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PMI Dome

Il fotovoltaico taglia fuori 80 mila imprese

Ristretti i requisiti d’accesso per il possesso della “patente” di installatore di impianti fotovoltaici. A rischio 80 mila imprese e 250 addetti ai lavori del settore
di Flavio Calcagno
Circa 250 mila addetti ai lavori nel settore delle energia solare rischiano di non poter installare più impianti fotovoltaici. L’allarme è stato lanciato dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna), nella persona di Carmine Battipaglia, presidente del Cna installazione impianti, a seguito della definitiva approvazione dello “Standard formativo per l’attività di installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici da energie rinnovabili (Fer)” da parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome.

Il documento, che disciplina l’attivitĂ  formativa obbligatoria, prevista all'art. 15 del dlgs 28/2011 recante le norme in materia di attuazione della direttiva 2009/28/Ce sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, restringe i requisiti d’accesso per il possesso della “patente” di installatore, creando di fatto una netta suddivisione tra addetti ai lavori di serie a per cui la professione è piĂą semplice e addetti ai lavori di serie b per cui la professione è off limits. 

In base all’articolo suddetto, i laureati e i diplomati con due anni di inserimento in una azienda abilitata, sono qualificati in automatico, mentre i responsabili tecnici divenuti tali tramite un titolo di formazione professionale e quattro anni di lavoro in azienda, dovranno frequentare un corso di qualificazione obbligatorio

E tutti coloro che non appartengono alle due categorie? A conti fatti, restano esclusi, o quantomeno non menzionati, tutti coloro che hanno come requisito tecnico e professionale “la prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'articolo 1”.

Circa 80 mila imprese, su un totale di 200 mila, rischiano così di essere tagliati fuori dal mercato, dopo aver svolto questa attività per diversi anni, senza nemmeno poter seguire una attività formativa ed ottenere il fatidico “pezzo di carta”.

Sulla vicenda è così intervenuto il presidente del Cna installazione impianti, chiedendo alla politica di sanare questa discriminazione nel piĂą breve tempo possibile. “In attesa – ha fatto sapere il presidente - denunceremo la cosa alla Commissione europea per errata applicazione del diritto comunitario, dato che la direttiva non pone alcun tipo di limitazione per accedere al corso e fare l'esame”, aggiungendo che sarĂ  verificato anche l’esistenza, nei confronti dell’Antitrust, di elementi per configurare la lesione della concorrenza tra le imprese. 

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