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PMI Dome

Gli edifici sostenibili producono benefici economici e benessere

Ad affermarlo è il nuovo report del World Green Building Council, secondo il quale, al giorno d’oggi, è possibile realizzare edifici green a costi comparabili con quelli degli edifici tradizionali, ottenendo un notevole risparmio economico e spazi di lavoro più produttivi e confortevoli
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunitĂ  di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtĂ  in ambito sociale e imprenditoriale. 
Realizzare strutture “green” porta notevoli benefici economici, in termini di costi di gestione, valorizzazione del costruito, benessere e persino produttivitĂ  a tutti gli stakeholder durante il ciclo di vita dell’edificio. Questo è quanto rivela il nuovo report del World Green Building Council, intitolato “The business case for Green Building: a review of the costs and benefits for developers, investors and occupants”, uno studio internazionale che ha permesso di pubblicare tutti i dati tecnici e le potenzialitĂ  finanziarie dei green building. 

L’intento dei professionisti del World Green Building Council infatti, è quello di far comprendere, attraverso la pubblicazione di questo studio, come al giorno d’oggi è possibile realizzare edifici green a costi comparabili con quelli degli edifici tradizionali, soprattutto grazie al risparmio economico dei minori costi di gestione energetica e a soluzioni progettuali intelligenti, contribuendo a creare spazi di lavoro più produttivi e confortevoli.

In un mondo sempre piĂą green oriented, secondo Mario Zocatelli, Presidente di GBC Italia, “l’Italia non può trovarsi al di fuori di queste dinamiche internazionali”, sottolineando che il green building dimostra che “è possibile trovare il giusto bilanciamento tra tutela dell’ambiente, prosperitĂ  economica e consapevolezza sociale". Il report a tal proposito, riporta evidenze credibili e misurabili da ogni parte del mondo, come ha dichiarato Jane Henley, CEO del World Green Building Council, evidenziando il fatto che gli edifici sostenibili sono in grado di portare con sĂ© tangibili benefici anche a livello economico. Benefici che, come viene illustrato all’interno del report, spaziano dalla mitigazione del rischio nei portafogli di edifici, ai benefici per i quartieri che li ospitano, passando per il miglioramento di salute e benessere individuale per gli occupanti. 

In particolare, lo studio sottolinea, innanzitutto, come l’extra costo di progettazione e costruzione diventa col tempo sempre più contenuto se paragonato al costo di progettazione e realizzazione di un edificio tradizionale. Un fattore comprovato anche dall'aumento degli standard minimi di efficienza imposti dalle normative cogenti e dalle innovazioni, già in atto, da parte dei produttori in relazione ai materiali e alle tecnologie produttive.
Parallelamente, nel documento viene sottolineato come gli edifici costruiti con migliori credenziali legate alla sostenibilità garantiscano un valore di mercato decisamente superiore e con un costo di vendita sicuramente maggiore rispetto all’edilizia tradizionale. Secondo i professionisti del World Green Building Council infatti, vi è un dimostrabile collegamento tra le caratteristiche green dell’edificio e la possibilità di queste costruzioni, in alcuni mercati, di essere più facilmente commercializzabili con affitti o prezzi di vendita maggiori.

Inoltre, a livello di costi di gestione, lo studio cerca di “smontare” anche il luogo comune secondo il quale i costi di gestione di un edificio “verde” sarebbero superiori allo standard.  Lo studio dimostra infatti che, gli edifici “green” sono caratterizzati da un notevole risparmio economico ed ambientale ottenuto nel tempo grazie alle prestazioni a basso consumo che, in termini pratici, corrispondono alla riduzione in bolletta dei costi elettrici o per il riscaldamento. Con un ragionevole tempo di ammortamento dunque, il risparmio energetico, da solo, sarebbe in grado di eccedere tutti gli extra costi derivanti da progettazione e costruzione. 

Altro fattore da non sottovalutare è quello della produttività e salute negli spazi di lavoro, un elemento che è in grado di compromettere le funzionalità dell’edificio. Su questo concetto di “benessere” il report affronta, in particolare, tutte quelle tematiche che coinvolgono direttamente la salubrità indoor, a partire dagli agenti inquinanti fino alla qualità della luce.

