Nonostante le difficoltà
legate alla diffusione, a livello capillare, dell'e-commerce, gli ultimi
dati sembrano tutti propendere per una futura crescita del settore.
Certamente i punti critici sono ancora molti, dalla sicurezza dei pagamenti e
dati personali ai problemi ancora legati alla logistica; dalla convenienza (intesa
non solo in termini di prezzo) dello shopping online, al necessario adattamento
al nuovo modo di comprare da un punto di vista "culturale".
Nonostante tutto questo, sembrano essere gli stessi consumatori a chiedere sempre
più un incremento dell'offerta online.
Resta quindi aperta,
da parte dei retailers online, la continua ricerca di quali siano i metodi migliori
per produrre profitti con un e-shop sul Web.
Infatti occorre tenere presente che, potendo i consumatori acquistare on o offline,
si deve essere preparati a rispondere alle diverse esigenze che i due tipi di
acquisto comportano.
In particolare per quanto riguarda il Web, i navigatori hanno aspettative
ben precise che riguardano soprattutto la possibilità di ottenere
informazioni dettagliate, utili e rilevanti su tutti
i prodotti offerti da catalogo.
Può sembrare
una richiesta quasi banale, ma quanti siti e-commerce sono davvero in grado
di sostenere questa necessità, aggiornando di continuo le informazioni
rese disponibili?
Molti piccoli siti, spesso anche per mancanza di risorse umane ed economiche
a sostenerli, non riescono a soddisfare questa caratteristica molto a lungo.
Un catalogo online è infatti differente da quello offline, occorre quindi ricostituirlo completamente. Questo non soltanto perchè la presentazione di un prodotto online deve permettere al consumatore di raggiungere nel modo più rapido ed agevole informazioni complete e dettagliate, ma anche perchè alcuni dei prodotti che offline possono trovare facile mercato, non sono adatti ad essere venduti online.
Non solo per un
problema di percezione
di cui si è già trattato, ma tenendo conto che solo l'acquisto
è virtuale. Alcuni prodotti richiedono, ad esempio, un particolare servizio
di logistica che, soprattutto per realtà di minori dimensioni,
possono rappresentare un costo tale da rendere non reddizio mantenerli in
catalogo.
Il rischio
è infattti di cadere in un meccanismo per il quale si sottostimano i
rischi di simile esborsi, continuando a portare avanti determinate categorie
"in perdita" pensando che prima o dopo daranno i loro frutti.
Un consiglio, forse
banale, è dunque quello di cominciare con poche categorie di prodotti
che possano "garantire" l'attivo della propria impresa; inutile, se
non se ne hanno i mezzi, iniziare il proprio business online pretendendo di
coprire tutte le categorie merceologiche, o anche tutti i settori di un particolare
genere di prodotti.
Meglio concentrarsi su un massimo di tre o quattro categorie, cercando
di offrire un servizio di qualità che permetta di creare un bacino
d'utenza fidelizzata e soddisfatta.
A questo punto,
gradualmente, si potrà iniziare ad aggiungere qualche altra categoria
merceologica che risulti vincente sul mercato.
Per questo aspetto si può anche ricorrere ad esperti che valutino, proprio
sulla base del mercato e del tipo di clientela che l'e-shop è riuscita
a creare e fidelizzare, quali possano essere le categorie merceologiche vincenti
da proporre nel proprio negozio (Oltreoceano viene utilizzato anche il termine
di "category management").
Dovranno quindi essere in grado di capire a quale prodotto meglio si leghi il
brand in questione valutando le esigenze dei consumatori, dell'e-shop e tutta
una serie di altre variabili.
Strumenti principali, oltre all'esperienza sul campo, saranno approfondite
analisi di mercato, studi sul brand e focus-group.
Operazioni simili sono già molto diffuse nell'offline, molti negozi si affidano ad esperti esterni per gestire le tipologie di prodotto più adatte al proprio bacino di consumatori, ma soprattutto per attrarne altri.
Ovviamente, sul Web, non sarà sufficiente individuare una categoria vincente, occorre anche occuparsi del modo migliore di proporla al cliente, ma soprattutto queste figure devono essere in grado di mantenere l'interesse dell'utente verso quel prodotto e quindi di mantenere la fedeltà dei clienti all'e-shop; operazione che, come tutti sanno, comporta una costante attenzione, aggiornamento e proposta di contenuti e servizi a valore aggiunto (compreso il servizio ai clienti).
Anche per piccole
realtà, compatibilmente con i propri mezzi, un simile servizio può
essere un ottimo investimento soprattutto perchè verrà in questo
modo affidato ad esterni anche tutto l'aggiornamento del catalogo online, nonchè,
spesso la stessa piattaforma per la conclusione delle transazioni, l'aspetto
dell'advertising, ecc.
In genere al category manager spetta invece una percentuale, che può
arrivare anche al 10%, su ciò che viene effettivamente venduto.
Significa che i
risultati saranno, se si sceglie con cura a chi affidarsi, misurabili
in base alle previsioni fatte e facilmente qualtificabili.
Inoltre, come sempre, il vantaggio per chi decida di iniziare un business online
è dato da potersi affidare (ed è aspetto da valutare con assoluta
attenzione prima di qualunque accordo operativo) a team che hanno già acquisito una
certa esperienza significativa, che conoscono il mercato e lo strumento
e che dispongono della tecnologia necessaria.
Sarà quindi opportuno prima di rivolgersi a questi esperti, che possono essere ad esempio rappresentati da consulenti e socetà di consulenza, richiedere di quali aziende si siano occupati in modo da poterne valutare l'effettivo valore.
di Emanuela Pasino