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PMI Dome

Pmi: extracosti per 33 miliardi

I consigli del Garante per migliorare la situazione alla luce dei segnali positivi
Redazione PMI-dome

Uno dei primi impegni del neoministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi, sarà esaminare la relazione 2014 del garante per le micro, piccole e medie imprese, consegnato il 6 febbraio scorso. Nel documento, di 78 pagine, il garante Giuseppe Tripoli elenca gli extracosti del sistema e indica le possibili strade da intraprendere per rimetterlo in carreggiata. Le micro, piccole e medie imprese italiane pagano un differenziale di oltre 33 miliardi tra energia, logistica e burocrazia. Nel caso dell'elettricità si arriva a punte del 43%, e la tariffa praticata a un'impresa piccola o media è inferiore solo a quelle di Cipro e Malta in ambito Ue27. Il massimo lo si raggiunge però con le semplificazioni non messe in atto, che rappresenterebbero un costo di oltre 9 miliardi. In questo campo servirebbe perciò una vera e propria "terapia d'urto".

Per il Garante il 2013 è stato l'anno peggiore da 10 anni a questa parte per il saldo tra imprese iscritte e cessate (+12.681), anche se comunque "sono emersi alcuni fenomeni di vitalità che indicano la strada". Si tratta delle imprese entrate in rete, che hanno registrato un aumento del fatturato di quasi il 10%. Performance positive anche in ambito export, in particolare nelle filiere "green" e digitali, e nella vivacità delle startup. Si segnalano spunti positivi anche dai nuovi assetti imprenditoriali nati per adattarsi ai cambiamenti della società, come l'aumento delle imprese a guida femminile (il 63% di quelle aggiunte alla base imprenditoriale del paese nel 2013). Così come cresce il contributo degli immigrati e delle imprese sociali, e soprattutto di quelle guidate da persone sotto i 35 anni, che contribuiscono a circa il 35% dell'afflusso di nuove forze, nonostante rappresentino meno del 10% del totale. Su questo terreno, avvisa il Garante, è possibile coltivare la ripresa, ma solo con l'implementazione di politiche mirate. Tra le proposte di Tripoli si segnalano perciò il taglio dell'Irao, i temporary manager per l'export, i sostegni alla ricerca, l'estensione del regime fiscale agevolato per le reti, la tassazione forfettaria sulla trasmissione d'impresa per le reti. 


 

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