Infine, viene affrontato anche il tema della mitigazione del rischio, fortemente legata alla sostenibilità dell’edificio visto nel suo contesto, un fattore capace per altro di influenzare il valore stesso della proprietà se non rispondente a precisi canoni e standard normativi. Il rischio legato alle normative, in rapido mutamento sia in termini di contenuti che di processi, che si sta osservando in moltissime città e paesi del mondo, indirettamente incide anche sul valore degli edifici esistenti e pilota la realizzazione di nuove opere verso standard sempre più elevati.
 â€śIl nuovo modello – si legge nel report - che deve essere assunto per analizzare il passato e provare a interpretare meglio i possibili risvolti di un futuro sempre piĂą incerto, si basa, sulla qualitĂ  del manufatto, l’integrazione di filiera e la buona pratica di misura delle performance, siano esse energetiche, idriche o legate alla produzione di rifiuti, che tutte le riqualificazioni e le nuove costruzioni devono e dovranno avere”.

Il Report dimostra dunque come sia indispensabile garantire un futuro economicamente ed energeticamente sostenibile che sia legato alla qualità dell’ambiente costruito ed al valore delle città. Un futuro che l’industria legata ai green building sta cercando di realizzare attraverso la costruzione di luoghi salubri, efficienti e vivibili.

Una opportunitĂ  per aziende e giovani disoccupati
A tal proposito, sarebbe importante per le aziende italiane che fanno parte di reti di imprese, cogliere l’attuale opportunità riservata a loro dal Ministero dell’Ambiente che, tramite il fondo per l’occupazione giovanile nella Green Economy (ex Fondo Rotativo Kyoto), ha messo a disposizione di imprese ed enti pubblici circa 460 milioni di euro, che serviranno per erogare finanziamenti a tasso agevolato per progetti e interventi nei settori della green economy ed in settori di attività connessi con la messa in sicurezza del territorio dai rischi idrogeologico e sismico.

Il bando, nello specifico, è ammissibile per ditte individuali, società e imprese che hanno stipulato contratti di rete e che si trovano in regime di contabilità ordinaria e prevede la possibilità di concedere prestiti anche a soggetti privati che realizzano progetti e interventi in uno o più dei seguenti settori: protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di “seconda e terza generazione”; ricerca, sviluppo e produzione mediante bioraffinerie di prodotti intermedi chimici da biomasse e scarti vegetali; ricerca, sviluppo, produzione e di biocarburanti di “seconda e terza generazione”; ricerca, sviluppo e produzione mediante bioraffinerie di prodotti intermedi chimici da biomasse e scarti vegetali; ricerca, sviluppo, produzione e installazione di tecnologie nel “solare termico”, “solare a concentrazione”, “solare termodinamico”, “solare fotovoltaico”, biomasse, biogas e geotermia; incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia nei settori civile, industriale e terziario, compresi gli interventi di social housing; processi di produzione o valorizzazione di prodotti, processi produttivi od organizzativi o servizi che, rispetto alle alternative disponibili, comportino una riduzione dell'inquinamento e dell'uso delle risorse.

Il requisito essenziale per poter accedere al finanziamento agevolato è legato all'assunzione a tempo indeterminato di almeno 3 giovani con età non superiore a 35 anni alla data di assunzione, oppure se l’azienda decide di assumere più di tre lavoratori, un terzo di questi deve essere riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni. Per i progetti presentati da PMI, Srl semplificate ed Esco (società di servizi energetici), il numero di assunzioni minimo è di una unità.

Si tenga conto del fatto che, per partecipare al bando, il progetto di investimento deve essere pari a un milione di euro, ridotto a 500mila euro nel caso di progetti presentati da PMI ed Esco e a 200mila euro per progetti presentati dalle Srl semplificate.
Il fondo in tutti i casi finanzierĂ  il 60% del costo complessivo delle spese ammissibili (il 75% per i progetti presentati da PMI, Esco e Srl semplificate), con il finanziamento che sarĂ  a tasso agevolato dello 0,5% a 6 anni (10 anni e per i progetti presentati da Esco, Srl semplificate oppure da soggetti in partenariato pubblico/privato con contratto di disponibilitĂ .
Per presentare le domande di ammissione all’incentivo c’è tempo fino al 26 aprile.


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