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PMI Dome

Le categorie di prodotti online, importante sceglierle con attenzione e implementarle gradualmente.

Occorre ricostruire il proprio catalogo rispetto all'offline e rinunciare alle categorie che possano facilmente generare perdite.
di Emanuela Pasino | 26 marzo 2002

Nonostante le difficoltà legate alla diffusione, a livello capillare, dell'e-commerce, gli ultimi dati sembrano tutti propendere per una futura crescita del settore.
Certamente i punti critici sono ancora molti, dalla sicurezza dei pagamenti e dati personali ai problemi ancora legati alla logistica; dalla convenienza (intesa non solo in termini di prezzo) dello shopping online, al necessario adattamento al nuovo modo di comprare da un punto di vista "culturale".
Nonostante tutto questo, sembrano essere gli stessi consumatori a chiedere sempre più un incremento dell'offerta online.

Resta quindi aperta, da parte dei retailers online, la continua ricerca di quali siano i metodi migliori per produrre profitti con un e-shop sul Web.
Infatti occorre tenere presente che, potendo i consumatori acquistare on o offline, si deve essere preparati a rispondere alle diverse esigenze che i due tipi di acquisto comportano.
In particolare per quanto riguarda il Web, i navigatori hanno aspettative ben precise che riguardano soprattutto la possibilità di ottenere informazioni dettagliate, utili e rilevanti su tutti i prodotti offerti da catalogo.

Può sembrare una richiesta quasi banale, ma quanti siti e-commerce sono davvero in grado di sostenere questa necessità, aggiornando di continuo le informazioni rese disponibili?
Molti piccoli siti, spesso anche per mancanza di risorse umane ed economiche a sostenerli, non riescono a soddisfare questa caratteristica molto a lungo.

Un catalogo online è infatti differente da quello offline, occorre quindi ricostituirlo completamente. Questo non soltanto perchè la presentazione di un prodotto online deve permettere al consumatore di raggiungere nel modo più rapido ed agevole informazioni complete e dettagliate, ma anche perchè alcuni dei prodotti che offline possono trovare facile mercato, non sono adatti ad essere venduti online.

Non solo per un problema di percezione di cui si è già trattato, ma tenendo conto che solo l'acquisto è virtuale. Alcuni prodotti richiedono, ad esempio, un particolare servizio di logistica che, soprattutto per realtà di minori dimensioni, possono rappresentare un costo tale da rendere non reddizio mantenerli in catalogo.
Il rischio è infattti di cadere in un meccanismo per il quale si sottostimano i rischi di simile esborsi, continuando a portare avanti determinate categorie "in perdita" pensando che prima o dopo daranno i loro frutti.

Un consiglio, forse banale, è dunque quello di cominciare con poche categorie di prodotti che possano "garantire" l'attivo della propria impresa; inutile, se non se ne hanno i mezzi, iniziare il proprio business online pretendendo di coprire tutte le categorie merceologiche, o anche tutti i settori di un particolare genere di prodotti.
Meglio concentrarsi su un massimo di tre o quattro categorie, cercando di offrire un servizio di qualità che permetta di creare un bacino d'utenza fidelizzata e soddisfatta.

A questo punto, gradualmente, si potrà iniziare ad aggiungere qualche altra categoria merceologica che risulti vincente sul mercato.
Per questo aspetto si può anche ricorrere ad esperti che valutino, proprio sulla base del mercato e del tipo di clientela che l'e-shop è riuscita a creare e fidelizzare, quali possano essere le categorie merceologiche vincenti da proporre nel proprio negozio (Oltreoceano viene utilizzato anche il termine di "category management").
Dovranno quindi essere in grado di capire a quale prodotto meglio si leghi il brand in questione valutando le esigenze dei consumatori, dell'e-shop e tutta una serie di altre variabili.
Strumenti principali, oltre all'esperienza sul campo, saranno approfondite analisi di mercato, studi sul brand e focus-group.

Operazioni simili sono già molto diffuse nell'offline, molti negozi si affidano ad esperti esterni per gestire le tipologie di prodotto più adatte al proprio bacino di consumatori, ma soprattutto per attrarne altri.

Ovviamente, sul Web, non sarà sufficiente individuare una categoria vincente, occorre anche occuparsi del modo migliore di proporla al cliente, ma soprattutto queste figure devono essere in grado di mantenere l'interesse dell'utente verso quel prodotto e quindi di mantenere la fedeltà dei clienti all'e-shop; operazione che, come tutti sanno, comporta una costante attenzione, aggiornamento e proposta di contenuti e servizi a valore aggiunto (compreso il servizio ai clienti).

Anche per piccole realtà, compatibilmente con i propri mezzi, un simile servizio può essere un ottimo investimento soprattutto perchè verrà in questo modo affidato ad esterni anche tutto l'aggiornamento del catalogo online, nonchè, spesso la stessa piattaforma per la conclusione delle transazioni, l'aspetto dell'advertising, ecc.
In genere al category manager spetta invece una percentuale, che può arrivare anche al 10%, su ciò che viene effettivamente venduto.

Significa che i risultati saranno, se si sceglie con cura a chi affidarsi, misurabili in base alle previsioni fatte e facilmente qualtificabili.
Inoltre, come sempre, il vantaggio per chi decida di iniziare un business online è dato da potersi affidare (ed è aspetto da valutare con assoluta attenzione prima di qualunque accordo operativo) a team che hanno già acquisito una certa esperienza significativa, che conoscono il mercato e lo strumento e che dispongono della tecnologia necessaria.

Sarà quindi opportuno prima di rivolgersi a questi esperti, che possono essere ad esempio rappresentati da consulenti e socetà di consulenza, richiedere di quali aziende si siano occupati in modo da poterne valutare l'effettivo valore.

di Emanuela Pasino

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