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La carica dei navigatori italiani e la riscossa degli acquisti italici. L'evoluzione della specie? (Parte I)

Come i numeri e i nuovi dati, oltre a diffondere ottimismo, possono indicarci l'evoluzione del futuo acquirente on-line.
di Luca De Nardo | 21 novembre 2002

Dopo il periodo nero, dopo la ventata di pessimismo, finalmente giungono alla nostra attenzione diversi dati e informazioni positive sul mondo del commercio elettronico. Anche in ambito italiano.

Anche se i tassi di crescita sugli acquisti on-line hanno perso lo smalto degli anni scorsi, il trend del commercio elettronico rimane interessante e le abitudini nel vivere l'on-line da parte degli italiani sembra proprio modificarsi e consolidarsi verso una direzione interessante.
Sembrerebbe infatti che settori merceologici notoriamente principi nelle vendite on-line (si veda libri, cd-rom, elettronica) stiano lasciando - anche se lentamente - spazio a merceologie notoriamente snobbate e marginali quale quello degli alimenti (si veda nella prossima puntata la classifica dei negozi on-line più visitati).
Lo dice l'ultima ricerca redatta da Nielsen/NetRatings dove i dati presentati "devono" - a nostro avviso - essere letti ed interpretati positivamente.
I comportamenti e le attitudini dei navigatori stanno profondamente modificando le aspettative per il futuro, quasi che una nuova consapevolezza italiana nei confronti della rete - verso una forte maturazione - stia avendo la meglio.

In Italia abbiamo ormai raggiunto la quota di 13 milioni e 500 mila navigatori da caso o lavoro, mentre sono 11 milioni quelli eslusivamente da casa.
Ma la cosa interessante è il cambiamento in corso dell'attitudine dell'uso di Internet rispettivamente dal luogo di lavoro e dalla propria casa.
Infatti, se nel primo caso Internet sembra esser diventato "uno strumento di consultazione rapida ed efficacie", il tempo speso sulla rete da casa sembra "venga riservato in maniera crescente per un'attività di maggior approfondimento e ampia esplorazione" (A. Gaudino, Senior Analyst di Nilesen NetRatings). A supporto di questa affermazione arrivano i dati:

  • le pagine visitate da una navigazione lavorativa scendono dal 36% al 31% (rispetto ad un anno fa)
  • il tempo trascorso on-line da casa, passa dalle 5 ore e 30 sempre di un anno fa alle 6 ore.

A nostro avviso il trend indicato contiene indicazioni molto importanti che possono mostrare una profonda evoluzione comportamentale dell'italiano navigatore.
La banda larga (o meglio sarebbe meglio dire "la banda media" come l'ADSL casalingo?) è senza dubbio uno degli strumenti che favoriscono questo cambiamento. Non sarebbe quindi strano aspettarsi le seguenti ipotesi:

...continua

Luca De Nardo

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