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Dati personali: il “nuovo petrolio” delle multinazionali

Il garante della Privacy, Antonello Soro, ha lanciato l’allarme sull’utilizzo dei dati personali da parte dei colossi del Web. Secondo il Financial Times, dietro l’attività di brokeraggio delle informazioni personali c’è un’industria miliardaria che si muove nell’ombra
di Flavio Calcagno
Flavio Calcagno è junior project manager e si occupa principamente di project planning e opportunità di investimento. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale è da sempre affascinato dal mondo dell’editoria e dell’informazione digitale. Scrive per conto di diverse realtà in ambito sociale e imprenditoriale. 
I nostri dati personali hanno un costo e fanno la fortuna di chi li raccoglie. Questa, in sostanza, è la sintesi del discorso recente del garante della Privacy Antonello Soro, il quale, in sede di relazione alla Camera, ha riportato alla ribalta il tema dello scandalo “Datagate”, sottolineando come i colossi del Web stiano diventando sempre più intermediari esclusivi tra produttori e consumatori. Le informazioni sulle abitudini dei consumatori che riescono a reperire aziende come Google o social network come Facebook, costituiscono infatti un “asset” fondamentale per la maggior parte delle aziende che operano a stretto contatto con il grande pubblico e non solo.

Secondo Soro, il potere di questi soggetti non può essere ignorato: “Non dovremmo permettere che i dati personali, che hanno assunto un valore e norme in chiave predittiva e strategica, diventino di proprietà di chi li raccoglie”. Anche perché, questi dati personali raccolti in rete, fanno la fortuna delle società che li gestiscono

Il Financial Times a tal proposito ha provato a calcolare la valenza in denaro di queste informazioni, pubblicando sul proprio sito un giochino in grado di calcolare, rispondendo a una serie di domande inerenti il proprio status (dai beni posseduti agli hobby passando per malattie croniche e stato familiare), il valore commerciale di ogni singolo profilo.

Ebbene, le indagini condotte online da una tale Eleonor Nagle su negozi di mobili e di accessori per infanti, i messaggi da lei postati sui social media, le registrazioni (con indirizzo e-mail) a servizi relativi alla gravidanza, sono risultate informazioni preziosissime per i cosiddetti “data broker”. A queste informazioni, i data broker aggiungono i dati anagrafici, il loro reddito familiare e anche alcune foto, confezionando così un vero e proprio  “pacchetto di informazioni” pronto per essere venduto alle società di marketing.

Conseguenza di tale abuso è il fatto che la madre di Eleanor, in questo caso, senza aver fornito alle aziende in questione i propri riferimenti, ha ricevuto ugualmente un’infinità di mail e messaggi da parte di società assicurative, catene di giocattoli e fornitori di latte artificiale ancora prima di aver informato parenti e amici sul suo stato di gravidanza. 

Dietro a questa attività di brokeraggio, vi è un’industria miliardaria che si muove senza regole e confini, e che cresce esponenzialmente in virtù delle continue richieste di informazioni da parte delle grandi multinazionali. Basti pensare, come afferma il Financial Times, che un colosso del brokeraggio dei dati come  Acxiom, che aggrega e trasforma in bene rivendibile sul mercato informazioni come quelle ricavate su Eleonor, possiede un fatturato da 1,1 miliardi di dollari con un database di 700 milioni di persone e un portafoglio di 7mila clienti. 

Questi dati ormai, definiscono le strategie per influenzare i comportamenti d’acquisto delle persone, tanto che sono stati definiti nel rapporto 2011 del World Economic Forum report come “il nuovo petrolio”. 

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Commenti
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La Legge sulla Privacy

La Legge sulla Privacy è stata creata ad hoc. Nulla di scandaloso ma tutto perfetto. Pensate che, chi prima della Legge aveva qualche problema nel reperire i dati di una persona o una famiglia, dopo l'introduzione della Privacy non li ha più ! Infatti con questa Legge si impongono regole ben precise su come gestire DB e banche dati. Una ricchezza infinita per le società che operano su questo settore. Una regolamentazione fallacea che continua a creare vittime di un sistema che ci violenta quotidianamente e viola la nostra riservatezza e Privacy.

Inviato da Raffaele

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