La diffidenza dei consumatori verso gli acquisti online sembra motivata da alcune gravi carenze da parte degli operatori coinvolti.
di Consumer International |
02 luglio 2002
Secondo la ricerca condotta nel 2001 da Consumers International, la diffidenza che ancora molti consumatori avvertono nei confronti dell'e-commerce, è spesso motivata.
L'indagine è stata condotta simulando 400 ordini online di servizi o prodotti di vario genere in 14 paesi (Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Hong Kong, Giappone, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Regno Unito e USA), in modo da testare le varie fasi di acquisto che il consumatore deve affrontare.
Ecco cosa è emerso:
- il 28% dei siti e-commerce non fornisce il proprio indirizzo fisico
- il 19% il proprio numero di telefono
- il 13% informazioni complete sul costo totale delle merci
- ben il 62% non fornisce la reale disponibilità del prodotto al cliente
Inoltre:
- al momento dell'ordine, il 34% dei siti non comunica i tempi di consegna previsti
- solo il 58% dei prodotti arriva comunque nei tempi indicati
- l'8% non arriva affatto
- il 50% dei siti non fornisce adeguate informazioni sul diritto di recesso
- nel 12% dei casi tale diritto non è previsto affatto
Infine:
- il 64% non cita la normativa vigente
- solo il 10% rende note le possibili soluzioni alternative per le controversie (ADR)
- poco chiara
la policy in materia di privacy nel 28% dei siti
- lo stesso vale per la sicurezza dei pagamenti nel 56% dei casi