Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Wireless ed m-commerce ancora lontani dal cuore degli utenti.

Piani tariffari troppo complessi e resistenze culturali da abbattere i principali nemici del mobile business.
di Emanuela Pasino | 15 maggio 2002

Dato il grande interesse suscitato dalle nuove possibilità offerte dal mondo del wireless, sia per i provider di tali servizi che per le eventuali implicazioni riferite al mobile commerce o al marketing aziendale, cerchiamo di analizzare non tanto i vantaggi quanto le possibili problematiche nell'impatto fra gli utenti.

I vari provider stanno infatti cercando di proporre una serie di servizi per promuovere la diffusione del m-commerce e soprattutto di offrire condizioni di prezzo sufficientemente vantaggiose per spingere all'acquisto gli utenti.
Ma uno dei principali problemi sta proprio nella conoscenza di tali servizi e delle loro condizioni da parte dei consumatori; come infatti è già stato accennato molti fornitori propongono tariffe basate sulla quantità di dati trasmessi (kilobyte). Ma non è così semplice per l'utilizzatore wireless trasformare tale valore in costo effettivo, è troppo lontano sia dalle abitudini di utilizzo della rete, che dalle classiche tariffe, a tempo, utilizzate dalla telefonia mobile.

Inoltre non bisogna sottovalutare la difficoltà, di cui si discute anche a proposito dei servizi online, di far accettare ai consumatori il passaggio culturale verso servizi a pagamento anziché gratuiti come sono molti di quelli offerti ora via SMS, ad esempio.

Non sarà dunque immediato abituare l'utenza a decidere di sperimentare questi nuovi servizi, soprattutto se si manterrà l'attuale sensazione di incertezza sui costi che si dovranno affrontare.
Inoltre la varietà dei provider, e delle offerte, anziché fornire una percezione di maggiore possibilità di scelta, al momento sembrano più che altro confondere il consumatore.

Alcuni esperimenti su questo tipo di valutazione dei costi è stato fatto anche in merito alla connessione alla rete, ma stando ai dati, sembra che , forse non sempre risparmiando, per le connessioni veloci - ad esempio- i consumatori prediligano tariffe flat, più semplici da comprendere e con costi più chiari e definiti.

Questo per quanto riguarda il bacino di un'utenza consumer, le tariffe per quantità di dati trasmessi, potranno, invece, essere di maggiore attrattiva per le aziende; esse, avendo maggiore dimestichezza con questi strumenti, e potendo calcolare con più esattezza - e a lungo termine - i propri bisogni, grazie alla varietà delle offerte avranno più possibilità di individuare chi meglio risponda alle proprie esigenze.

Altra possibilità ventilata dagli esperti statunitensi per promuovere i servizi mobili è quello di proporre una serie di servizi inclusi in un abbonamento fisso e poi presentare anche contenuti o servizi a valore aggiunto che vengano acquistati di volta in volta dall'utente e pagati al momento del loro utilizzo.

Tuttavia i problemi legati ai costi non sono le uniche preoccupazioni dei consumatori, come per l'e-commerce o la navigazione online tramite PC, allo stesso modo per il wireless esistono forti dubbi riguardo la privacy, la reale sicurezza degli acquisti via dispositivo mobile, la mancanza di applicazioni davvero indispensabili per la propria vita e, fattore da non sottovalutare, la difficoltà di creare un ambiente anche grafico in grado di rendere possibile la scelta di prodotti da acquistare.

Quest'ultima osservazione non deve stupire dato che, se ne è già parlato, lo stesso problema è stato spesso sentito anche sui siti Web che possono disporre di maggiori strumenti per mostrare il prodotto.

Non stupisce dunque la diffidenza di un utente nello scegliere un paio di scarpe visto su un monitor che è almeno un sesto rispetto a quello del proprio PC.

Quali dunque le prospettive?

Nonostante le diffidenze verso il mobile commerce molti utenti, il 44% secondo Mate Research, sono invece interessati ai micropagamenti tramite cellulare per i quali sono disposti a mettere da parte la generale sfiducia verso i sistemi di pagamento mobile.
Anche il marketing one-to-one sembra avere grandi possibilità soprattutto attraverso campagne mirate - eliminando totalmente lo spamming - magari coadiuvate dall'invio di buoni sconto.
Infine il settore che, sempre secondo Mate, promette maggiori profitti nel comparto consumer è quello del m-gaming. Che l'entertainment, anche, ma non solo, come strumento di marketing, stia assumendo un ruolo importante è già stato affermato e sembra che le previsioni confermino tale prospettiva anche per il futuro del wireless.

Per quanto riguarda la fascia di consumatori che si prevede più produttiva sarà, almeno a medio termine, quella aziendale. Per chi infatti svolga mansioni che richiedano numerosi spostamenti al di fuori della sede lavorativa, le possibilità offerte dal mobile possono essere vantaggiose.
Si pensi soprattutto allo scambio dati, e-mail, come alla possibilità di accedere al database aziendale, apprezzando più di un utente consumer, la possibilità di farlo sempre e dovunque.

Resta ora da appurare se gli standard, le infrastrutture, ecc. permetteranno davvero un accesso così globale.

di Emanuela Pasino


Condividi

Tags (1)

wireless
Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido