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PMI Dome

L'imprenditore e la favola delle nuove tecnologie: dove la fiaba sta sbagliando? L'intranet, ad esempio

E' ora che gli errori reiterati in questi anni siano snocciolati uno ad uno. Cominciamo con gradualità, chiedendoci dove abbiamo sbagliato fino ad oggi.
di Emanuela Pasino | 26 settembre 2002

Quando si parla di informatizzazione aziendale si tende a descriverne i singoli aspetti, ciascuno con la propria problematica e con i propri vantaggi (oltre che costi), facendo fatica ad averne una visione complessiva.
A cosa pensa un'azienda quando decide di lasciar entrare l'informatica (intesa nel suo senso più ampio) e l'e-business nella propria organizzazione?

Le risposte - sommariamente - possono essere almeno due:

  • l'accesso alla rete che permetta la condivisione ed il miglioramento dei processi aziendali
  • l'e-commerce (in cui sono racchiuse un numero altissimo di soluzioni diverse - e non sempre pertinenti - assieme ad un numero ben più elevato di aspettative).

A costo di essere ripetitivi nel descrivere una realtà ormai nota, la maggioranza degli imprenditori non ha ancora realmente coscienza né di ciò che "essere su Internet" comporta, ne degli obiettivi e scopi per cui assumersi tale impegno.

Certo scopi apparenti esistono:

  • mettersi al passo con i tempi (tutti ormai usano Internet, hanno un sito, tanti tentano di fare e-commerce, molti pensano ad una Intranet ecc.),
  • cercare nuovi sbocchi,
  • vendere di più….

Nella fattispecie, riguardo quest'ultimo punto vige un'estrema diffidenza.
Come in molti hanno voluto credere che una semplice "e-" bastasse ad assicurarsi il successo, in un momento di "crisi" come questo, gli stessi sono ora pronti a credere che quella stessa "e-" non valga nulla; anzi.... meglio sarebbe farla sparire.

Ed intanto il problema rimane sempre lo stesso: la mancanza di informazione, di idee chiare, di consapevolezza. Rileggendo gli articoli pubblicati su i-dome sei mesi fa, può apparire che poco sia cambiato, anzi.
Dov'è allora l'errore?
Difficile riuscire ad individuarlo nella sua interezza, in quanto composto da una moltitudine di aspetti e sfaccettature.

Cominciamo, a titolo di esempio, dalle aspettative di un imprenditore di fronte una Intranet.

Si tratta di una soluzione che, almeno stando ai dati, viene sempre più richiesta dalle aziende: l'Intranet, la rete aziendale interna.
Quando un'impresa decide di far uso di questa tecnologia, cosa compra davvero e cosa invece crede di comprare?
Compra uno strumento, uno strato di tecnologia, credendo viceversa di acquistare una soluzione ai propri problemi.

L'Intranet (come tutti gli altri prodotti informatici) deve essere un mezzo tecnlogico per raggiungere con maggiore facilità i propri obiettivi. Perché ciò avvenga deve pre-esistere un progetto aziendale, una cultura, un consenso.

Intranet non è automaticamente sinonimo di maggiore organizzazione, maggiore efficienza, maggiore condivisione.
Certo, permette tutto questo ma solo se...,

  • dal top management all'ultimo dipendente, esiste una cultura aziendale pronta a servirsene, se ...,
  • si possiede capacità pratica di utilizzarla, se...
  • si adotta l'impegno di aggiornarla di continuo, ecc. Se ...
  • si conosce e si percepisce l'enorme ricchezza che il knowledge aziendale rappresenta e si è in grado di valorizzare con profitto tale conoscenza condivisa. Solo se ...
  • si ha la precisa percezione che possedere una rete interna comporta un impegno notevole a livello di adeguamento dei processi, come a livello di organizzazione ed integrazione aziendale. Se...
  • si è in grado di inserire questa in un contesto ed un'ottica e-business, di mercato.

Quando tutti questi se troveranno una risposta, essa potrà dimostrare i propri vantaggi (compresi,a d esempio, quelli legati alle soluzioni di formazione interna e di workgroup).

Ma da dove partire? La mentalità deve esistere, vivere ed essere già perfettamente ben radicata nell'organizzazione aziendale ancor prima che venga adottata la "tecnologia": deve essere già presente nell'azienda cosiddetta offline.

Non sarà l'Intranet a fornirla solo perché permette la gestione di un database. E la risposta non sarà di certo quella di cercare affannosamente una tecnologia completa, sofisticata o, peggio, affidarsi totalmente ad una, solo perché "blasonata".
L'informatica non può e non potrà sostituire il fattore umano.

Lo stesso vale per l'e-commerce. Paradossalmente è preferibile trovarsi di fronte ad un cliente che afferma "non credo nell'e-commerce", perché proprio la sua sfiducia potrebbe creare le basi per dimostrargli, senza i condizionamenti delle false aspettative, che la vendita online, l'Intranet, l'Extranet, l'e-business possono funzionare. Il tutto, supportato da valutazioni obiettive per ogni singolo progetto, compiendo investimenti graduali, progetti precisi su obiettivi altrettanto precisi, personalizzati.
Il cliente non si aspetterà nessun miracolo, non sarà interessato a prodigiosi pacchetti preconfezionati, ma crederà

solo ai risultati.

Ed ogni risultato concreto ottenuto varrà davvero più di mille parole.

Emanuela Pasino


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