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PMI Dome

La velocità della rete

Il mea culpa di i-dome.com, troppo lento di fronte alla velocità della rete.
di Luca De Nardo | 06 giugno 2002

Ogni tanto si fanno riflessioni e considerazioni note ai molti, ma pochi sono quelli che le tengono in considerazione nel momento del bisogno. E noi non siamo stati tra i pochi.

  • LA RETE E' VELOCE.
  • INFINITAMENTE VELOCE.
  • Anzi … TROPPO VELOCE.

… e con una punta di pessimismo, mi viene da dire che questa potrebbe essere la sua stessa morte. Veniamo al punto e alle considerazioni specifiche.

Ieri abbiamo pubblicato un articolo di S. Romagnolo (romagnolo.com) sul barter (baratto) che lo stesso Salvatore aveva scritto con dovizia e attenzione. Dovizia completata anche con tanto di link.

Cosa è successo?
Brevemente: su 7 link, 3 non esistono più: 1 ha cambiato dominio e non si capisce se è ancora lo stesso di prima, 1 è stato incorporato da un altro e… dulcis in fundo, 1 è diventato un sito softcore.

Se da una parte, come editore di i-dome.com sono colto da sconforto, dall'altra mi viene da ridere e da infuriarmi nello stesso momento.
Ora. L'evoluzione della rete è un fattore decisamente ovvio e strutturale… ma quanto è giusto che sia così veloce?

Provo a mettermi nei panni di un lettore dell'articolo in oggetto.
Premesso, Salvatore non ha colpa: ha verificato prima di scrivere sull'argomento.
Tutto ok? SI. Ok. Andiamo avanti.
Lo ha scritto e ha cercato di convincere i lettori la bontà del concetto di baratto come forma alternativa di business. E credo che le sue parole possano essere state sufficienti.

i-dome.com, ha chiesto a Salvatore la pubblicazione dello stesso, certo, anche se dopo qualche tempo.
Permesso accordato. Ma i-dome.com non ha verificato i link. Ha sbagliato dimenticando la velocità della rete.

Il lettore di i-dome.com, legge, si convince, si collega ai siti segnalati. Su 7, solo 4 rispondono. Come potenziale utente di questi siti e del modello che essi rappresentano, come può reagire?
Quale domande si pone di fronte a tutto ciò?
I pensieri che potrebbero passare potrebbero essere:

"Si, il baratto…. Mmmmh, interessante, quasi quasi, mi piacerebbe far partecipare la mia ditta….."
"Però…. Aspetta un attimo… di chi mi servo?"
"Diamine….. 4 su 7…. 1 è anche Softcore. E se anche gli altri due fanno la stessa fine?"
"Se lo propongo al mio Presidente e lo convinco ad utilizzare uno dei due rimanenti ma tra tre mesi questo si trasforma in un sito pornografico, che figura ci faccio?"
"Ma i-dome.com, prima di proporlo, non poteva verificarlo?"
"Sai che ti dico? Che rimando fino a quando chi eroga servizi di intermediazione sul baratto dimostrerà di essere serio".

Conclusioni (2):

  1. i-dome.com ha sbagliato. Non si è ricordato della velocità della rete. E questo è un problema fondamentale dell'informazione sulla rete. Scrivere della e sulla rete può significare vedere le notizie che si scrivono morire in pochi giorni, rese sterili, inutili o sbagliate.
    Allargando il concetto e per tornare ad altri articoli precedentemente pubblicati sul problema, scrivere contenuti on-line (non necessariamente come soggetto la rete) significa quindi ricordarsi che il tempo tra quello che si comunica e la realtà percepita, la velocità della rete e le aspettative del navigatore è estremamente compresso rispetto a quello che solitamente si ottiene comunicando attraverso i canali tradizionali e dagli effetti che esso genera.
  2. Il mercato Internet sembra in crisi? Forse si, forse no. I numeri, i navigatori aumentano, le aspettative altissime di un tempo, sono oggi solo medio/alte. Perché, ad oggi, la qualità di un'iniziativa o di una presenza in rete ha breve durata o è di basso livello.
    Ma è la natura stessa della rete.
    Si può fare a meno di Internet oggi?
    No, non credo. Il punto di non ritorno è stato superato.
    Ma se la qualità, l'affidabilità e la credibilità non cresce, l'occasione viene persa, relegando Internet a canale gregario del modo di comunicare, di relazionarsi con il cliente e del fare business.

Dico sempre agli imprenditori nei Workshop e nei corsi di formazione a cui partecipo: Se volete fare Internet, fatelo seriamente, se no, lasciate perdere.

Luca De Nardo

p.s. Con Romagnolo ci siamo scritti ieri in mattinata, ed in pochi minuti abbiamo corretto link, inserito degli ndr nell'articolo, risolvendo il tutto entro le 10,30.
Questa è anche la potenza di Internet, ma anche la sua debolezza.


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