FERMATE IL MONDO: ci sono troppi se e quando davanti alla "e-"
mar 27, 2002
Non si tratta dell'ennesima "auto-accusa" del mondo on-line, ma una seria riflessione su punti e spunti da non dimenticare.
di Emanuela Pasino
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- Il meccanismo del lock-in per vendere con successo su Internet (Articoli, Docs & Ricerche)
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- I Numeri verdi e le live chat a supporto dei siti di Commercio Elettronico (Articoli, Docs & Ricerche)
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- Quali gli elementi da evidenziare in un progetto e-business di marketing online. (Articoli, Docs & Ricerche)
- Che cosa è il Commercio Elettronico? (Articoli, Docs & Ricerche)
- Non tutto si può vendere on-line. La percezione (Articoli, Docs & Ricerche)
- L'acquirente on-line. Questo sconosciuto? Capirlo e conoscerlo attraverso una sua segmentazione. (Articoli, Docs & Ricerche)
- Le consegne gratuite la nuova competizione nell'e-commerce. (Articoli, Docs & Ricerche)
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Dato che a torto o ragione gli "addetti ai lavori",
pur nelle difficoltà o tra mille segnali di segno opposto, continuano
a tentare di farsi strada nel mercato dell'e-commerce, continuiamo ad interrogarci
su questo argomento.
Molto è già stato detto, dagli analisti, dai siti informativi
- questo come molti altri - dagli imprenditori ed investitori. Eppure a volte
si ha la netta sensazione che i fatti seguano una logica differente per nulla
in linea con le parole dette.
Perchè nonostante i molti investimenti, gli oggettivi
vantaggi, la crescente diffusione di Internet, l'e-commerce prosegue invece
solo a stento?
Certo le previsioni
parlano di crescita - sempre che non vengano smentite il giorno dopo da nuovi
dati - ma sempre affermando come questo mercato sia ancora troppo ristretto
rispetto alle possibilità.
A questo punto - assumendo il ruolo "dell'avvocato del diavolo" -
viene da chiedersi: "ristretto alle reali possibilità o ad esagerate
aspettative?"
Ognuno sembra proporre una propria soluzione:
- capire che l'online è diverso dall'offline e comportarsi
di conseguenza;
- creare siti sempre più intuitivi e facili da navigare
- e questo dovrebbe essere sufficiente a convincere il consumatore (più
corretto di sicuro parlare di utente o navigatore occasionale) a riempire
quel carrello e a farsi portare a casa il suo contenuto;
- creare partnership;
- far interagire l'online con l'offline;
- proporre prodotti che si trovino solo online;
- esportare in tutto il mondo;
- personalizzare, targettizzare;
- profilare l'utente, fidelizzare;
- assistere il cliente;
- dare valore aggiunto;
- utilizzare il direct marketing;
- banner sì, banner no;
- informare meglio; ecc.
Tutto esatto, tutte strategie necessarie e forse tutte
vincenti, ma nella realtà?
Se davvero fosse così semplice seguire queste indicazioni e metterle
in pratica il commercio elettronico ci avrebbe regalato quel boom che tutti
annunciano ma che non arriva mai. Quindi?
Quindi da qualche parte questo meccanismo si inceppa
e - che coincidenza - proprio nel momento in cui dalla teoria si deve passare
alla pratica, quando cominciano i "se" e i "quando..".
- Se Internet si diffonderà capillarmente..
- Quando la banda larga sarà per tutti e non
per pochi...
- Se gli utenti supereranno paure e diffidenze..
- Quando i siti renderanno più
agevole la navigazione..
- Se la sicurezza online raggiungerà
standard accettabili..
- Quando le leggi saranno adeguate al nuovo
mezzo...
- Se la logistica diventerà meno costosa...
- Quando l'e-shopping sarà un'esperienza di
acquisto postiva..
- Se il mercato sarà pronto a...
In questo mare di incertezze vengono proposte previsioni
di crescita impressionante ed aziende ed investitori cercano di raggiungere
finalmente gli attesi profitti.
Certo esistono casi di successo, non sono nemmeno pochi! Ma quanti in realtà
non riescono? Molti.
E soprattutto, quanti, anche ora, stanno lavorando in perdita attentendo che
questo agognato bomm dell'e-commerce si scateni?
Una provocazione: siamo propio sicuri che lo farà?
Le tecnologie avanzano, le persone però non seguono la
"velocità di Internet".
Quanti imprenditori sono stati resi, anche brutalmente, consapevoli dei rischi
e delle difficoltà che avrebbero dovuto affrontare nell'online?
Non molti temo.
C'è chi dice che l'era dell'alfabetizzazione è già finita,
ma a mio parere non è nemmeno iniziata.
Siamo ancora nella fase in cui mettendo una "e-"
davanti alla propria attività si entra di diritto nel fantastico
(e potrebbe non essere un complimento) mondo del business online.
Una volta che il proprio e-shop si aprirà, come un mondo parallelo, sul
monitor del Pc, il gioco sarà fatto.
Gli affari, i clienti, i ritorni arriveranno.
Quello che non si dice è che prevedere un mercato che
ancora, in realtà, non esiste è ancora più difficile di
uno che già c'è; si rasenta quasi la fantasia pura.
Non si dice che l'e-commerce non è altro da sè, dalla propria
attività, dalle caratteristiche della propria impresa e che senza una
base già molto solida offline, la caduta - tutt'altro che virtuale -
è più facile e decisamente più dolorosa.
Non si parla di come Internet non sia solo un mezzo che avvicina, ma anche un
formidabile strumento che può suscitare negli utenti l'irresistibile
voglia di scappare.
Dove?
Nel mondo reale dove non è necessario essere un "esperto informatico"
per capire come completare la procedura d'ordine per un prodotto; dove mentre
faccio i miei acquisti posso anche pensare ad altro, e divertirmi.
Dove non ho costantemente la paura - fondata o meno - che qualcuno mi ripulisca
il conto in banca mentre io, ignaro, aspetto il corriere...che poi magari arriva
anche con una settimana di ritardo e mi costa il 50% del prezzo del prodotto.
Un paradosso forse, ma l'idea di potere, anzi dovere, trovare
tutto online non è necessariamente divertente, anzi confonde; è
come un menù con troppi piatti da scegliere; quasi infastidisce. Soprattutto
se la scelta costa troppa fatica e tutto sommato non si hanno particolari guadagni.
Se pensiamo che ancora si stenta a tradurre in realtà la più banale
delle aspettative del cliente: comprare un oggetto
che da virtuale diventi reale nelle proprie mani...solo questo dovrebbe
far pensare, e molto.
Non che si pretenda di dare una soluzione, nemmeno la si intravede,
ma forse prima di parlare di e-commerce andrebbero risolti, nell'offline,
tutti quei "se" e quei "quando".
Emanuela Pasino