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PMI Dome

Nuovi (e tanti) posti di lavoro? Si può, grazie all'ICT

900.000 nuove opportunità di lavoro entro il 2015: lo ha detto José Manuel Barroso, il presidente della Comunità Europea
di Nicodemo Angì
L'annuncio è di quelli “forti”, che non passano inosservati: entro il 2015 si potranno creare quasi 1 milione di nuovi posti di lavoro in Europa grazie all'Information & Comunication Tecnology. La fonte è autorevole, essendo rappresentata da un discorso che il presidente della Comunità Europea José Manuel Barroso ha pronunciato il 4 marzo scorso.

Lo speech aveva il significativo titolo di “Filling the gaps: e-skills and education for digital jobs” e si riferiva al lancio della Grande Coalizione per i Lavori Digitali alla quale ha partecipato anche l'italiano Antonio Tajani.

L'essenza del discorso è quella che le imprese, gli enti di istruzione e formazione ed i governi devono collaborare per creare una grande quantità di giovani dotati di e-skills. La richiesta è pressante perché, nonostante la crisi economica e occupazionale di questi anni, le imprese dell'ICT stanno faticando a trovare forza lavoro qualificata in questo settore. Le richieste di impiegati per i digital jobs crescono infatti a tassi del 3% annuo e si stima che nel 2015 il 90 % dei lavori richiederà come minimo delle competenze informatiche di base.

Barroso ha parlato di una doppia sfida, composta da aumento della disoccupazione e carenza di lavoratori in possesso di esperienze specifiche in certi settori, primo fra tutti quello dell'ICT. Gli ultimi studi stimano infatti che in Europa i posti di lavoro non coperti nel settore dell'ICT siano ben 900.000. Questa combinazione perversa può essere combattuta, prosegue Barroso, ad esempio studiando e comprendendo al meglio i bisogni dell'economia e dell'industria e preparando i lavoratori in modo che essi possano soddisfare tali domande. 

Occorre, insomma, prevedere la domanda di un certo tipo di preparazione e minimizzare le discrasie fra la domanda e l'offerta di lavoro. La questione cruciale è evitare la disoccupazione strutturale, che potrebbe compromettere i futuri cicli di espansione e generare povertà, esclusione sociale e “fughe dei cervelli”.

Diversi studi hanno inoltre evidenziato come l'occupazione ICT-related sia molto più “resistente” alle crisi rispetto agli altri tipi di lavoro.

L'agenda della crescita, l'Europe 2020 Strategy, supporterĂ  le riforme, ispirerĂ  fiducia e aumenterĂ  gli investimenti ma per dispiegarsi completamente avrĂ  bisogno dell'aiuto di tutti: aziende dell'ICT, associazioni d'impresa, autoritĂ  nel settore dell'istruzione, centri pubblici per l'impiego e imprenditori del Web.
Appare infatti chiaro che un nuovo modello della crescita, basato sull'istruzione e su riforme del mercato del lavoro - fattori chiave per un recupero della competitività dell'Europa – potrà essere raggiunto soltanto dalla collaborazione dei soggetti prima elencati.

Fra le misure che verranno prese Barroso ha segnalato l'imminente lancio della European Alliance for Apprenticeships, tesa a migliorare la qualitĂ  e la quantitĂ  della formazione mista (istruzione e lavoro).
Anche la creazione dell'European Institute of Innovation and Technology (EIT), che mira a accrescere la competitivitĂ  attraverso un'intensificata interazione fra l'istruzione di alto livello, la ricerca e l'innovazione (il tutto fortemente improntato alla creazione d'impresa) appare un importante fattore per il recupero dell'occupazione.
Un altro strumento importante saranno le Knowledge and Innovation Communities (KICs), supportate dall'EIT e il cui fine sarĂ  quello di riunire l'istruzione, la ricerca ed il business.
Lo scopo sarĂ  il conseguimento di uno sviluppo altamente integrato delle competenze, all'altezza dei bisogni e delle sfide degli attori economici piĂą importanti.

Barroso si è detto fiducioso che la Grand Coalition for Digital Jobs possa attrarre molti altri esponenti, di ogni tipo, e ha inserito nel suo discorso una citazione di De Gasperi: “Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista pensa alle prossime generazioni”. Il presidente della Commissione Europea ha concluso affermando che queste misure sono state prese – e non si può che approvarne l'ispirazione – proprio pensando alle prossime generazioni.

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Commenti
1Commento

eppur disoccupato

ho 43 anni e sono un tecnico di Helpdesk con 20 anni di esperienza, ma al contrario di ciò che si scrive, sono un esodato da qualche mese con grandi difficoltà a trovare lavoro. 20 anni di esperienza da buttare nel cesso, se le aziende cercano solo giovani 'esperti' da sottopagare.

Inviato da Marco

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