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Recruitment, il 77% passa per Linkedin

Il social network per i professionisti è la miglior soluzione per trovare lavoro
di Mirko Zago
Mirko Zago è laureato in scienze della comunicazione all'università di Bologna e appassionato di editoria online. Da sempre attratto dal mondo della Rete e del business, scrive per diverse realtà, trattando di imprenditoria, nuove tecnologie e IT
Il bacino d’utenza dei social network dedicati ad imprese e professionisti si allarga giorno dopo giorno. Da semplici spazi di condivisione ed aggregazione queste piattaforme si sono evolute in vere e proprie soluzioni di business. Oltre a creare reti di professionisti esse permettono infatti di condividere esperienze lavorative, farsi conoscere, trovare collaboratori e confrontarsi con professionisti da ogni parte del mondo. Uno dei più noti social di questo tipo è LinkedIn. Compiuti da poco i 10 anni di vita (5 maggio), il colosso fondato da Reid Hoffman e un team di colleghi provenienti da SocialNet e Paypal, ha conquistato ormai più di 225 milioni di utenti nel mondo, una scalata che sembra non arrestarsi.

La formula del successo
Ad apprezzare questo strumento sono soprattutto i professionisti alla ricerca di occupazione. LinkedIn rappresenta una inedita vetrina dove esaltare le proprie conoscenze e qualità nella speranza che qualcuno si accorga di noi. Ma dall’altra parte ci sono anche molte aziende che investono proprio sul social network per reclutare i loro collaboratori e perché no anche manager. La rete apre così ai più dinamici e propositivi la possibilità di farsi notare e dall’altra parte di “catturare” le menti più brillanti. Una fonte di recruitment gratuita e incredibilmente ampia largamente utilizzata dai responsabili delle risorse umane. Al centro del successo vi sono però anche la gratuità dei servizi di base, la possibilità di ottenere referenze da parte degli ex datori o colleghi o ancora la possibilità di usufruire di utilities per il business tra cui calendari e agende elettroniche per ricevere news e alert su meeting ed eventi tematici. Il servizio è localizzato in 19 lingue per accontentare un vasto pubblico (il 64% degli utenti risiede fuori dagli Stati Uniti) e per garantire la piena accessibilità è stata sviluppata una versione ad hoc per gli accessi in mobilità. Da quando il titolo è stato quotato al Nasdaq, ovvero dal maggio 2011, la sua crescita è stata di circa il 20%, un bel sorpasso rispetto a Facebook che la stessa percentuale l'ha persa.

Numeri da primato o quasi 
Secondo uno studio di Masters in Human Resources degli oltre 200 milioni di utenti iscritti l'80% sarebbe alla ricerca di un impiego. Ad essere veicolati attraverso LinkedIn sarebbe il 77% degli annunci pubblicati a livello globale di cui il 48% non è pubblicato in nessun altro social media. A questi numeri molti fanno notare però che ad aver completato il profilo sono solo il 50,5% degli utilizzatori e che molti di essi non sono “attivi”. Inoltre in media ogni settimana vengono spese dalle zero alle due ore di navigazione sul social netwok, numeri non proprio eclatanti. I dati naturalmente vanno interpretati alla luce delle peculiarità del servizio (non è un social network generalista) non si può negare che i cacciatori di teste vadano entusiasti di LinkedIn. Stando ad una panoramica generale il 10% del fabbisogno lavorativo delle imprese viene sopperito attraverso la ricerca nei network online che si occupano di recruitment. Il 73% delle posizioni ricercate è stato coperto nel 2012 attraverso ricerche nei social media (+15% rispetto al 2011 e nell'89% dei casi si è passati proprio attraverso Linkedin). In definitiva il 97% di chi si occupa di risorse umane ricorre a questo strumento.

