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Fotovoltaico termico: IBM promette un sistema rivoluzionario

IBM Research , in collaborazione con la Airlight Energy e la Swiss University, sta sviluppando un sistema per il fotovoltaico termico ad alta concentrazione, capace di raccogliere fino all’80% delle radiazioni in arrivo e di convertirle in energia utile a un costo notevolmente più basso
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunitĂ  di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtĂ  in ambito sociale e imprenditoriale. 
IBM promette una vera e propria rivoluzione nell’energia solare grazie allo sviluppo di un sistema per il fotovoltaico termico ad alta concentrazione. Gli scienziati di IBM Research , in collaborazione con la Airlight Energy e la Swiss University, stanno sviluppando un sistema in grado di concentrare, in media, la potenza di 2000 soli su centinaia di chip di un centimetro di lato, con un’efficienza capace di raccogliere fino all’80% delle radiazioni in arrivo e di convertirle in energia utile, a un costo di 250 dollari per metro, tre volte inferiore rispetto ad altri sistemi concorrenti. Di conseguenza, il costo dell’energia prodotta scenderebbe sotto i 10 centesimi al kilowattora, equivalente a quello dell’energia di una centrale elettrica alimentata a carbone, la più conveniente delle fonti fossili.

Il prototipo si chiama High Concentration PhotoVoltaic Thermal (HCPVT) e utilizza un grosso disco parabolico fatto di diversi specchi e “pilotato” da un sistema di puntamento che è in grado di direzionarlo sempre nella posizione ottimale rispetto al sole. Non appena si raggiunge l’allineamento, la luce solare viene riflessa dagli specchi su dei microchip raffreddati ad acqua attraverso un sistema di microtubi in grado di mantenere l’intero sistema fotovoltaico sotto la soglia di pericolo. Proprio questo innovativo sistema di raffreddamento, sfruttato anche dai moderni computer ad alta efficienza come Aquasar ad esempio, ha risolto il problema dello scioglimento dell’apparecchio una volta a contatto con temperature estremamente elevate. Ogni chip è in grado di convertire circa 250 watt di media in una giornata di 8 ore di luce in zona soleggiata, e l’acqua di raffreddamento che circola nel sistema di microtubi, può anche essere utilizzata per il consumo umano.

Per sviluppare questa tecnologia rivoluzionaria, la IBM è riuscita ad ottenere un finanziamento di 2,3 milioni di dollari.


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