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PMI Dome

Gli appalti della P.A sempre più green

Gli enti pubblici saranno obbligati ad acquistare beni e servizi da imprese che offrono il “costo più basso”, anche a livello ambientale, anziché il “prezzo più basso”
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunità di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtà in ambito sociale e imprenditoriale. 
Gli enti pubblici dovranno acquistare beni e servizi da imprese che offrono il minor costo ambientale possibile lungo l'intero loro ciclo di vita. A stabilire questo principio è il nuovo “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione - Revisione 2013” che aggiorna il Piano nazionale sugli acquisti verdi della P.A.

L’aggiornamento si è reso necessario sia per tener conto dell’evoluzione del contesto normativo di riferimento, sia delle indicazioni che emergono dalla valutazione delle esperienze sin qui condotte a livello nazionale ed internazionale sul tema degli acquisti verdi (Green Public Procurement) ovvero delle strategie politiche ed ambientali dell’Unione europea più recenti. 

Pertanto, il nuovo criterio di aggiudicazione diventa quello fondato sul “costo più basso”, anche in termini ambientali, anziché sul “prezzo più basso” che fino ad ora ha orientato l’azione della P.A. insieme a quello della “offerta economicamente più vantaggiosa”.
In base al nuovo decreto, le procedure d’appalto dovranno essere fondate su metodologie di “Life cycle costing” dei beni e servizi, che permettono di attribuire i contratti di fornitura in base al “costo”, dei prodotti valutato lungo l’arco del loro ciclo di vita. Quando si parla di “costo”, si intende anche quello ambientale e ci si riferisce sia a quello interno (acquisizione, uso, gestione a fine vita) che a quello esterno, come le emissioni inquinanti rilasciate nell’ecosistema.

Le nuove metodologie sul Life cycle costing saranno definite meglio tramite ulteriori decreti che definiranno specifici “criteri ambientali minimi” per le diverse tipologie di prodotto previste dalla legge nazionale 163/06. In tale legge si trova infatti l’obbligo per le p.a. di fondare le gare di appalto ogniqualvolta sia possibile su criteri ambientali, laddove il suo attuativo dpr 207/10 prevede che tali criteri vadano rintracciati, appunto, tra quelli individuati dal dm 11 aprile 2008 (adesso dm 10 aprile 2013).
Inoltre, il dm 20/03 e il dlgs 24/11 obbligano le P.A. rispettivamente alla copertura minima del 30% del fabbisogno con beni con materiale riciclato e all’acquisizione di autoveicoli rispondenti ai criteri verdi definiti dal dm 11 aprile 2008 (ora dm Ambiente 10 aprile 2013).


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