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PMI Dome

Nasce il primo fondo “minibond” italiano dedicato alle PMI

Dalla collaborazione tra Confindustria, Finanziaria Internazionale e Banca Monte dei Paschi, nasce il primo Fondo minibond in Italia, che consentirà alle PMI di sfruttare un canale di finanziamento alternativo a quello bancario
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunità di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtà in ambito sociale e imprenditoriale. 
In un periodo in cui le banche hanno chiuso i rubinetti del credito, la tendenza del mercato europeo vede le piccole e medie imprese attive nella emissione di obbligazioni per finanziarsi. Si tratta dei cosiddetti “minibond”, uno strumento innovativo per migliorare la liquidità delle imprese, che consente alle PMI un canale di finanziamento alternativo a quello bancario, con un sostanziale allineamento del regime fiscale delle obbligazioni emesse da società non quotate a quello più favorevole delle società quotate. 

In Italia, a differenza di altri paesi europei, il mercato dei “minibond” stenta ancora a decollare, nonostante il nuovo strumento finanziario sia stato incentivato dal Decreto Sviluppo del 2012. Colpa della disinformazione degli imprenditori sulle opportunità che la normativa ha riservato per loro per operare meglio sul mercato. 

In questo contesto, la collaborazione tra Confindustria, Finanziaria Internazionale e Banca Monte dei Paschi, volta ad istituire il primo fondo che investe in minibond sul mercato italiano, appare una iniziativa particolarmente innovativa per il Paese, trattandosi della prima azione strutturata in Italia che sfrutta le norme del Decreto sviluppo. L’idea - come si legge nel Corriere del Veneto -  è quella di sfruttare l’opportunità dei tassi delle emissioni governative in ribasso, per offrire strumenti più rischiosi ma più redditizi (i rendimenti staranno tra i 450 e i 750 punti base sopra il tasso Irs a 3 o 5 anni, quindi il 2-3% in più rispetto ai Bot), appetibili per diversificare e ottenere qualcosa in più. Emissioni di nicchia dunque, poco conosciute e che potrebbero riservare anche delle soddisfazioni, come è avvenuto finora per Guala Closures, Cerved o IVS Group.

Nella sede di Confindustria Toscana, Fabrizio Viola, amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Vincenzo Boccia, vice presidente di Confindustria e presidente di Piccola Industria, e Andrea de Vido, amministratore delegato di Finanziaria Internazionale, hanno illustrato il Fondo da destinare a una cinquantina di imprese, in gran parte venete, che potranno così emettere minibond.

Il Fondo Minibond è un fondo di tipo chiuso e riservato a investitori qualificati, avente una dimensione inizialmente compresa tra i 100 e i 150 milioni di euro  e una durata massima di 7 anni. I minibond saranno titoli senior unsecured con scadenza massima pari a 5 anni e rimborso ammortizzato del capitale e cedole a tasso fisso.

Promosso e gestito da Finanziaria Internazionale Investment Sgr e collocato insieme a Banca Monte dei Paschi di Siena, il fondo ha l’obiettivo di colmare il gap tra domanda e offerta di finanziamento alleviando le attuali condizioni di forte credit crunch. In che modo? Favorendo la destinazione del risparmio italiano a sostegno delle attività produttive sul territorio nazionale, anche grazie alla partnership con Confindustria come rappresentante delle imprese associate. 

La Banca fornirà assistenza al cliente in tutte le fasi, dall’emissione del titolo al suo collocamento, fino al reperimento dell’interesse da parte di investitori professionali, con disponibilità elevate di liquidità e orizzonti d’investimento di medio lungo periodo, per i quali l’introduzione dei Minibond costituirà una possibilità ulteriore per ampliare la propria gamma di investimenti e diversificare i propri rischi finanziari. 

Il Fondo consente alle imprese di migliorare i profili di rischio/rendimento attraverso un’adeguata diversificazione, facilitando la capacità di accesso all’ampia rete di potenziali futuri investitori domestici e internazionali che potranno essere reperiti da BMps e Finint.
In questo quadro, Mps Capital Services ricoprirà il ruolo di advisor delle imprese emittenti, accompagnandole nell’attività necessaria per l’accesso al Fondo.

