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Primi nei motori… e poi? - parte II

..siamo sicuri che il visitatore per cui ho pagato arriverà nella pagina giusta del mio sito? Mai sottovalutare l'importanza delle landing pages, le "pagine di atterraggio".
di Marco Loguercio | 20 novembre 2002

La homepage di un sito, molto (forse troppo) spesso, è la peggiore landing page che si possa scegliere; basti una sola considerazione: se l'utente ha già utilizzato i motori per fare una precisa ricerca, perché indirizzarlo verso una pagina che lo costringerà molto probabilmente a perdere nuovamente del tempo in ulteriori ricerche per arrivare a quanto ambito? I "guru" statunitensi (ma non solo loro) affermano: ogni click in più cui si costringe il visitatore è una seria possibilità di perderlo. Sarà un caso che Amazon.com ha brevettato il suo "1 click shop", il sistema di acquisto in un solo click?

Cosa fare dunque? Al momento di decidere su dove far arrivare il visitatore, occorre porsi seriamente le seguenti domande:

  • Siamo sicuri che sia la pagina migliore per ciò che sto pubblicizzando?
  • Quale azione vogliamo che si compia su quella pagina?
  • Chi deve compiere quell'azione? (targetizzazione)
  • Come lo persuadiamo a compiere quell'azione? (call to action)

Una prima risposta può essere questa: più la landing page è rilevante per quello che era il messaggio pubblicitario, maggiori saranno le possibilità di successo. Se voi vendete libri e l'utente vede la vostra pubblicità di un manuale specifico, inutile mandarlo nella homepage del sito; molto meglio inviarlo in una pagina appositamente sviluppata con il manuale al centro dell'attenzione e dove, oltre alle necessarie descrizioni del manuale in questione, vi sia un forte richiamo all'azione (es. "acquista comodamente online").

Creare una pagina che motivi l'utente all'acquisto, in realtà, non è facile; entrano in campo tutta una serie di fattori che negli States sono raggruppati nella definizione persuasive architecture, ovvero l'organizzazione dei contenuti tenendo conto dei processi di vendita e di acquisto; il tutto con l'obiettivo di informare persuadendo il visitatore sulla necessità di quel prodotto o servizio, portandolo ad acquistare nel minor tempo possibile (favorendo l'acquisto istintivo).

Le domande precedentemente esposte servono proprio a questo: dal momento che nulla avviene per caso, occorre capire come si muovono i prospect ed agire di conseguenza per eliminare dai loro passi online tutte le possibili distrazioni (es. link inutili o banner di altri prodotti) e condurli nella maniera più lineare possibile alla meta (l'acquisto). Fondamentali un continuo monitoraggio ed il coraggio di testare continuamente nuove soluzioni che potrebbero rivelarsi sempre più performanti.

Richiede molto tempo? Sicuramente! Ma d'altronde chi ha mai detto/scritto che acquisire un cliente online è semplice ed economico?

di Marco Loguercio

Marco Loguercio - già in DNM Spa ed in WMC (InferentiaDnm Group), ora fondatore ed amministratore della search engine marketing agency "SEMS - Il mestiere dei motori", dal 1998 si occupa professionalmente di promozione e visibilità attraverso i motori di ricerca. E' autore del libro "Le nuove vie del marketing digitale" (HOPS Libri. in libreria). Ha fatto sua la frase di Brett Tabke: "Those who can work search engines, do. Those that can't, use Overture".

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