Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Micropagamenti online per avvicinare i consumatori ai servizi a pagamento

Se le consegne gratuite non bastano, si torna ad un'idea non nuova che permetta l'acquisto sicuro e semplice di beni e servizi fruibili online. Una nuova speranza per l'e-commerce?
di Emanuela Pasino | 28 gennaio 2003

Uno dei principali problemi che sembrano rallentare tuttora l'e-commerce nel nostro Paese, è la diffidenza da parte dei consumatori nel fornire il proprio numero di carta di credito via Web. Non si tratta di una novità, è vero, ma rappresenta un ostacolo ancora ben presente e pressante.

Esistono di certo sistemi di pagamento alternativi, come il bonifico bancario o il contrassegno: molti - quasi tutti - i siti italiani li propongono rendendo effettivamente l'acquisto online più rassicurante, ma anche meno immediato e comodo.
Nel caso si decida di pagare tramite bonifico occorre effettuare tale operazione presso il proprio istituto di credito, nella migliore delle ipotesi tale movimento può essere gestito online, ma sempre occorre farsi rilasciare una ricevuta del bonifico che, quasi sempre, va spedita via fax al sito interessato. Una "perdita" di tempo notevole per chi evidentemente sceglie l'acquisto online proprio per la sua comodità: 7 giorni su 7, 24 ore su 24, ecc.

Il contrassegno implica spese aggiuntive e la disponibilità del cliente di trovarsi in casa con contante alla mano al momento della consegna della merce.
Sistemi comunque validi di cui si servono molti consumatori online, e che di certo accomunano nella realtà, oltre che nella normativa, la vendita online a molti altri sistemi di vendita a distanza.

Ma tutto questo, con i suoi vantaggi e punti critici, ha senso solo se il bene acquistato vale tali "sforzi": un oggetto che è difficile trovare nei negozi della propria città, l'ultima novità, l'offerta più conveniente a livello di prezzo, gli ordini "cumulativi" (si pensi ai libri, ai prodotti alimentari, ecc.).

Quando però l'acquisto riguarda un servizio fruibile online, caratterizzato soprattutto dalla limitatezza della cifra da corrispondere, come pretendere un bonifico per pochi euro?

Non si parla tanto di abbonamenti "una tantum", o a lunghi periodi (annuali ad esempio) a servizi come abbonamenti a periodici o quotidiani online, quanto soprattutto del pagamento del singolo servizio: leggere quel report a pagamento, scaricare quel determinato file, accedere a quell'area riservata, anche una sola volta e su siti ogni volta differenti.

Al di là delle considerazioni e delle statistiche sulla disponibilità o meno da parte dei privati di pagare per questo tipo di beni detti "a valore aggiunto", trasferiti per via telematica, i siti che intendono sperimentare tale strada devono preoccuparsi essenzialmente di sue aspetti:

  • fornire contenuti/servizi che l'utente ritenga meritevoli di essere acquistati
  • e mettere a loro disposizione un sistema di pagamento estremamente sicuro ma anche sufficientemente rapido e semplice

In merito al primo punto, si è già ampiamente discusso anche su queste pagine.
Riguardo il sistema di pagamento è recente il recupero di un'idea non nuova: quella di micropagamenti online.

Come funzionano?

Volendo scartare ipotesi, tutt'altro che inutili, come le carte pre-pagate e ricaricabili, l'idea di fondo è quella di appoggiarsi ad un sistema offline in grado di contabilizzare la spesa, addebitarla all'utente che ne faccia richiesta e far pervenire il pagamento al sito/azienda d'origine. Chi meglio degli operatori telefonici può effettuare tutte queste operazioni?

Nel fisso o nel mobile, tali soggetti sono presenti nella vita praticamente di tutti coloro che possono effettuare acquisti online.

L'utente che voglia - ad esempio - accedere ad un servizio di consultazione online a pagamento, in genere dopo aver effettuato una registrazione sul sito di proprio interesse, tramite una telefonata ad un numero che gli verrà fornito, si vedrà addebitare il costo del bene acquistato sulla propria bolletta telefonica.

Spetterà poi all'operatore di telecomunicazione che avrà fornito tale servizio al sito e-commerce provvedere all'accredito di tali importi al venditore online.

Un sistema che dovrebbe rappresentare il giusto compromesso tra le esigenze dei consumatori (sicurezza prima di tutto) e la volontà e necessità di molti siti e-commerce di trovare un modo per sfruttare - e far fruttare finalmente - tutte le possibilità di business del Web.

Dopo l'idea delle consegne gratuite, i micropagamenti potranno essere un modo per avvicinare una massa critica di consumatori?
Troppo presto per dare una risposta, ma le iniziative al riguardo iniziano ad essere promosse anche in Italia (all'estero esistono già esempi collaudati come l'acquisto di biglietti per l'autobus o di ticket per i parcheggi tramite i cellulari).
Il loro successo dipenderà come sempre non tanto dalla validità dell'idea in sé, quanto dalla gestione efficiente dell'operazione in pratica. Ma - al momento - non sembrano esservi alternative maggiormente valide.
E come sempre occorrerà attendere e verificare.

Emanuela Pasino


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

Online il modello 730/12 editabile

Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?
Accesso rapido