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PMI Dome

Digital Global Market, la crescita nonostante tutto

L'ICT si conferma uno dei pochi settori immune dalla stagnazione di questi anni, sebbene l'IT tradizionale sia in caduta libera, facendo registrare un -5.8%
di Nicodemo Angì
La crisi scuote tutto il globo ma se si sostituisce al mappamondo una carta dei settori produttivi si scopre che esiste un “mondo” che continua a crescere. Lo abbiamo anticipato nel titolo ma forse ce lo aspettavamo: il settore anticrisi, pur se fra luci e ombre, è quello del mercato digitale e dell'ICT.

Andiamo con ordine ed esaminiamo meglio la fonte di queste notizie, ossia le anticipazioni del corposo rapporto Assinform 2013, prodotto dall'Associazione Italiana per l'Information Technology. Scorrendolo si può evincere un andamento molto difforme sia per area geografica sia per tipologia di mercato. Confrontando, ad esempio, i dati mondiali con quelli italiani si scopre  che il nostro Paese viaggia in controtendenza. Se il Global Digital Market, che aggrega l'economia digitale mondiale, cresce del 5,2% nel 2012, superando i 4.219 miliardi di dollari e rappresentando quasi il 6% del PIL mondiale, l'Italia è scesa dell'1,8 %. Il dato aggregato dell'ICT, comunque migliore rispetto al calo del 2,4 % dell'economia italiana nel suo complesso, non è però sufficientemente dettagliato. 

Scomponendolo si scopre, infatti,  la crisi dei servizi ICT tradizionali (-4,7%), il cui valore è più del 50 % del mercato, a cui si contrappone la crescita del 7,2% dei contenuti e della pubblicità digitale e quella (+2,4%) del software e delle soluzioni ICT.

Esiste un'economia digitale in rapida crescita, come testimoniato dal + 62% nelle vendite di smartphone, dalle 2,1 SIM per ogni utilizzatore di cellulari e dal fatto che a Internet accede ormai 68% del totale della popolazione italiana. Se esiste poi un'economia “social” è interessante sapere che gli utenti italiani di Facebook & Co. sono arrivati a quota 17,8 milioni. Attualmente l'Italia conta quasi 12 milioni di utilizzatori dell'e-commerce (circa il 28 % di chi accede ad Internet), quota favorita anche dalle massicce vendite di tablet (più di 2 milioni nel 2012) e di smartphone (quasi 9 milioni). Il prezzo medio di questi ultimi, mediamente più elevato rispetto ai cellulari normali, ha generato un valore quasi triplo rispetto a questi ultimi.

Gli scenari italiani di settore per il 2013 non sono buoni ma dipendono anche dalle condizioni al contorno. Paolo Angelucci, presidente di Assinform, ha infatti riferito che “le stime per il 2013 non possono non essere segnate da un profondo pessimismo: ci attendiamo, infatti, un'ulteriore contrazione del -3,6% nel Global Digital Market (GDM), con l'IT tradizionale in caduta libera a -5,8%, un fatto che avrà pesanti ricadute soprattutto sull'occupazione essendo il settore, che attualmente impiega circa 400 mila addetti, alquanto labour intensive. Se si avvierà un vero cambiamento del quadro di riferimento, correggendo gli assetti attuali e accelerando, per esempio, il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda Digitale portando il suo braccio operativo, l'Agenzia per l'Italia Digitale, sotto la massima responsabilità politica, ovvero Palazzo Chigi, si potrebbe invertire la tendenza del GDM portandolo ad una contrazione del solo 1,5%". Altre misure che potrebbero contribuire ad un risultato benevolo sono il rendere il credito di imposta per la ricerca e l'innovazione una misura strutturale, dare una rapida ed equa soluzione al grave problema dei debiti della PA verso le imprese e aprire linee di finanziamento alle aziende che investono in innovazione.

Aggiunge Capitani, per delineare meglio un quadro non proprio roseo, che “in Italia sembra ampliarsi il solco fra chi intraprende la strada dell'innovazione e chi - suo malgrado perché costretto dalla crisi o per vera e propria miopia - sceglie di non scegliere e di opporre resistenza al cambiamento: la cosa vale per imprese, pubbliche amministrazioni e anche per famiglie e cittadini che sottovalutano i vantaggi del Web”.

Consoliamoci registrando il fatto che aumenta rapidamente la penetrazione degli E-Book Reader (+ 16,5 %) e quella delle Smart Tv (+ 32% in valore con oltre 1,6 milioni di unità vendute), piattaforme che offrono quindi orizzonti interessanti a chi voglia creare, per esse, contenuti e servizi.

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