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I conti correnti italiani sono tra i più cari e l’UE corre ai ripari!

La Commissione Europea punta nuovamente il dito sull’Italia i cui conti correnti risultano troppo cari e poco trasparenti: allo studio una direttiva che possa porre rimedio alla situazione e favorire una maggiore concorrenza tra i vari istituti bancari
di Giovanni Garro
1970. Esperto in tecnologie e consulente informatico. Collabora con diverse testate giornalistiche e siti internet nel settore IT, prima tra tutte Edizioni Master (Win Magazine, Quale Computer, Computer Di Più, Idea Web, Corso Avanzato per Mac e iPhone, App Magazine, Le Mie App).
Le valutazioni sono state fatte sulla base di un rilevamento dell’Unione Europea risalente al 2009 sulle spese che cittadini e imprese sostengono per la tenuta del conto in banca. Ebbene, dai dati raccolti, l’Italia sarebbe il Paese con i costi maggiori, pari a circa 191 euro contro una media europea di 137 euro. Inoltre le banche italiane sono considerate poco trasparenti perchè rendono difficile la comprensione dei costi sostenuti da parte del consumatore.

Secondo un’indagine più recente condotta da Bankitalia la situazione si sarebbe normalizzata, con costi in linea con la media europea. Il Commissario per il Mercato interno, Michel Barnier, ha comunque avanzato una proposta di direttiva contenente una serie di proposte per rendere i conti meno salati e più trasparenti. Tale direttiva si baserebbe su tre punti fondamentali.

Innanzitutto ogni Stato deve mettere a disposizione una banca che offra un conto base, da utilizzare per l’accredito dello stipendio, il pagamento delle bollette, possibilità di prelievo, bonifici e bancomat. Tale direttiva spingerebbe sicuramente i vari istituti ad offrire prodotti più concorrenziali.

Il secondo punto riguarderà la trasparenza: le banche dovranno fornire ai propri clienti un documento semplice da consultare con le principali spese sostenute per l’uso dei vari strumenti. Inoltre tali informazioni dovranno essere standardizzate per favorire la comparazione tra banche differenti.

Il terzo punto, infine, prevede che siano le banche ad occuparsi di tutte le azioni necessarie per il trasferimento del c/c qualora fosse richiesto e che il consumatore sia informato di tale possibilità. Il trasferimento deve essere effettuato entro 15 giorni all’interno dello stesso Paese e entro un mese tra Paesi diversi dell’UE. 

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