 “Quella del Fondo Minibond, il primo nel nostro mercato nazionale rappresenta una novità di enorme importanza, dato il contesto attuale”, ha spiegato Fabrizio Viola, amministratore delegato di BMps, secondo il quale l’iniziativa fornirà alle PMI un maggior equilibrio nella liquidità e una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento. Contemporaneamente,  sottolinea ancora Viola, il fondo istituito orienta l’attività di BMps verso soluzioni innovative di sostegno alle imprese e a prevalenza di servizio, visto il processo di rarefazione di funding a medio/lungo termine che sta segnando il mercato bancario. Il Fondo Minibond costituisce una nuova conferma nella giusta direzione secondo Viola, fiero del fatto che ancora una volta BMps ha è riuscita a distinguersi per la puntualità con cui ha saputo cogliere le novità normative per rispondere alle istanze che arrivano dal mondo delle imprese. 

Per Vincenzo Boccia trovare vie alternative di finanziamento è diventata una priorità assoluta: “Stiamo affrontando la terza ondata di credit crunch - avverte Vincenzo Boccia - sono le PMI a subire il contraccolpo più forte. Questa situazione rischia di bloccare l’avvio di progetti di rilancio e sviluppo delle attività, minando la sopravvivenza stessa di tante imprese”. Per questo motivo il Fondo Minibond, secondo Boccia, rappresenta un importante passo in avanti, oltre che uno strumento potenzialmente idoneo alle PMI, poiché inserito in un segmento di mercato caratterizzato dalla sostanziale assenza di investitori specializzati in operazioni di piccole dimensioni. "L’auspicio - conclude Boccia - è che questo progetto faccia da apripista per altre iniziative analoghe e per lo sviluppo di un mercato riservato ai titoli delle Pmi”.

Si è detto infine orgoglioso di promuovere questa iniziativa innovativa Andrea de Vido poiché il fondo, a suo modo di vedere, permetterà alle PMI italiane, in un momento caratterizzato da forti difficoltà nell'accesso al credito, di rimuovere i vincoli finanziari e di contare su uno strumento che le aiuti a svilupparsi e a creare occupazione. 

Considerato che il finanziamento bancario sarà sempre più ristretto per le imprese, i minibond potrebbero rappresentare dunque la soluzione alternativa migliore per l’approvvigionamento di liquidità. 

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Commenti
1Commento

Considerando che...??!!

Mi soffermo sulle ultime 3 righe: "CONSIDERANDO CHE IL FINANZIAMENTO BANCARIO SAR' SEMPRE PIU' RISTRETTO PER LEIMPRESE...." Ecco, qui sta il nocciolo di tutto l'ingarbuglio economico!! Le banche devono SMETTERE di giocare alla finanza e devono tornare a fare le banche: enti che aiutano l'economia finanziando le imprese meritevoli non solo perché hanno enormi capitali ma soprattutto perché hanno degli ottimi progetti (progetti che ormai difficilmente qualcuno in banca è in grado di interpretare data la scarsa cultura imprenditoriale degli pseudo responsabili di settore). Qualcuno si è dimenticato dei doveri di una banca: 1) Le banche sono innanzi tutto il bacino in cui si può e si deve attingere per finanziarsi davanti a validi progetti e imprese da intraprendere. 2) Le banche DEVONO prendersi la responsabilità di farsi garanti per l'impresa che emette fattura, e farsi da debitrice nei confronti della banca di chi deve pagare la fattura al creditore. Spetterà all'altra banca chiedere resoconto al proprio cliente della fattura pagata. 3) Le banche devono essere alleate dello Stato e delle aziende e non viscide sanguisughe come si stanno dimostrando, attingendo ad esempio dai fondi statali (e quindi dai cittadini) le perdite delle loro "scommesse clandestine" in finanza. Ricordiamoci che il debito pubblico è debito dovuto alla BCE per il prestito di denaro che lo stato deve chiedere per vivere, contro la Costituzione!! Il debito pubblico si può ripudiare (Libro:"non è crisi, è truffa" di Salvatore Tamburro) 4) Lo Stato deve tornare ad essere sovrano della propria moneta, togliendo il potere finanziario alle banche centrali che governano e ammazzano gli stati. Basta signoraggio bancario! Poi ben vengano anche i mini bond 8in ogni caso molto mirati vedo), che sono ben piccola cosa rispetto alla tragedia odierna chiamata "banca".

Inviato da Loris

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