta entrato in vigore il provvedimento, la cosiddetta ricetta rossa  si riterrà valida solo se contiene il nome della sostanza terapeutica del farmaco richiesto al Servizio Sanitario Nazionale. Al medico viene data comunque la facoltà di indicare anche il nome commerciale a patto di giustificare l’insostituibilità del farmaco (ad esempio possibili reazioni allergiche ad alcuni eccipienti). 
Se la patologia è cronica e il paziente è già sotto cura con uno specifico prodotto da tempo, il provvedimento non dovrà essere applicato, al fine di evitare cambiamenti che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla salute del curato. Al cliente spetterà la facoltà di scegliere in caso di più opzioni disponibili (farmaco di marca o equivalente) per il prodotto preferito, sopportando a sue spese eventuali differenze di costo. 

Il nuovo provvedimento è stato accolto con aspri scontri da parte dei medici, motivati dalla possibile confusione che si potrà generare tra i pazienti. Si teme inoltre che si possano verificare carenze  nelle istruzioni fornite, riguardo l'efficacia e gli effetti indesiderati di un farmaco. C’è chi sospetta si tratti però di perplessità legate ad interessi economici. Alcuni medici sono “invitati”, infatti,dalle case produttrici a prescrivere i loro medicinali mettendo a repentaglio l’imparzialità della prescrizione. Ma su questo tema ci pensa il Ministero della Salute a fare subito chiarezza con una nota: "I medici conoscono correttamente i principi attivi dei prodotti farmaceutici. In ogni caso nelle liste pubblicate dall'Aifa i prodotti sono già raggruppati anche per principio attivo".

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Inviato da Francesca Fucile

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