Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Vi autorizzo al trattamento dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d'opinione da parte di Edizioni Master S.p.A.
Si No
Vi autorizzo alla comunicazione dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d'opinione da parte di aziende terze.
Si No
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Con le donne al comando le imprese vanno meglio!

La presenza di una o più donne nel consiglio di amministrazione migliora le performance aziendali fino al 18%
di Giovanni Garro
1970. Esperto in tecnologie e consulente informatico. Collabora con diverse testate giornalistiche e siti internet nel settore IT, prima tra tutte Edizioni Master (Win Magazine, Quale Computer, Computer Di Più, Idea Web, Corso Avanzato per Mac e iPhone, App Magazine, Le Mie App).
Almeno per quanto riguarda dal punto di vista dei profitti, una ricerca condotta dalla Bocconi di Milano ha rilevato che le aziende che hanno a capo una o più donne, anche nel consiglio di amministrazione, le performance possono migliorare fino al 18%.

La ricerca è stata condotta da Alessandro Minichilli e Mario Daniele Amore (Assistant Professor presso l'Università L. Bocconi e collaboratori della Cattedra AIdAF-Alberto Falck di Strategia delle Aziende Familiari) in collaborazione con Orsola Garofalo dell’Universitat Autonoma de Barcelona. L’articolo da loro redatto (Gender interactions within the family firm) evidenzia come le aziende che hanno un Amministratore Delegato donna e una forte presenza femminile nel CDA ottengono un miglioramento dei profitti medio del 18%, mentre se la presenza femminile è compresa tra il 25 e il 75%, i profitti scendono al 12% ma sono pur sempre positivi.

Secondo i ricercatori le motivazioni vanno ricercate nel fatto che la presenza di donne nel CDA migliora l’autostima dell’amministratore delegato e poi che la loro maggiore presenza aiuta la “cooperazione e lo scambio di informazioni al più alto livello, migliorando così la qualità della consulenza fornita dal consiglio di amministrazione”.

I risultati migliori si ottengono nelle imprese di piccole dimensioni, dove le donne presenti nel management non provengono dalla famiglia controllante l’azienda e collocate in aree dove si sono affermate idee più progressiste riguardo al ruolo della donna nella società.

Per mettere a punto il modello utilizzato per la ricerca, sono state prese in considerazione tutte le imprese italiane controllate da una famiglia con fatturato superiore ai 50 milioni di euro e raccolte in un database sviluppato dalla Cattedra AIdAF-Alberto Falck di strategia delle aziende familiari per l’Osservatorio AUB (AIdAF-Unicredit-Bocconi, insieme alla Camera di commercio di Milano). Sono state identificate, quindi, 2.400 imprese a controllo familiare e misurata la performance operativa in termini di redditività del capitale investito (ROA – Return on assets) per anno nel periodo che va dal 2000 al 2010.

Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:

Perché equiparare la blogosfera con le testate giornalistiche tradizionali?

Si può fare del buon giornalismo anche senza alcuna tessera professionale, ma c’è chi afferma che nella blogosfera, c’è una netta prevalenza delle opinioni rispetto alle notizie. Riflessioni sul Fact-Checking e il Blog Power.

Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

I servizi di informazione di i-dome.com in Feed RSS

A Milano si riunisce Alfresco

Una visione dall'interno di tutto il sistema dell'azienda e le prospettive di sviluppo nei prossimi anni

Accesso rapido