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La carica dei navigatori italiani e la riscossa degli acquisti italici. L'evoluzione della specie? (Parte II)

Il commercio elettronico italiano e la teoria del comportamento sull'accesso all'informazione applicato agli acquisti.
di Luca De Nardo | 26 novembre 2002
Torniamo ora agli aspetti specifici del commercio elettronico sul mercato italiano.
I dati, come accennato nella puntata precedente, cominciano ad essere incoraggianti.

Sempre secondo Nielsen/NetRatings le aspettative per il periodo natalizio sono molto alte ed i negozi on-line, contando molto su questo periodo dell'anno, stanno già affilando le armi.
Il tutto ulteriormente confortato da una chiara e netta crescita dei tassi di penetrazione che il commercio elettronico sta avendo sul mercato italiano: l'anno in corso ha visto un incremento del 10%, passando dal 26% nell'ottobre del 2001 al 28,7% nell'ottobre di quest'anno.

Uno dei motori che potrebbe aver favorito l'evoluzione in corso è la famiglia delle Shopping Directories e dei Mall generalisti, punti di partenza per molti navigatori (12 su 100) prima di procedere agli acquisti attraverso la rete.

Certo, non siamo di fronte ai numeri e alla maturità dello Shopping americano (come emergerebbe dall'ultima ricerca di Ipsos), ma siamo sicuri di trovarci di fronte all'inizio della fase più interessante del commercio elettronico italiano.

A nostro avviso, si assiste ad un fenomeno paragonabile all'approccio e all'avvicinamento che il navigatore italiano inesperto ha avuto nei confronti dei contenuti e delle informazioni negli anni passati. Questi è infatti passato da una navigazione non organizzata e generalista ad una scelta marcatamente distinta e voluta tra una navigazione generalista ed una navigazione in siti e fonti specializzate (fase decisamente evoluta).

L'idea che vi proponiamo si basa su una teoria che abbiamo elaborato analizzando i dati Nielsen NetRatings riguardo i domini e siti generalisti più visitati nell'ultimo anno.

Osservando il grafico, si nota come oltre un'anno fa, la maggior parte dei navigatori scegliesse una moltitudine di portali generalisti con una "differenza numerica ridotta" tra le varie fonti consultate.

Quest'abitudine è servita ad indicare la strada al navigatore inesperto e trasformarlo nel tempo, in navigatore esperto.
Un anno dopo, il navigatore sceglie chi consultare e distingue la navigazione in "generalista" e "specializzata", denotando un'aumentata confidenza ed una maturità nell'uso della rete, adattandolo alle proprie varie e diverse finalità.

Inoltre:

  • il "Gap" tra le fonti di informazione generaliste 12 mesi dopo è cresciuto smisuratamente.
  • All'aumentare dei navigatori italiani on-line non si nota una netta ed eclatante crescita dei portali generalisti (che peraltro,eccezione fatta per virgilio.it e iol/libero.it, sono stabili o addirittura negativi).
  • Il navigatore ormai maturo dedica parte delle sue ore di navigazione a siti specifici e specializzati, abbandonando i generici.

Ma questo non può accadere anche per il commercio elettronico? Con il crescere della confidenza e l'aiuto delle Shopping Directories e dai Mall genarilisti, non siamo di fronte alla fase di maturazione degli acquisti on-line?

...continua

Luca De Nardo

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