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PMI Dome

Il nonsologratis e la mano invisibile cambieranno le sorti di Internet? - (parte I)

Lucido e puntuale l'approfondimento sul dilemma GRATIS o NON-GRATIS. Per capire cosa è successo e cosà potrà essere l'Internet del futuro.
di Manlio Castronuovo - Partner.it | 17 maggio 2002

Il dibattito "Gratis o non gratis?" è l'argomento principe tra coloro che scrivono o operano nella New Economy.
Se fino ad oggi in molti sono stati pronti a scommettere che il modello gratis-like fosse sufficiente a garantire adeguate entrate nelle casse degli operatori (fino a tentare di far aumentare l'audience consentendo alle persone di accedere alla rete anche attraverso strumenti poco "ortodossi" quali la tv, il telefonino, ecc.) altrettanti operatori sono convinti che far pagare i contenuti possa diventare la chiave di volta per risollevare le sorti dell'eBusiness.
In effetti ritenere che in rete fosse realizzabile un'economia fondata sul solo gratis è una bufala che in molti hanno cercato di far passare per la nuova frontiera dell'Economia. Informazioni e servizi offerti gratuitamente al vasto pubblico in forte crescita e unica condizione "for profit" legata alla vendita di prodotti online (il tanto famoso e discusso ecommerce).

Ma l'economia come ci ha insegnato il buon Adam Smith è una scienza sociale basata sulla volontà del consumatore di soddisfare un bisogno accaparrandosi una risorsa a fronte di un valore economico. E zero non è un valore economico.
Le risorse a disposizione non sono sufficienti a soddisfare i bisogni di tutti i consumatori e questa scarsità le rende ambite. Ma oltre a dover essere sufficientemente scarsa (e quindi vi sia un senso egoistico nel volersela accaparrare) è necessario che una risorsa sia anche utile rispetto ai bisogni del consumatore. Altrimenti non ha senso spendere del denaro per assicurarsela.
Alcuni economisti hanno definito l'economia come "la scienza sociale delle risorse scarse" e questa definizione dovrebbe rendere bene l'idea di quale sia il contesto di riferimento quando si parla di Economia e quindi di modelli di business. Se una risorsa è utile e scarsa (quindi ambita) può aver senso produrla: e dico può perché tale affermazione ha senso solo se la somma delle risorse (economiche) necessarie alla sua produzione risultano inferiori al valore economico che il consumatore sarà disposto a sborsare per tale risorsa.

Mi scuso per la micro lezione di economia: questa necessaria premessa mi serve da supporto all'analisi che segue e che rappresenta il vero cuore del problema.
Ho letto tanti interventi su Mlist (la lista di marketing di Elena Antognazza) e su newsgroup nei quali tanti autori hanno affermato un principio che suona più o meno così: "Internet sovverte le leggi dell'economia. Nel passato una risorsa ha avuto valore in funzione della sua scarsità, con la New Economy accade esattamente il contrario!".

Ecco la spiegazione (secondo gli autori) del proliferare di tanti progetti content-oriented volti ad offrire contenuti in grandi quantità in forma per lo più gratuita (per non dire solo gratuita) pur di accaparrarsi una quota di mercato (in termini di share) più alta possibile.
Ma l'ipotesi sulla quale è fondata questa l'analisi è probabilmente poco corretta.
In realtà la risorsa scarsa, in questo modello di business tipico della scorsa e-generazione (modello, ovviamente, da me non condiviso), non era il contenuto del sito (informazione/servizio) bensì l'attenzione del consumatore.
In un ambiente affollato (molte aziende, molti media e moltissimi messaggi) è difficile far si che il consumatore conceda alle aziende la propria attenzione. L'attenzione diventa così una risorsa utile (permette di veicolare un messaggio) ed ambita (non la si può concedere a tutti per motivi di tempo).
In un solo termine: scarsa.

continua nella prossima puntata....

di Manlio Castronuovo

PARTNER svolge attività di consulenza di direzione aziendale per le piccole e medie imprese, affiancandosi al management aziendale per la definizione e la realizzazione di sistemi di pianificazione strategica ed operativa.
Il progetto online www.partner.it è nato per supportare le PMI nello sviluppo competitivo e nella crescita della cultura imprenditoriale attraverso strumenti e servizi fruibili online. Il sito mette a disposizione di imprenditori e manager strumenti per la pianificazione ed il controllo aziendale che Partner stessa ha realizzato nel corso dei 12 anni di attività al fianco della piccola impresa.
PARTNER, attraverso la consulenza direzionale per il business online, supporta e accompagna l'imprenditore durante tutte le fasi del progetto Internet. Dall'analisi della concorrenza alla definizione del modello di business, dai contenuti del sito alle scelte tecnologiche, dalla promozione online alla gestione del sito in chiave marketing.
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