Una scelta rischiosa quella di inviare allegati, che rischia di compromettere l'efficacia della prorpia azione di e-mail marketing.
di Adriana Galgano, Eugenio La Mesa |
18 febbraio 2003
Una domanda che ci viene rivolta frequentemente è: "E' una buona idea allegare dei file alla newsletter?" La nostra risposta è che allegare dei file alla newsletter comporta più svantaggi che vantaggi.
Tra gli svantaggi:
- non si può avere la certezza
che il computer del nostro destinatario legga il formato del nostro allegato. Se la newsletter viene inviata a qualche decina di abbonati, è pensabile di fare una verifica telefonica o tramite email; se invece gli abbonati sono 1.000, la verifica diventa estremamente difficile. Inoltre abbiamo avuto modo di verificare che, talvolta, uno stesso file può essere visualizzato in modo diverso anche dallo stesso software, di versioni leggermente diverse. Quindi quello che riteniamo essere un file perfettamente impaginato e leggibile, può comunque essere ricevuto spaginato o incompleto anche da un destinatario che dispone del nostro stesso software!
- per mandare allegati di dimensione superiore ai 50 Kbyte è opportuno avere il permesso del destinatario. E' questa una regola prevista dalla Netiquette, il codice di buon comportamento sviluppatosi spontaneamente tra gli utenti di Internet. Il nostro destinatario potrebbe infatti avere un collegamento ad Internet lento e quindi un file di grandi dimensioni potrebbe intasare la sua casella. Oppure potrebbe risiedere in un paesino sprovvisto di nodo Internet e quindi pagare nel collegamento la tariffa telefonica interurbana. Oppure, dal momento che viaggia molto, scaricare la posta con il cellulare gsm e quindi non riuscire a scaricare il file oppure riuscirci ma pagarne per il ricevimento una piccola fortuna! A chi desidera inviare l'allegato si pone quindi il seguente dilemma: mandare un file inferiore ai 50 Kbyte, quindi estremamente semplice, senza fotografie e arricchimenti grafici che lo appesantirebbero oppure programmare di inviarne uno di dimensione maggiore ma richiedendo il consenso. La richiesta del consenso potrebbe, ad esempio, essere prevista nel modulo di abbonamento alla newsletter. Possiamo però prevedere che non tutti lo darebbero e quindi si porrebbe comunque la necessità di studiare una newsletter alternativa per chi lo ha negato;
- non è possibile, allo stato attuale della tecnologia, verificare se il destinatario ha aperto il file allegato. Possibilità che invece abbiamo se inseriamo all'interno del messaggio di posta un link ad una pagina del sito. Con appositi software di invio è infatti possibile monitorare i link visitati da ogni singolo destinatario;
- non è possibile aggiornare le informazioni contenute nel file allegato, mentre è possibile aggiornare la pagina alla quale rimanda il link del messaggio di posta elettronica.
Tra i vantaggi:
- creare un file da allegare può essere sicuramente più veloce che creare una pagina da aggiungere al sito;
- un file ricevuto in allegato può essere consultato dal destinatario in qualsiasi momento senza che si debba collegare ad Internet.
Dall'analisi degli svantaggi e dei vantaggi, il nostro consiglio:
- inviare il file allegato quando si fanno delle azioni di "one to one email marketing" (email inviata ad un solo destinatario o a pochi) e si è avuto modo di verificare le compatibilità dei software e si è avuta l'autorizzazione;
- inserire i link all'interno del messaggio per azioni di email marketing rivolte a molti destinatari.
Di Adriana Galgano e Eugenio La Mesa
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