Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Vi autorizzo al trattamento dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d'opinione da parte di Edizioni Master S.p.A.
Si No
Vi autorizzo alla comunicazione dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d'opinione da parte di aziende terze.
Si No
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Agenda digitale: in arrivo 77 milioni dalla UE per le PMI

Il 2020 è alle porte ma sarà difficile raggiungere gli obiettivi prefissati dall'UE. L'Italia purtroppo si configura come un Paese molto arretrato
di Giovanni Garro
1970. Esperto in tecnologie e consulente informatico. Collabora con diverse testate giornalistiche e siti internet nel settore IT, prima tra tutte Edizioni Master (Win Magazine, Quale Computer, Computer Di PiĂą, Idea Web, Corso Avanzato per Mac e iPhone, App Magazine, Le Mie App).
Nella sua relazione annuale sull’Agenda Digitale, la commissione europea facendo il punto sulla situazione si compiace per il fatto che oggi i cittadini possano beneficiare di reti e servizi digitali di base, ma costata anche che non riescono a beneficiarne pienamente a causa dei problemi legati alla mancanza di un vero mercato unico delle telecomunicazioni e di investimenti adeguati. 

Il 2020, data ultima per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Agenda Digitale, si avvicinano ma negli ultimi tempi si è registrato un certo rallentamento dovuto alla mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci, come ha fatto notare il suo responsabile Neelie Kroes.

Secondo gli ultimi dati, quasi ovunque in Europa è disponibile una connessione a banda larga, e il 54% dei cittadini dispongono di una connessione con velocità superiore a 30 Mbps. Diventa però desolante il confronto con l’Italia, dove le connessioni superiori a 30 Mbps raggiungono appena il 15% della popolazione. Le connessioni ultraveloci, ovvero quelle superiori ai 100 Mbps, sono disponibili solo per il 2% dei cittadini europei e sembra oggi difficile che si riesca a raggiungere l’obiettivo del 50% per il 2020.

Altra considerazione è che siamo una popolazione sempre più mobile visto che ben il 36% dei cittadini si connette a Internet attraverso un cellulare o un computer portatile. Qui il distacco dell’Italia è più contenuto: nel 2012 gli italiani che si sono connessi alla Rete con un cellulare sono stati circa il 23%, leggermente sotto il 27% della media europea. Si tratta comunque di un dato negativo per una potenza economica come la nostra che dovrebbe non solo essere in media, ma di molto sopra se vuole recuperare competitività nei confronti del resto del continente.

Mentre in Europa il 70% della popolazione utilizza Internet regolarmente (+3% rispetto l’anno precedente), in Italia questa percentuale supera di poco il 50% e, cosa ancora piĂą allarmante, quasi il 40% degli italiani non lo ha mai utilizzato. Siamo, quindi, un Paese molto piĂą arretrato rispetto ad altri Paesi: peggio di noi fanno solo Romania, Bulgaria e Grecia. 

Il rapporto evidenzia anche come sia in crescita il commercio elettronico, anche se c’è ancora diffidenza nell’acquistare all’estero. La maggior parte delle imprese (87%) usa i servizi dell’amministrazione in linea mentre per i cittadini questa percentuale scende al 44% con l’Italia, purtroppo, fanalino di coda.

Secondo la Commissione i progressi ottenuti sono stati sotto le attese a causa del fatto che c’è stata una “mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci e che ancora non esiste un vero mercato unico delle telecomunicazioni”. Inoltre circa la metà dei cittadini europei ha conoscenze digitali scarse e inesistenti, cosa che mette in crisi il 40% delle aziende che assumono perché hanno difficoltà a reperire specialisti informatici. Per il 2015 si prevede che il numero di posti vacanti per specialisti nelle TIC possa raggiungere le 900 mila unità.

Un elemento da non sottovalutare visto il problema della disoccupazione che sta affliggendo l’intera Europa, compresi i Paesi che fino a pochi mesi fa avevano avvertito di meno la crisi economica. Proprio per questo, L’EU avvierĂ  una serie di azioni mirate a per migliorare la situazione. 

Tra questi può essere incluso il programma I4MS (TIC per le PMI manifatturiere), che prevede uno stanziamento di 77 milioni di euro per favorire la crescita delle PMI manifatturiere. L’iniziativa ha lo scopo di insegnare alle imprese ad alta tecnologia a come sfruttare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per migliorare il proprio business ed aumentare il giro d'affari. L’I4MS verrà lanciato il prossimo luglio e prevede 150 esperimenti di innovazione da svolgere nei prossimi tre anni
La Commissione Europea crede fortemente nell’Agenda Digitale. Portarla a termine comporterebbe un aumento del PIL di oltre il 5% e aiuterebbe a creare ben 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:

I servizi di informazione di i-dome.com in Feed RSS

Pianificare le ferie con Excel

Perché aspettare l’ultimo momento per definire le vacanze in azienda? Grazie al foglio di calcolo, è facile realizzare il piano ferie e garantire, allo stesso tempo, la continuità delle attività

Perché equiparare la blogosfera con le testate giornalistiche tradizionali?

Si può fare del buon giornalismo anche senza alcuna tessera professionale, ma c’è chi afferma che nella blogosfera, c’è una netta prevalenza delle opinioni rispetto alle notizie. Riflessioni sul Fact-Checking e il Blog Power.

Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

Accesso rapido