Ogni tanto si fanno riflessioni e considerazioni note ai molti, ma pochi sono quelli che le tengono in considerazione nel momento del bisogno. E noi non siamo stati tra i pochi.
… e con una punta di pessimismo, mi viene da dire che questa potrebbe essere la sua stessa morte. Veniamo al punto e alle considerazioni specifiche.
Ieri abbiamo pubblicato un articolo di S. Romagnolo (romagnolo.com) sul barter (baratto) che lo stesso Salvatore aveva scritto con dovizia e attenzione. Dovizia completata anche con tanto di link.
Cosa è successo?
Brevemente: su 7 link, 3 non esistono più: 1 ha cambiato dominio e non si capisce
se è ancora lo stesso di prima, 1 è stato incorporato da un altro e… dulcis
in fundo, 1 è diventato un sito softcore.
Se da una parte, come editore di i-dome.com sono colto da sconforto,
dall'altra mi viene da ridere e da infuriarmi nello stesso momento.
Ora. L'evoluzione della rete è un fattore decisamente ovvio e strutturale… ma
quanto è giusto che sia così veloce?
Provo a mettermi nei panni di un lettore dell'articolo in oggetto.
Premesso, Salvatore non ha colpa: ha verificato prima di scrivere sull'argomento.
Tutto ok? SI. Ok. Andiamo avanti.
Lo ha scritto e ha cercato di convincere i lettori la bontà del concetto di
baratto come forma alternativa di business. E credo che le sue parole possano
essere state sufficienti.
i-dome.com, ha chiesto a Salvatore la pubblicazione dello stesso,
certo, anche se dopo qualche tempo.
Permesso accordato. Ma i-dome.com non ha verificato i link. Ha sbagliato
dimenticando la velocità della rete.
Il lettore di i-dome.com, legge, si convince, si collega ai
siti segnalati. Su 7, solo 4 rispondono. Come potenziale utente di questi
siti e del modello che essi rappresentano, come può reagire?
Quale domande si pone di fronte a tutto ciò?
I pensieri che potrebbero passare potrebbero essere:
"Si, il baratto…. Mmmmh, interessante, quasi quasi, mi piacerebbe
far partecipare la mia ditta….."
"Però…. Aspetta un attimo… di chi mi servo?"
"Diamine….. 4 su 7…. 1 è anche Softcore. E se anche gli altri due fanno la stessa
fine?"
"Se lo propongo al mio Presidente e lo convinco ad utilizzare uno dei due rimanenti
ma tra tre mesi questo si trasforma in un sito pornografico, che figura ci faccio?"
"Ma i-dome.com, prima di proporlo, non poteva verificarlo?"
"Sai che ti dico? Che rimando fino a quando chi eroga servizi di intermediazione
sul baratto dimostrerà di essere serio".
Conclusioni (2):
Dico sempre agli imprenditori nei Workshop e nei corsi di formazione a cui partecipo: Se volete fare Internet, fatelo seriamente, se no, lasciate perdere.
Luca De Nardo
p.s. Con Romagnolo ci siamo scritti ieri in mattinata, ed in
pochi minuti abbiamo corretto link, inserito degli ndr nell'articolo, risolvendo
il tutto entro le 10,30.
Questa è anche la potenza di Internet, ma anche la sua debolezza.