Mentre il 58% degli utenti americani della Rete dichiara di avere fiducia nella stampa online e nell’informazione televisiva, solo il 26% di loro si fida dei siti che fanno commercio elettronico. Si tratta di cifre preoccupanti, che mettono in evidenza una delle principali difficoltà dell’e-commerce, che non riesce a raggiungere soddisfacenti tassi di trasformazione dei visitatori in clienti.
Lo studio realizzato da Web Watch mette in luce anche che gli utenti con un accesso a Internet da più di tre anni hanno un tasso di fiducia piuttosto basso: il 31%. Un dato allarmante perché sottolinea come nemmeno l’esperienza riesca a scardinare totalmente la diffidenza dei consumatori nei confronti del commercio elettronico.
I dati vengono ulteriormente rafforzati dalle affermazioni degli intervistati, che dichiarano come per loro sia fondamentale nutrire fiducia nei confronti dell’informazione diffusa su un sito. E ben l’80% sostiene che la fiducia è legata anche all’usabilità dei siti stessi.
Un utente, nel momento in cui visita un sito di e-commerce, accetta di investire del tempo, dei soldi e di comunicare i suoi dati personali in cambio di prodotti e servizi che lo possano soddisfare. Maggiore è la sua fiducia, più alte sono le probabilità che possa effettuare degli acquisti online.
Se un sito perde la fiducia di un utente, non solo quest’ultimo si rifiuterà di effettuare acquisti su quel sito, ma sarà anche disincentivato a tornare semplicemente a visitarlo. La fiducia non solo è un elemento difficile da creare, ma anche molto fragile e presuppone che un sito Web sia in grado di rispondere a una serie di domande.
Informazioni riguardanti la società
:Visualizzazione dei prezzi
:Siti tecnicamente "puliti"
:Linguaggio chiaro
:Non forzare l’utente a fornire dati personali prima di un acquisto
:La sicurezza
:L’aiuto
:Nel momento in cui un sito offre reali qualità di e-shopability, la fiducia tende ad aumentare automaticamente. L’utente "sa" e "sente" che la società che c’è dietro al sito tiene in considerazione le esigenze dei suoi clienti, se ne occupa, è impegnata a servirli meglio. Non tenere conto di queste esigenze non può che avere come risultato un ridimensionamento delle performance del sito di e-commerce e alla lunga anche il suo fallimento.
di Salvatore Romagnolo