Alla fine degli anni '90 si è fatto il nome di "motore preferito dagli smanettoni", grazie ad un elevato numero di filtri impostabili per le ricerche; poi, vuoi per l'acquisizione da parte di Terra Lycos, vuoi per un database – quello di Inktomi - che non era all’altezza delle potenzialità di questo motore (tanto è vero che molte versioni europee l’hanno sostituito con Fast), HotBot ha cominciato il suo lento declino, soppiantato da Google nel cuore di molti utenti.
Nei giorni scorsi ecco il colpo di scena: HotBot.com (le nuove modifiche riguardano per il momento solo la versione americana) non solo ritorna sulla scena, ma lo fa con l’obiettivo di riconquistare quote di mercato dandosi un aspetto più "giovanile", ma non perdendo per strada le sue peculiarità di motore che consente il massimo controllo sui risultati di ricerca, grazie anche a nuovi filtri.
Perché un navigatore abituato ad utilizzare Google, Arianna, Altavista (giusto per citarne alcuni) dovrebbe passare a hotbot.com?
Perché il nuovo Hotbot, come spiegano i tecnici che ne hanno curato il restyling, è semplicemente più veloce, più affidabile, più semplice e personalizzabile rispetto alla concorrenza.
La novità principale è la possibilità di poter scegliere quale database utilizzare per le proprie ricerche; nella sua nuova release, HotBot utilizza Google, Fast, Inktomi e Teoma, giudicati i migliori attualmente in circolazione. Non si tratta comunque di un metamotore, i database non vengono interrogati simultaneamente; basta invece un semplice click sui bottoni sovrastanti la barra di ricerca per visualizzare – per la stessa ricerca - i risultati degli altri database, senza dover andare nelle rispettive homepage.
Altre novità sono le possibilità di personalizzare HotBot sia nel suo aspetto esteriore (scegliendo tra le skin offerte oppure creandone di proprie) che nelle ricerche, attraverso un elevato numero di filtri che riguardano le lingue (ben 47 quelle tra cui poter scegliere), tipologia di file (pagine html oppure documenti, immagini, file audio oppure specificando l’estensione se questa non è presente nel menu), data di rilascio del documento, domini e parole.
Per quanto riguarda infine le fonti di revenue per il nuovo HotBot, queste vengono, oltre che dal classico banner, anche dagli accordi con Overture e Findwhat per i cosiddetti "link sponsorizzati": qualsiasi sia il database utilizzato per le ricerche, i tre link che sovrastano le risposte fornite dal motore sono quelli di Overture, mentre sul lato destro della pagina compaiono tre box sponsorizzati di di Lycos AdBuyer/Findwhat.
Nel complesso si tratta di un restyling davvero ben riuscito; quanti hanno necessità di svolgere frequentemente ricerche in Rete troveranno nel nuovo HotBot un prezioso alleato. Il tutto in attesa delle altre novità che in HotBot hanno promesso per il 2003.
di Marco Loguercio
| Marco Loguercio - già in DNM Spa ed in WMC (InferentiaDnm Group), ora fondatore ed amministratore della search engine marketing agency "SEMS - Il mestiere dei motori", dal 1998 si occupa professionalmente di promozione e visibilità attraverso i motori di ricerca. E' autore del libro "Le nuove vie del marketing digitale" (HOPS Libri. in libreria). Ha fatto sua la frase di Brett Tabke: "Those who can work search engines, do. Those that can't, use Overture". |