Facebook cerca l'avanzata
Nonostante il primato di LinkedIn, anche gli altri social network detengono una buona percentuale di “investimenti” da parte delle risorse umane. Ad usare Twitter ad esempio sono il 54% dei selezionatori, mentre Facebook arriva al 66%. Proprio il social network di Mark Zuckerberg sta spianando la strada per contrastare il successo del maggior rivale. Al lavoro vi sarebbe una bacheca dedicata agli annunci di lavoro, uno strumento evidentemente non sostitutivo ma di integrazione rispetto ai servizi già esistenti e dedicati allo scopo. Il suo lancio è previsto entro la fine di giugno. Già ad inizio 2011 è stata sviluppata un'applicazione intitolata Branchout, nell'ottica di travasare utenti e curricula da Linkedin verso Facebook. La registrazione al servizio infatti prevede l'importazione di tali dati dall'uno all'altro social network promettendo sostanzialmente le stesse cose, ovvero visibilità per ottenere opportunità lavorative. Le sorti dell'applicazione non sembrano essere delle migliori, sono ancora pochi gli utenti ad utilizzare il servizio che appare al momento prematuro. Facebook in via ufficiale ha così pensato di dare una risposta seria attraverso la creazione della futura bacheca che promette di dare del filo da torcere a LinkedIn, sempre che gli utenti non si stanchino prima dell'eccessiva ingerenza di Facebook che potrebbe scaturire un esodo. Come saranno trattati infatti tutti i nuovi dati che gli utenti forniranno? Ancora una volta la privacy potrebbe essere messa eccessivamente a repentaglio.  

Perchè il lavoro passa attraverso la Rete?
Il Web è diventato un canale efficace attraverso cui reperire informazioni sui candidati. Numerosi selezionatori cercano di costruire un identikit quanto più preciso possibile sul futuro lavoratore. Il 77% dei reclutatori cerca informazioni scrivendo il nominativo della persona su Google al fine di raccogliere informazioni utili per delineare il profilo e farne una valutazione. Sembra che nel 12% dei casi siano proprio le reti sociali a “tradire” il candidato, a volte a sua insaputa, nel peggiore dei casi invece i selezionatori chiedono espressamente la possibilità di accedere attraverso password ad esempio al profilo di Facebook per farsi un'idea della persona. 

Vantaggi per le risorse umane 
Stando ad un'indagine condotta da Adecco, i responsabili hr utilizzano i canali online per verificare il curriculum e allargare il bacino di candidati rispettivamente nel 16% dei casi; trovare candidati mirati nel 15% dei casi, il 14% li utilizza per informarsi sulla rete di contatti professionali del candidato; nel 10% per controllare i contenuti pubblicati dal candidato e nel 9% per monitorare la reputazione online del brand. Il 50% delle risorse umane interpellate ritiene nel 50% dei casi che i social network hanno facilitato la ricerca. 

Vantaggi per i candidati
Il candidato si affida alla ricerca online nel 44% dei casi per trovare più offerte di lavoro sulle pagine delle aziende, nel 38% per dare visibilità al curriculum, nel 32% trovare offerte di lavoro più interessanti, nel 16% dei casi per costruire una rete di relazioni professionali; il 13% utilizza la rete per ottenere informazioni sull'azienda prima di inoltrare il curriculum; il 10% per scambiare opinioni in ambito professionale; il 6% per monitorare la propria reputazione. Il 25% dei candidati interpellati ha dichiarato che i social network hanno facilitato la ricerca. 

Nel 2012 la percentuale di persone che hanno trovato lavoro solo grazie all'utilizzo dei social network erano il 5%, dato che si è ridotto al 2% nell'anno in corso. Secondo i già occupati i canali più efficaci per la ricerca sono nel 52% dei casi i parenti e gli amici, nel 42% dei casi sono i contatti professionali precedenti ad avere una buona efficacia, nel 25% dei casi è l'ufficio stage dell'università a dare buoni risultati, anche se quest'ultimo viene mediamente sfruttato solo al 3%.  

Sembra dunque che la reputazione online abbia un'importante valenza nella fase di ricerca lavorativa. Le reti sociali possono essere uno strumento d'integrazione utile ed efficace, ma solo in piccola misura può costituire l'unico canale da sfruttare. La presenza in social network professionali come LinkedIn può costituire una marcia in più, solo però se il profilo viene curato e aggiornato. Un account dormiente potrebbe addirittura giocare contro di noi. Come sempre occorre essere perspicaci e attenti nel cogliere le giuste opportunità, siano esse reali che virtuali.  

Se siete interessati alla cronostoria di Linkedin potete dare un’occhiata a questa pagina ufficiale.


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Commenti
1Commento

Mi sembra strano...

Durante l'ultimo anno ho inviato un numero elevato di curricula e risposto a parecchi annunci pubblicati su LinkedIn, ma in NESSUN CASO, il mio profilo è stato visitato successivamete da parte dell'azienda, del recruiter o dell'Head Hunter, né in chiaro, né in forma anonima. Né nei casi in cui non ho ricevuto risposta, né in quelli in cui l'ho ricevuta. Sarà un caso?

Inviato da Claudia

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