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PMI Dome

Saldo negativo per la bilancia commerciale italiana

Nel primo trimestre 2013 si registra una marcata flessione dell’export (-6%). A pesare sul saldo negativo della bilancia commerciale italiana (-0,7) pesa la frenata degli acquisti europei
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunitĂ  di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtĂ  in ambito sociale e imprenditoriale. 
La bilancia commerciale italiana accende la spia rossa dopo la marcata flessione delle esportazioni (-6%) del primo trimestre. A pesare è la frenata degli acquisti europei, scesi del 9,9% nel mese di marzo e in passivo del 5,1% nel primo trimestre. 

Non accadeva un fatto simile dal 2009, anche se, la frenata non è stata una sorpresa. I dati sul Pil diffusi da Eurostat avevano già anticipato l’evento, annunciando la Francia nuovamente in recessione, la Spagna e la Grecia in calo rispettivamente del 2 e del 5,3% e la Germania sotto di tre punti decimali di Pil su base annua. Non a caso, è stata proprio la Germania a influire in misura maggiore sul calo dell’export italiano, determinando un crollo del 10% a marzo che, sommato ai risultati dei mesi precedenti, ha sancito la perdita per le imprese italiane di ben 886 milioni di acquisti nel primo trimestre.

Ma il calo dell’export nazionale non riguarda solamente il Bel Paese. La Francia fa registrare una diminuzione del  7,1%, mentre per la Spagna il tracollo sfiora addirittura i 20 punti percentuali. A fronte di questi dati, la crescita del 5% delle vendite italiane nei mercati piĂą remoti, nel periodo compreso tra gennaio e marzo, non riesce a coprire le perdite dovute al calo europeo, per cui il bilancio globale risulta in rosso dello 0,7%.

Fra i settori che fanno registrare le migliori performance nel primo trimestre vi sono quello alimentare, quello degli articoli in pelle e soprattutto quello farmaceutico, con un incremento di 16,5 punti. Reggono faticosamente i macchinari, con il +1% dei primi tre mesi che viene reso vano dal pesante -6% di marzo, dato reso noto dalle associazioni di categoria.

A certificare le difficoltĂ  italiane, arriva anche il calo ancora piĂą grave delle importazioni, -10,6% a marzo e -7,4% nel trimestre. Questo crollo ha penalizzato maggiormente proprio la Germania, considerato che a marzo l’import italiano da Berlino si è ridotto del 4,6% e di sette punti percentuali da gennaio. 

L’unica nota lieta  giunge dal saldo commerciale con l’estero, che è risultato positivo per 3,2 miliardi e in forte miglioramento rispetto al 2012 (+1,8 miliardi). 
A fronte di questi dati allarmanti, chissĂ  se dalle parti di Berlino cominceranno a pensare ad un giusto mix tra austeritĂ  e crescita. 


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