Digital Economy 2002...eppur si muove? A questa domanda hanno cercato di rispondere gli analisti MATE e Forrester Research e gli altri esponenti delle aziende new-economy italiane, che hanno partecipato al Convegno recentemente svoltosi a Roma, "Digital Economy Italy 2002".
Un momento di incontro e discussione per capire se deve ancora spaventare la crisi della new-economy italiana, e soprattutto un'occasione per mettere in luce i punti di forza che confortino gli ottimisti e possano rassicurare i perplessi.
"Digital
Economy 2002...eppur si muove" è proprio l'esordio dell'intervento del Dott.
Davide Gerundino, Amministratore Delegato di MATE S.r.l., ottimista fin
dal , che ha presentato allatitolo platea una lucida analisi sullo stato
di salute dell'e-business italiano che, pur evidenziandone le debolezze
che hanno causato il rallentamento degli ultimi due anni, mostra anche come
sia presente ed attestata una crescita tecnologica continua e costante che fa
ben sperare per il futuro.
Dopo una prima fase di sviluppo esplosivo del World Wide Web, secondo Gerundino ci troviamo di fronte all'inizio di una nuova "era" in cui fondamentale sarà eliminare il principale fattore di discontinuità che ha caratterizzato la digital economy italiana fino al 2001: la difficoltà riscontrata dalle aziende di adattare il potenziale offerto dalle nuove tecnologia non solo al modello organizzativo e di business aziendale (problema essenzialmente culturale), ma anche alle nuove esigenze di mercato (allargato) ed alle aspettative degli stessi utenti e dell'intera società.
Questo sarà possibile sfruttando l'attuale fase di rallentamento - vera e propria crisi in molti ambiti - per un ripensamento delle strategie aziendali che permettano di cogliere le opportunità che si presenteranno in fase di ripresa.
Ripresa che, pur in un clima di estrema cautela nel rilancio di cifre e dati positivi, secondo Gerundino ci sarà. Soprattutto tenendo conto che al di là dell'attuale ciclo economico sfavorevole, Internet in Italia è cresciuto, ha raggiunto la cosiddetta massa critica (l'Italia è oggi il terzo Paese europeo per popolazione online) ed è destinato ad un ulteriore sviluppo.
Vero fattore trainante sarà un mutamento sostanziale di prospettiva su cui le aziende devono investire fin da ora. Internet non sarà più sinonimo del rapporto univoco tra Web ed utente, ma diventerà un "universo pervasivo" composto non solo dagli utilizzatori umani, ma anche da miliardi di dispositivi intelligenti che apriranno la via a nuove applicazioni e canali di business. Internet "oltre il visibile", che più che ad una fase di nuova euforia, deve indurre i player del mercato ad una continua evoluzione dei propri processi aziendali.
Occorre superare l'immaturità di approccio che ha danneggiato tante iniziative on-line, mantenendo un'attenzione quasi ossessiva per alcuni fattori chiave evidenziati dal Dott. Gerundino e riassumibili in :
Uno sguardo al futuro dunque, senza dimenticare però che di e-business in Italia si può e si deve parlare anche al presente. Si tratta di una realtà già attiva e dinamica che ha visto uno sviluppo di certo non adeguato agli eccessi di aspettative che ne hanno ipotecato ogni valutazione, ma pur sempre importante.
A che punto è la digital economy italiana? I dati nel prossimo articolo.
Emanuela Pasino