Il fatto che il mercato italiano on-line sia ancora acerbo deve essere visto come un'opportunità da cogliere per investimenti mirati, anche alla luce delle recenti esperienze raccolte nel comparto on-line da parte degli operatori europei e statunitensi che hanno saputo modificare, via via, il loro approccio ad un business che sarà la forza trainante dell'economia del prossimo decennio.
L'atteggiamento della comunità economica nei confronti dell'e-commerce è stato altalenante nel tempo, trainato spesso più dalle emozioni che dalla ragione, avendo catalizzato l'attenzione mondiale degli ultimi anni. Infatti, se fino a pochi anni fa pochi si dichiaravano ottimisti sul ruolo di Internet e sul suo impatto sul sistema economico-industriale, la fine del secolo ha registrato un'euforia collettiva che ha portato ad assimilare la Rete ad un nuovo Eldorado, con regole proprie, all’interno del quale ricchezza, democrazia, uguaglianza e libertà sembravano generalmente garantite.
Poi il pessimismo è tornato bruscamente a prevalere e l'e-commerce è stato collocato tra le promesse non mantenute (soprattutto dopo gli scossoni delle Borse tra la fine del 2000 ed il 2001). Ci si era allora chiesti se Internet (ed il commercio elettronico) dovessero ormai finire fra i ricordi di un sogno non realizzato. Al contrario, i dati degli ultimi mesi confermano ancora una volta che la Rete sta entrando con sempre maggior determinazione nelle abitudini e nelle case dei consumatori, raccogliendo una massa crescente di transazioni e divenendo un mezzo di raccolta di informazioni sempre più rilevante ed influente.
I dati europei confermano che oltre 50 milioni di consumatori, pari al 42 per cento della popolazione on-line (in Germania, Regno Unito, Francia, Svezia, Olanda ed Italia), stanno già acquistando beni e servizi su Internet (1). La crescita del mercato on-line non impedisce tuttavia una forte selezione tra le imprese, come accade ogni volta in cui si è in presenza della creazione di nuove industrie, nuovi mercati e nuovi canali. In tutti i periodi di grandi innovazioni tecnologiche, la previsione degli sviluppi futuri si mostra spesso alquanto incerta, tanto che diventa difficile prevederne in anticipo i possibili sviluppi e le future applicazioni (2).
Attualmente, l'offerta Internet di prodotti e servizi per il consumatore ha avuto riscontri molto differenziati per le diverse categorie merceologiche. In funzione degli "economics" specifici della categoria, del processo e delle abitudini di acquisto, del valore "reale" portato al consumatore, della criticità di delivery, alcune categorie hanno dimostrato di poter sfondare, mentre altre, almeno fino ad ora, si stanno mostrando inadatte ad una "interpretazione" on-line (3).
I viaggi (prima dell'ondata negativa succedutasi agli avvenimenti dell'oramai tristemente noto 11 settembre) hanno costituito, nel mercato statunitense la prima categoria del business on-line.
Le caratteristiche comuni riscontrate nei comparti ad alta penetrazione on-line possono essere riassunte nelle seguenti:
(continua...)
di Danilo Verga - fonte Netmanager.it
Note:
(1) Secondo i dati Shoplab, l'Italia sconta un ritardo di circa due anni rispetto agli Usa. La penetrazione di Internet non supera il 30% e solo il 23% degli utilizzatori hanno acquistato on-line negli scorsi dodici mesi. Ciononostante, anche in Italia il mercato B2C nel 2000 ha superato i 420 milioni di euro, evidenziando un incremento del 273% rispetto all'anno precedente.
(2) Secondo una ricerca di Boston Consulting Group su oltre 120 casi di fallimenti Internet, circa il 70% è riconducibile ad un modello di business che non regge alla prova dei fatti. Ma anche in presenza di modelli di business validi, sono necessarie alcune circostanze per poter fare precipitare il cambiamento e modificare gli equilibri esistenti.
(3) Ad esempio, i servizi finanziari, nel 2000, hanno rappresentato il 26% del mercato italiano on-line, grazie ad una buona combinazione fra bontà dell'offerta congiunta alla comodità di poter operare in qualsiasi momento senza doversi muovere da casa o dall'ufficio.
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