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PMI Dome

Alcune riflessioni sulle politiche pubbliche a sostegno della diffusione della "net economy" presso le PMI - parte I

Il ruolo fondamentale delle PMI italiane nell'evoluzione del mercato ICT. Problematiche, criticità, tendenze.
di Daniele Colombo, Luca De Nardo | 12 dicembre 2002

Le tecnologie dell’informazione della comunicazione (ICT) stanno profondamente trasformando l'ambiente economico all'interno del quale le imprese si trovano ad operare ed hanno ormai imposto una nuova era nel modo di produrre, vendere e relazionarsi.

Questa evoluzione è stata pienamente recepita dalle autorità sia nazionali che sovranazionali. L'Unione europea, ad esempio, ha fissato come proprio obiettivo quello di divenire entro il 2010 l'economia basata sul sapere più dinamica e competitiva al mondo.

Affinché questo risultato sia conseguito, è indispensabile che nel processo di trasformazione siano coinvolte tutte le imprese e in particolare quelle piccole e medie (PMI) che, pur costituendo l'asse portante del sistema economico europeo (19 milioni di imprese che nella maggior parte dei paesi costituiscono sino al 99% del totale), risultano attualmente attardate rispetto alle grandi imprese nell'utilizzare le opportunità e gli strumenti offerti dalle ICT non solo per comprare e vendere via Internet, ma soprattutto per ridurre i costi e aumentare la produttività.

La tabella che segue mostra due aspetti interessanti: il primo è che benché il semplice utilizzo di ICT o l'accesso a Internet siano ormai estremamente diffusi, un utilizzo a fini di business di questi strumenti sia enormemente inferiore. Il secondo è che esiste un gap regionale tra i Paesi del Nord Europa, forti utilizzatori di Internet, e quelli mediterranei, decisamente attardati.

Diffusione dell'e-business presso le PMI europee nel 2001

% di PMI

IT

AT

DK

ES

FI

GR

SE

UK

DE

LU

NL

NO

Utilizzano ICT

86

92

95

91

98

84

96

92

96

90

87

93

Accedono a Internet

71

83

86

66

91

54

90

62

82

54

62

73

Hanno un proprio sito

9

53

62

6

58

28

67

49

65

39

31

47

Sono presenti su siti di terzi

26

26

-

28

-

8

-

11

21

13

-

-

Acquistano online

10

14

36

9

34

5

31

32

35

18

23

43

Vendono online

3

11

27

6

13

6

11

16

29

9

22

10

Fonte: Unione europea - e-commerce survey 2001

Dato l'obiettivo di politica economica di potenziare l'utilizzo di questi sistemi e la situazione attuale, ci sembra di potere sviluppare due serie di riflessioni.

Da una parte alcune considerazioni sugli ostacoli che hanno sinora impedito da parte delle PMI un utilizzo significativo di queste possibilità.

  • Le PMI reagiscono al clima generale: il crollo che è seguito al boom delle dot.com ha rivestito queste tecnologie di un clima di sospetto, causato dal divario tra aspettative irrealistiche e risultati fallimentari. Benché il mercato dell'e-commerce cresca a tassi estremamente elevati (in Europa una ricerca di GartnerG2 prevede che l'e-commerce crescerà del 50% nel 2002; in Italia, il fatturato dell'e-commerce è cresciuto del 51% tra il 2000 e il 2001 e il numero dei siti è raddoppiato. Negli USA, secondo una indagine di eMarketer, il valore del mercato "business to business" raggiungerà i 482 miliardi di dollari nel 2002, 721 nel 2003 e 1.000 nel 2004 e il "business to consumer" raggiungerà un valore di 75 miliardi di dollari entro la fine del 2002) le PMI sono ancora profondamente diffidenti e restie ad investire significativamente;
  • Le PMI vivono il proprio avvicinamento al mondo digitale con la quasi totale assenza di una "cultura Internet": diventare "digitali" non significa solo creare un sito (magari vetrina) e attendere che arrivino clienti da tutto il mondo. Occorre rendersi conto che Internet è un nuovo spazio con regole e comportamenti nuovi, non definitivamente codificati. Un nuovo ambiente in cui i comportamenti e le dinamiche sociali sono prioritarie sulle tecnologie; le condizioni e le strategie devono evolvere continuamente senza prescindere da quelle offline. Internet - o comunque i futuri "new media" - sono principalmente canali di comunicazione e relazione, confronto e servizio verso le proprie comunità di riferimento. L'incapacità di comprendere o accettare queste regole in divenire nella maggior parte dei casi rende fallimentari dal punto di vista economico i tentativi delle PMI di fare business sul Web; la ferma volontà di affrontare e comprendere il fenomeno Internet come manifestazione sociale evoluta e innovativa resta uno dei punti fondamentali nel modo di essere una PMI "digitale".
  • Le PMI non hanno, nella maggior parte dei casi, il tempo, la volontà, le capacità e le risorse per affrontare autonomamente il problema della digitalizzazione delle proprie attività: definire le strategie, comprendere le nuove regole, operare scelte sulla tecnologia. Il mercato, d’altra parte, non offre sempre soluzioni adeguate alle esigenze e disponibilità delle PMI.

Daniele Colombo (), Luca De Nardo (i-dome.com)
Pubblicato su Impresa & Stato, Rivista trimestrale della CCIAA di Milano

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