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PMI Dome

Apple accusata di evasione fiscale per 74 miliardi di dollari!

Attraverso alcune sussidiare, l’azienda di Cupertino avrebbe spostato all’estero gran parte dei suoi guadagni eludendo il fisco americano per un totale di 400 miliardi di dollari nel periodo che va dal 2009 al 2012
di Giovanni Garro
1970. Esperto in tecnologie e consulente informatico. Collabora con diverse testate giornalistiche e siti internet nel settore IT, prima tra tutte Edizioni Master (Win Magazine, Quale Computer, Computer Di PiĂą, Idea Web, Corso Avanzato per Mac e iPhone, App Magazine, Le Mie App).
Apple evade le tasse! Questo è quello che emergerebbe dal lavoro svolto da una commissione d’inchiesta del Senato capeggiata dal senatore democratico Carl Levin. In altre parole, Apple avrebbe sfruttato alcune falle della legge americana per pagare meno tasse spostando gran parte dei suoi profitti in società sussidiarie la cui sede è stata fissata in Irlanda.

La legge americana prevede che si debba pagare di tasse il 35% dei profitti complessivi. Apple però fattura il 61% del totale all’estero e così ha pensato bene di rendicontare queste entrate in Paesi dove si pagano meno tasse creando una serie di società offshore come ad esempio la Apple Operation International che racchiude tutti i punti vendita dislocati al di fuori degli USA.

La cosa paradossale è che Apple, non solo ha cercato di pagare meno tasse, ma non le ha pagate del tutto. Per la legge americana le tasse vanno pagate nel luogo in cui risiede l’azienda mentre per quella irlandese dove questa viene gestita. Sembrerebbe, quindi, che la Apple Operation International non abbia presentato la dichiarazione dei redditi in nessuno dei due Paesi.

Apple si è difesa affermando di essere il maggior contribuente americano visto che nel 2012 ha versato ben 6 miliardi di dollari e che ha saputo creare circa 600 mila posti di lavoro. Pronta la risposta del senatore John McCain che ha fatto notare come sia anche il più grande evasore. Si attende ora l’esito dell’incontro di Tim Cook davanti al Congresso dove illustrerà nella giornata di oggi la posizione della casa di Cupertino. Per l’azienda creata da Steve Jobs il morso alla Mela potrebbe rivelarsi avvelenato.

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