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PMI Dome

Ritardi ai pagamenti delle imprese: lieve ma insufficiente miglioramento

Da 115 giorni a 110, nel 2015. Non basta. 
Redazione PMI-dome
Stando alle previsioni di Euler Hermes, la situazione dei ritardi dei pagamenti tra le imprese (e tra le stesse e la P.A.) sarebbe in miglioramento, per quanto di certo non rosea. Nel 2015 i tempi di attesa per ricevere i pagamenti dovrebbero infatti ridursi del 4% circa raggiungendo una media di 110 giorni (nel 2014 erano 115). Solo del 2% la riduzione dei tempi per le insolvenze aziendali. 

Purtroppo si tratta di un dato comunque nettamente superiore al resto dei paesi occidentali e quasi doppio rispetto alle normative, che quindi non sembra assolutamente sufficiente a migliorare sensibilmente la situazione delle aziende, in particolare le PMI. Le cose vanno molto meglio, ad esempio, in Olanda, negli USA e in Russia. Nel nostro paese, più del 70% delle imprese ha problemi di liquidità causati da mancati pagamenti. Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, il totale dei debiti è sceso di 5 miliardi di euro, rispetto ai 70 che erano stati stimati, considerando i nuovi crediti arretrati che si sono generati nonostante le misure prese del Governo per intervenire sul problema dei ritardi nei pagamenti dalla P.A.

Il capo economista di Euler Hermes, Ludovic Subran, manifesta però un cauto ottimismo. «Dopo tre anni di contrazione possiamo finalmente affermare che la recessione in Italia è ormai alle spalle. La nostra previsione di crescita pari allo 0,6% nel 2015 e dell’1,1% del 2016 è ben sostenuta dai principali indicatori economici che stanno ripartendo». Tra i motivi di ottimismo Subran indica l'export: «Ci attendiamo 10 miliardi di export addizionale nel 2015, di cui 6 derivanti dall’indebolimento della moneta europea». Poi il basso costo del petrolio, l’attenuazione del credit crunch, e anche l'Expo che dovrebbe garantire un impatto del +0,1% sul Pil e rafforzare il “brand” Italia. 

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