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PMI Dome

44 miliardi in meno per le imprese dalle banche!

A puntare il dito contro gli istituti bancari è stata Standard & Poor's che ha riscontrato nel 2012 tagli ai finanziamenti per le imprese pari a ben 44 miliardi di euro che per far fronte alla mancanza di liquidità sono spesso ricorse alle obbligazioni
di Giovanni Garro
1970. Esperto in tecnologie e consulente informatico. Collabora con diverse testate giornalistiche e siti internet nel settore IT, prima tra tutte Edizioni Master (Win Magazine, Quale Computer, Computer Di Più, Idea Web, Corso Avanzato per Mac e iPhone, App Magazine, Le Mie App).
Come già denunciato da più parti, la mancanza di liquidità è stata una delle cause principali della crisi di molte aziende che, non potendo accedere al credito, si sono viste costrette alla chiusura pur non avendo particolari problemi di gestione. Purtroppo in Italia le banche rappresentano oltre il 90% del fabbisogno finanziario delle imprese e di conseguenza la dipendenza da loro è molto più forte che in altri Paesi.

Il rapporto di Standard & Poor's evidenzia come nel 2012 i prestiti alle imprese da parte delle banche si siano ridotti di circa 44 miliardi di euro. Per far fronte alle esigenze di liquidità c’è stato un maggior ricorso alle obbligazioni per un ammontare di circa 20 miliardi. Non sufficienti, quindi, a compensare la mancanza di gettito finanziario imputabile alle banche.

In Italia, quindi, nel 2012 il finanziamento netto alle imprese è diminuito a differenza della maggior parte degli altri Paesi europei dove invece è aumentato. Un paradosso che ha colpito maggiormente le piccole e medie imprese che hanno più difficoltà ad accedere al mercato dei bond rispetto a quelle più grandi.

L’agenzia di rating prevede poi due scenari. Nel caso di crescita zero, il ricorso ai bond potrebbe rappresentare circa il 11-14% sul totale dei finanziamenti mentre in caso di ripresa questa percentuale potrebbe salire al 14-17%. Un maggior ricorso ai bond potrebbe “migliorare la struttura di capitale delle imprese italiane e ridurre i rischi di rifinanziamento perchè potrebbe allungare le scadenze del debito e diversificare la base degli investitori”. Se però lo scenario economico italiano non dovesse migliorare, Standard & Poor's si vedrebbe costretta a tagliare il rating delle imprese monitorate.  

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