La transizione delle imprese di medio-piccole dimensioni verso la società dell'informazione, pone in discussione notevoli aspetti della loro organizzazione economica tradizionale e, quindi, delle prospettive di sviluppo dell'imprenditoria italiana. Tale tendenza evolutiva, vive oggi una fase di massima accelerazione e questo, grazie in primis, alla diffusione su larga scala di Internet e delle tecnologie informatiche e telematiche, le quali hanno permesso a tutte le imprese una facilità d’accesso alle tecniche della trasmissione digitale tramite servizi appositamente studiati per le loro esigenze e, secondo, in virtù di un continuo sviluppo dell’attività di intermediazione virtuale, con la quale si sono appunto create le premesse affinché anche la piccola impresa possa sfruttare efficacemente gli strumenti digitali al fine di ottenere vantaggi economici lungo tutta la propria catena del valore.
Il sostegno alle PMI deve quindi essere accompagnato necessariamente, da questa nuova attività di intermediazione, meglio definibile come infomediazione, in virtù del loro bisogno di vedersi ridurre la complessità nell'implementare simili progetti e, l'incidenza dei costi connessi alla realizzazione di un profittevole progetto di e-business, ottenibile appunto con l’offerta di servizi ad alto valore aggiunto e la condivisione di risorse per tutte le imprese.
Le criticità maggiori per le PMI che vogliono sfruttare le potenzialità della rete, possono quindi riassumersi nella necessità di uno sviluppo e trasformazione dei servizi di intermediazione, per realizzare questa evoluzione appare critico il coinvolgimento attivo dei consorzi di imprese, delle
associazioni di categoria, degli Enti Statali e, magari, anche delle imprese leader nei propri distretti industriali, affinché trasmettano conoscenze sulle esigenze specifiche dei propri contesti produttivi di riferimento, promuovano e coordinino il coinvolgimento in simili progetti di quante più imprese possibili, fornendo loro anche un'assistenza nelle difficili fasi della sperimentazione e del consolidamento del progetto stesso.
Il ruolo delle imprese leader è infatti fondamentale in quanto, anche le stesse, di fronte allo sviluppo di contesti competitivi più ampi ed in caso di un loro disinteressamento allo sviluppo di simili progetti, potrebbero perdere le quote di mercato che le imprese di più grandi dimensioni, tanto nazionali quanto estere, andrebbero a conquistare.
Un simile progetto di infomediazione, prende vita con la nascita delle comunità virtuali commerciali. Gli infomediari infatti, tendono a trasformarsi, in vere e proprie comunità digitali di settore e questo, per poter offrire vantaggi competitivi ai propri associati. Tali comunità, vanno ad operare secondo il modello di un distretto, garantendo e privilegiando una partecipazione attiva delle imprese partecipanti in tale ambiente, così da permettere alle stesse un apprendimento ed una risoluzione di tutte le possibili difficoltà operative che si manifestano nel nuovo ambiente in cui vanno ad operare.
Lo sviluppo delle PMI italiane, sul piano nazionale e soprattutto su quello internazionale, si è avuto tramite la creazione dei distretti produttivi e reti di imprese, dove sono state enfatizzate al massimo, le relazioni economiche tra tali gruppi di aziende, generalmente concentrate a livello territoriale.
Il distretto, è infatti un ambiente sociale oltre che una forma organizzativa, fortemente dinamico, ove la vicinanza fisica, intesa anche come contiguità culturale, ha permesso di sfruttare i vantaggi connessi con le economie di agglomerazione.
Il territorio di riferimento di un distretto però, non deve confondersi esclusivamente con un qualcosa di prettamente fisico, come un'area geografica limitata, ma va inteso nel senso più ampio di località, dove tra le imprese partecipanti, viene a crearsi una condivisione di cultura, linguaggi, regole, pratiche commerciali condivise e sistemi stabili di relazioni economiche basate su rapporti di fiducia consolidatisi, grazie sia alle relazioni sociali ed economiche che si protraggono nel tempo, che dalla conoscenza e rispetto reciproco che da sempre intercorre tra queste aziende.
di Fabio Ulgiati
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