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DDl Semplificazioni: importanti misure a favore delle PMI

Approvate le nuove misure sulla semplificazione a favore di cittadini e imprese. Il DDl semplificherà la vita delle PMI nell’ambito della sicurezza, lavoro e previdenza, infrastrutture, edilizia, privacy e ambiente
di Flavio Calcagno
Meno carte piĂą sicurezza. Viene riassunto così il Ddl semplificazioni finalizzato a “ridurre gli adempimenti formali e liberare risorse economiche nel Paese”. Un disegno di legge composto da una trentina di articoli in totale, che analisi governative alla mano, consentirĂ  di incidere in modo consistente sui costi per una cifra pari a 3,7 miliardi. Il “nuovo” provvedimento rappresenta un proseguimento dell’opera intrapresa con il decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, “Semplifica Italia”, e darĂ  un importante contributo al rispetto degli impegni assunti a livello comunitario per la riduzione degli oneri amministrativi.  Ne è convinto il premier Mario Monti, il quale ha sottolineato che si tratta di “un importantissimo proseguimento dell'opera fatta in passato e prevede una semplificazione sia per i cittadini che per le imprese”, pertanto, grazie a una serie di interventi e accorgimenti, auspica che il ddl abbia un percorso parlamentare spedito.

Il provvedimento abbraccia diversi ambiti di riferimento per le PMI, dalle norme per semplificare gli adempimenti relativi alla sicurezza sul lavoro, senza allentare la disciplina, a quelle che modificano la disciplina del permesso di costruire, fino alle novitĂ  in tema di semplificazione burocratica. Ecco, di seguito, le principali novitĂ  per le imprese previste dal Ddl sulle semplificazioni nei diversi settori.

Sicurezza e burocrazia
In materia di sicurezza sul lavoro viene recepita la direttiva del 2007 sulla sicurezza dei lavoratori per evitare una procedura di infrazione che si sarebbe aperta a Dicembre. Le novitĂ , d’intesa con il ministero del Lavoro, riguarderanno le prestazioni di breve durata (lavori stagionali), e cioè non superiori ai 50 giorni, la sorveglianza sanitaria, le verifiche periodiche delle attrezzature sui cantieri e il documento sulla valutazione dei rischi (DVR). Per quanto riguarda la sicurezza dei cantieri in particolare, gli snellimenti burocratici riguardano la denuncia di infortunio a carico del datore di lavoro, la notifica agli organi di vigilanza dei nuovi insediamenti produttivi, le comunicazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le procedure di verifica periodica delle attrezzature di lavoro. Semplificati il DVR e il  Documento di valutazione dei rischi da interferenza delle lavorazioni (DUVRI). Il primo diventa semplificato per: 
  • aziende appartenenti a settori a basso rischio infortunistico che verranno individuati con decreto ministeriale (escluse le aziende di nuova costituzione nei primi due anni di attivitĂ );
  • PMI con meno di 10 dipendenti;
  • aziende fino a 50 dipendenti, ad eccezione di quelle individuate dalla legge e caratterizzate da particolari attivitĂ /rischi, e che hanno ottenuto o sono nelle condizioni di ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi delle vigenti disposizioni.
La semplificazione del DUVRI riguarda invece la possibilità di sostituzione del documento grazie all’individuazione da parte delle imprese di un incaricato che sovrintenda alle attività appaltate o affidate ai lavoratori autonomi. Esenti dal DUVRI i servizi di natura intellettuale, le mere forniture di materiali o attrezzature e i lavori o servizi di durata non superiore ai dieci uomini-giorno, a meno che non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o rischi particolari.
Per quel che concerne lavoro e previdenza, previsti il collocamento obbligatori, con l’abbassamento dal 60 al 46% della soglia di inabilità dovuta a infortuni sul lavoro o malattia (allargando la platea dei beneficiari), lo sconto sul pagamento dilazionato dei crediti contributivi da parte dei datori di lavoro e la prosecuzione volontaria dei contributi su richiesta del lavoratore (esclusi dal divieto i lavoratori iscritti alla gestione separata).
Infine, semplificazione anche per il documento unico di regolaritĂ  contributiva (DURC). Quello rilasciato per i contratti pubblici di lavori, forniture e servizi ha validitĂ  di 180 giorni dalla data di emissione e non deve essere richiesto per ogni singolo contratto, mantenendo la propria validitĂ  nei confronti di tutte le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori.

