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PMI Dome

L'Istat lancia l'allarme pensioni

Si avverte il rischio povertà e le persone vanno (volontariamente) in pensione più tardi
di Redazione PMI-Dome.com
L’Istituto di Statistica stima in 541mila le persone, tra i 50 e i 69 anni, che dichiarano di non aver ancora versato contributi previdenziali, con il rischio di «non poter provvedere in maniera autonoma al proprio sostentamento in età avanzata».

È un dato che viene fuori dal rapporto Conclusione dell’attività lavorativa e transizione verso la pensione, un report riferito al 2012.

La rilevanza maggiore si registra per le donne (9,6 per cento rispetto al 6,7 per cento degli uomini) nelle regioni meridionali. Al Nord la quota è pari al 7,0 per cento, al Centro del 7,3 per cento e al Mezzogiorno del 9,8 per cento.

Altro dato interessante riguarda gli occupati che stanno prolungando intenzionalmente l’attività lavorativa dopo aver ricevuto la pensione da lavoro: nella fascia di età 50-69, infatti, sono ben 411mila. Anche qui, la ragione è il timore di vivere in povertà: «In due terzi dei casi gli occupati che percepiscono una pensione da lavoro proseguono l'attività spinti dall'esigenza di aumentare il proprio reddito».

In crescita, secondo il Report, l’età media in cui si accede alla pensione: nel 2012, questa era di 58 anni (57,1 nel 2006). A causa di carriere lavorative meno regolari, anche le donne confermano la tendenza ad andare in pensione leggermente più tardi rispetto agli uomini. L’età media è più alta nel Mezzogiorno, conseguenza anche del posticipato ingresso nel lavoro rispetto al Nord.


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