Da giorni scambio punti di vista e battute con un amico "Internettiano" sulla
credibilità di Internet e di tutto quello che lo compone. Servizi, informazioni,
persone, iniziative, progetti ...
Web-Trust mi verrebbe da dire in anglosassone (e diciamocelo pure: è
più trendy).
Leggevo giust'appunto una serie di articoli e approfondimenti dove emergono
con sconfortante evidenza che la credibilità e la qualità stanno diventando
fattore fondamentale perché "l'intero sistema virtuale stia in piedi";
ma non lo sono sempre stati?
Come citato nel WebBlogz di Martina Zavagno, la soddisfazione dei consumatori on-line è fondamentale; su Punto Informatico leggo invece le lamentele di un cliente che ha utilizzato i servizi gratuiti di Hosting di un provider: a sua detta "lavoro buttato". E potrei andare avanti per molti caratteri, citando una lista di nefandezze e disservizi, replicando il triste stile di un palinsesto di qualsiasi TG della sera.
Web-Trust; rispondendo alle domande di Marco Tracinà evolute in un'intervista pubblicata su NetManager il Web-Trust è:
"Ottenere la fiducia del consumatore on-line per la trasparenza e l'affidabilità della propria attività on-line è un fattore fondamentale.
Ovvero la convinzione relativa alla bontà delle qualità di una persona o di un servizio, o anche la fede in un comportamento; la convinzione relativa al soddisfacimento di certe aspettative in certe condizioni, oppure la convinzione relativa all'abilità e alle buone intenzioni associate all'altro attore di un rapporto di tipo commerciale.
In altre parole, il grado di affidabilità associato da un cliente alle dichiarazioni espresse da un venditore in grado di essere in grado di soddisfare specifici bisogni del mondo reale."
Internet e i new
media e tutto quello che li compone hanno bisogno, prima di passare alle fasi
successive ed evolutive, di credibilità.
Pensiamoci.
Luca De Nardo