Infrastrutture ed edilizia
Grande interesse per le imprese nel settore infrastrutture ed edilizia. Si prevede in primo luogo il decadimento del silenzio rifiuto sostituito dal silenzio assenso. In pratica, se il Comune o il responsabile preposto non esprimono esplicitamente parare negativo, il permesso si intende automaticamente concesso, fatti salvi ovviamente i casi in cui sussistano vincoli ambientali o culturali. Velocizzati anche i permessi paesaggistici: al fine, infatti, di assicurare la certezza dei tempi di conclusione del procedimento si prevede l’obbligo dell’amministrazione competente, una volta decorso il termine (ridotto di 45 giorni) per l’espressione del parere da parte del soprintendente, di provvedere sulla domanda di autorizzazione.  
Una norma che alleggerisce gli standard di qualificazione per le imprese che eseguono lavori pubblici eliminerà, inoltre, molte rigidità che penalizzavano le PMI. Con il DPR 5 ottobre 2010 n. 207 (art 79), infatti, erano state inasprite le categorie per opere generali (OG) o opere specializzate (OS). I criteri invece diventano più abbordabili e i nuovi requisiti per la classificazione della categoria OG11, che facilita l’accesso al mercato da parte delle PMI saranno: categoria OS 3: 20% (dal 40%), categoria OS 28: 40% (dal 70%), categoria OS 30: 40%. (dal 70%). Una ulteriore novità di rilievo riguarda i contratti di rete e appalti: le aggregazioni fra imprese aderenti ai contratti di rete sono ammesse fra i soggetti a cui possono essere affidati contratti pubblici.

Pareri discordanti
Per il ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi, il provvedimento “crea le condizioni ordinamentali di contesto perchĂ© possa meglio esplicarsi l'attivitĂ  economica delle imprese”, anche se non mancano critiche e perplessitĂ . Il Garante per la Privacy ad esempio, ha espresso forti preoccupazioni sul testo del Ddl semplificazioni nella parte relativa alle norme sulla privacy, avvisando che nel caso in cui il testo venisse confermato, si vedrebbe costretto a sollevare la questione in sede comunitaria. Alcune disposizioni priverebbero gli imprenditori di ogni garanzia rispetto al trattamento dei loro dati e sarebbero perciò “in contrasto con la direttiva europea” secondo il Garante, che auspica dunque che “il Parlamento possa correggere il testo”. 
Anche Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl, ha mosso alcune critiche relative stavolta alle norme sul DURC giudicandole addirittura “inutili” e volte a costituire un “incentivo a proseguire nell'irregolarità”. “Sollevare imprese e lavoratori autonomi dall'obbligo del DURC sostituito da una semplice dichiarazione – ha commentato - vuol dire cancellare in un sol colpo un provvedimento che dalla sua introduzione ha permesso l'emersione dal lavoro nero di decine di migliaia di lavoratori. Farlo in questo momento, quando con la crisi aumenta il ricorso al lavoro nero, è ancora più grave'”. Secondo Pesenti infatti, raddoppiare la durata del DURC da 90 a 180 giorni, ben 6 mesi, è uno schiaffo alle aziende virtuose, che applicano il contratto e versano regolarmente i contributi per i lavoratori, e consente alle aziende non in regola di continuare a lavorare a danno dei lavoratori, del mercato e della collettività. “Se davvero l'obiettivo era quello di semplificare, come suggerisce il nome del Ddl – afferma - bisognava introdurre l'obbligo della richiesta del Durc per via telematica da parte dell'ente appaltante. Questo si che avrebbe deburocratizzato e semplificato il sistema, evitando tra l'altro le falsificazioni del Documento unico da parte delle imprese, come avvenuto in alcuni casi'”.
Durissimo, infine, il leader dei Verdi Angelo Bonelli sulla norma del silenzio-assenso, che a parer suo rischierĂ  di autorizzare un potenziale di 10 milioni di metri cubi di cemento nelle aree piĂą belle del nostro paese.
La sensazione che si avverte è che il disegno di legge a tutto campo approvato dal Consiglio dei ministri, dopo il primo decreto “Semplifica Italia” dello scorso febbraio, non procederà in maniera così spedita come si auspica il Governo e verrà certamente assoggettato a una inevitabile “potatura”.

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Commenti
1Commento

RE: DDl Semplificazioni: importanti misure a favore delle PMI

Le norme sul silenzio assenso per i permessi paesaggistici (e anche per quelli di costruzione) sono un attaco alla Costituzione italiana che protegge l'ambiente ed il paesaggio. Non passeranno mai.

Inviato da Marco

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