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E-business: Una seconda rivoluzione...o è la terza? - parte II

Dopo il free Internet, arriva la banda larga "per tutti". Ma gli ostacoli sono ancora evidenti.
di Marcello Tansini - di WebMasterPoint | 27 gennaio 2003

Eh sì, siamo arrivati all'atto secondo dell'Internet all'italiana, o forse è meglio dire al terzo.
Il primo evento è stato la nascita di Internet, con i primi abbonamenti online a pagamento, dove si faceva fatica a trovare la linea e si doveva stare attenti a quanto si spendeva al mese di bolletta telefonica.
Siamo poi passati alla rivoluzione del free internet, portato in Italia da Tiscali.
Ma non solo l'operatore sardo fu il protagonista di questa fase: tutti gli operatori (a partire da Tin.it) e tutti i portali regalavano abbonamenti Internet che, come per magia, da costosi, non troppo semplici da configurare e persino da trovare (mi riferisco, per esempio, a quando si comprava Italia Online in edicola che finiva quasi subito) diventavano, in questo seconda fase, alla portata di quasi tutti e si potevano trovare dovunque, persino nelle confezioni di patatine.

Siamo oggi, alla terza (o alla seconda, se si considera la prima fase come la nascita del fenomeno Internet, quindi non una tappa dell'evoluzione) e, forse, non ci appare così chiaro cosa stiamo vivendo: siamo giunti all'età della ADSL, della connessione veloce.

Come una volta il free Internet è servito per far conoscere, gustare e gradire Internet ad un numeroso gruppo di persone (gli stessi operatori speravano di avvicinarne di più, ma l'analfabetizzazione informatica italiana è stato un ostacolo quasi insormontabile), gli stessi operatori (o per meglio dire quelli sopravvissuti all'età dei pionieri, dove i fallimenti sono sempre numerosi), oggi, cercano di raccogliere ciò che hanno seminato, iniziando a guadagnare con i collegamenti a banda larga.

Siti sempre più complessi, e-mail sempre più pesanti da scaricare con voluminosi allegati, possibilità di gestire da remoto applicazioni, il fiorire degli MP3 e dei film scaricabili hanno favorito l'avvicinarsi di molti alla ADSL.

Ma, la stessa Telecom (e in misura minore FastWeb), principe indiscussa di questa stessa rivoluzione, il cui intento attuale è quello di far migrare "la massa di utenti italiani" dal free internet alla ADSL, ha capito che le motivazioni di cui detto sopra sono, forse, sufficienti, ma non bastano del tutto.

Ed ecco il perché del proliferare di iniziative broad band, che richiedono la banda larga per essere "gustate". E non è un caso che queste iniziative siano quasi tutte rivolte all'enterteinment.

Chi per lavoro, doveva cambiare connessione lo ha già fatto; i "maniaci" di Mp3 e film più o meno legali, pure; rimane un folto gruppo di persone da convincere a dotarsi di ADSL.

E quale ragione migliore che puntare sull'intrattenimento (videogiochi, concerti, dvd, sport...) che, come si nota dalle ultime statistiche non cede nemmeno nei periodi più difficili?

Ecco, che diverse iniziative, sponsorizzate da Telecom o FastWeb, possono essere così rilette sotto una diversa luce e, sono solo le prime iniziative delle molte che seguiranno.
E la banda larga rappresenterà solo il primo introito per i provider a cui seguiranno quelli della vendite di servizi e contenuti, che non saranno facilmente riproducibili da tutti (a differenza di oggi, dove fare una pagina web e distribuire informazioni più o meno qualificate, non è poi così complesso e costoso).

Saranno contenuti difficilmente imitabili, ecco la parola magica del marketing: impossibilità di imitazione; questo per diversi motivi, da quelli legislativi a quelli puramente tecnici.
Stiamo parlando di trasmettere e/o affittare film come si fa ora con le videocassette, di mandare in onda eventi sportivi, concerti o qualsiasi altro evento live, tanto per fare degli esempi.
E per vedere questi eventi gli operatori, pensano, forse giustamente, che gli utenti saranno disposti a pagare. Piccole cifre, ma i denari fluiranno.

Ma stiamo già parlando di un'altra fase...ora bisogna convincere i più a dotarsi di ADSL.

Ecco che Virgilio.it, quindi, crea una directory ad hoc per le iniziative broad band che necessitano di banda larga.

E poi, Fastweb con la Rai ed Ebiscom hanno varato da poche settimane, il primo vero progetto di TV "on-demand" su Internet, che meriterebbe un articolo a parte, anche per la qualità e la velocità dei filmati (ovviamente con ADSL, per non parlare di Fastweb) http://www.raiclick.rai.it/ dove si possono trovare già più di 800 titoli.

Per non parlare, infine, del mercato dei videogiochi online: non a caso la competizione di videogiochi che si è svolta all'ultima Smau, è stata sponsorizzata in lungo e in largo da Alice di Tin.it.

Si sta avvicinando inesorabilmente, anche se ancora lentamente, il momento in cui Internet non sarà più free, sia per collegarsi, sia per usufruire di contenuti e servizi, con immenso piacere delle aziende che hanno scommesso su tutto questo (perdendo nel frattempo migliaia di miliardi) sia a livello di tecnologia che di contenuti.

Paradossalmente e ironicamente rimane ancora un problema tutto tipicamente italiano da superare: l'inefficienza del maggior operatore italiano a dotare tutti i comuni della nostra stupenda penisola di collegamenti a banda larga.

Marcello Tansini

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