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PMI Dome

Il BYOD? Non può che alimentare l’esigenza di soluzioni di system management!

Intervista ad Alessandro Visintini Senior Sales Engineer, Dell KACE
di Redazione PMI-Dome, Alessandro Visintini
Il sempre più forte trend bring-your-own-device sta portando allo sviluppo di strumenti adatti alla loro gestione in ambito aziendale e presto i dipartimenti IT saranno in grado di gestire in maniera efficiente questo nuovo shift tecnologico. Ne parliamo con Alessandro Visintini, Senior Sales Engineer, che ci spiega quali strategie introduce a riguardo Dell KACE.

Vi sono già diverse soluzioni sul mercato legate all’enterprise mobility e alla gestione di dispositivi mobili. Quale è la strategia di Dell KACE?
Stiamo cercando di fornire agli utenti soluzioni per iOS e Android che soddisfino al meglio le loro esigenze. E lo facciamo partendo da un approccio di system management che offre all’IT una vista completa di tutti i client mobili. Si parla tanto di BYOD, ma c’è anche molto BYOC – bring-your-own-computer. Questa tendenza risale a quando l’IT portava in ufficio i laptop con Linux per avere maggiori libertà e facilità di gestione. In seguito sia i manager sia gli sviluppatori hanno iniziato a portare i laptop Apple perché ne preferivano il sistema operativo. Oggi  abbiamo nuovi dispositivi dotati di iOS e Android e il nostro supporto offre una vista olistica di tutti questi dispositivi, indipendente da tipologia e dimensione, che consiste in gestione di sicurezza, applicazioni e policy, oltre al monitoraggio dei device. In particolare, per quel che concerne la gestione dei dispositivi mobili, pensiamo di offrire sia una soluzione on premise, sia una as-a-service, assicurando ai clienti la possibilità di scegliere la modalità che preferiscono.

Ma, tutti questi nuovi dispositivi pongono alle aziende diverse problematiche di gestione, non solo legate al device management. C’è la sicurezza – firewall e malware – e poi la questione della produttività. Offriamo quindi anche una gamma completa di soluzioni per consentire agli utenti di aumentare la loro produttività attraverso lo sviluppo di mobile app. Non si tratta solo di dispositivi, ma di scrivere applicazioni giuste per un determinato individuo e assicurarsi che l’infrastruttura sia in grado di gestire due-tre dispositivi per persona.

Quindi Dell ha intenzione di offrire per gli smartphone lo stesso livello di controllo che già esiste per i computer?
Sì, è questo l’obiettivo finale. In futuro, direi tra 5 anni, sarà molto difficile distinguere un laptop da un tablet  da altre tipologie di dispositivi utilizzati per comunicare con gli altri. Ci sarà un vero e proprio merge di formati.  E quindi noi ci stiamo preparando a offrire all’IT gli strumenti adatti per gestire questi device, indipendentemente dal formato

Le esigenze di gestione dei dispositivi mobili saranno diverse. Gestire i laptop richiede circa il 20% in più di risorse rispetto ai desktop, e questo perché i portatili si perdono, vengono rubati, ecc. Abbiamo recentemente parlato con alcuni analisti e ci hanno confermato che circa il 20% dei dispositivi mobili – proprio per il loro formato e la loro mobilità – esce dal controllo aziendale. 

Questo è uno dei problemi più sentiti relativi al BYOD, cosa si sta facendo in termini di sicurezza?
E’ un compito alquanto arduo e ci sono diversi aspetti. La maggior parte degli individui utilizza i dispositivi mobili per la posta elettronica – che è molto sicura – ma la tendenza si sta spostando verso applicazioni e dati aziendali. Gli strumenti per questi sono in fase di sviluppo. E’ possibile dividere i dati di business da quelli consumer su un dispositivo in un contenitore specifico che si può proteggere, cifrare, controllare e pulire da remoto. E in questo modo si risolve il problema di eventuali furti o smarrimenti. L’altro modo per farlo è di virtualizzare quella applicazione o quei dati in modo che non risiedano sul device ma in azienda. Naturalmente, ciò richiede una connessione di rete. A seconda dell’ambiente si può preferire una o l’altra.

La virtualizzazione sembra interessante, ma a volte manca la copertura e questo inibisce l’accesso ai dati sul cloud. E’ un deterrente all’adozione di una strategia cloud?
No, ritengo di no. Se si lavora in ufficio e si sa di disporre di copertura Wi-fi, è molto utile, se si lavora su un aereo e si sa di non potersi  collegare allora è necessario salvare applicazioni e dati sul dispositivo. Dipende dall’ambiente e dal caso specifico, penso vi sia spazio per entrambe queste opzioni.

Pare che l’IT stia comunque riuscendo a imbrigliare il BYOD, cose ne pensi?
Sono d’accordo. Ricordo qualche anno fa, la questione era se lasciare che i dipendenti potessero portare i loro laptop e collegarsi alla rete aziendale in Wi-fi oppure se relegarli a una sorta di DMZ in cui accedere a Internet e utilizzare questa per connettersi in VPN alla rete aziendale. L’IT si è abituato rapidamente a questa situazione e penso che lo stesso stia succedendo con i dispositivi mobili. I tool sono disponibili, le principali piattaforme OS forniscono i link alla gestione di iOS e Android di modo da avere visibilità all’interno del device, fare l’inventario, applicare delle patch e garantire un accesso sicuro allo store aziendale per fare il download di software approvati.


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