E' ormai noto a tutti che Internet non permette di fare solo Surf tra pagine web - più o meno statiche - di informazioni e servizi o l'invio e il ricevimento di e-mail. Internet permette qualcosa di più e di diverso.
L'esistenza di applicazioni che non siano il browser di navigazione e i client di posta elettronica risale ormai nel tempo. Da software com PowWow, PointCast (oggi non più esistenti: il sito del primo ora vende distributori di acqua, il sito del secondo comunque eroga informazione personalizzata, ma non più in modalità casting) hanno aperto la strada ad altre applicazioni, per scambiarsi file, chattare o inviarsi messaggi istantanei (alla stregua degli SMS), a vedere Video o ascoltare musica e via dicendo.
Di
fatto, l'utilizzo della rete è ormai estremamente vario, portando, in
alcuni casi, a diverse ore di collegamento dedicate esclusivamente all'utilizzo
di queste applicazioni alternative (che in alcuni casi sono le vere Killer
Application della rete).
E' una realtà da prendere in profonda considerazione e valutazione, in quanto l'attenta analisi dei comportamenti danno e daranno sempre una chiave di lettura del fenomeno sociale quale Internet è.
Gli
ultimi dati disponibili risalgono ormai a Novembre 2002, editi da Nielsen/Netratings
(una ricerca che inspiegabilmente ha avuto un basso riscontro sui media
di informazione), ma sono ancora estremamente validi e importanti, per cercare
di tracciare, prevedere e scoprire il futuro della rete.
Particolarmente interessante è la tendenza numerica nell'uso della rete per visualizzare filmati e l'invio dell'Istant Messaging, senza però sottovalutare il tempo speso on-line, per l'utilizzo di applicazioni quali Kazaa (File sharing in peer2peer) per il download di musica gratuita.
Il popolo navigatore, quindi, non visualizza più solo pagine, ma sta scoprendo la forza dell'interattività della rete, dell'aggregazione comunitaria con altri soggetti simili, verso una strada che sempre più lo porta a scegliere, in proprio, le fonti, i modi, le relazioni da intrapprendere. L'evoluzione della specie continua .... (cfr. articolo)
Luca De Nardo