Come ormai noto, la Digital Economy, sta progressivamente offrendo nuovi orizzonti alla comunicazione ed alla collaborazione interaziendale in ottica di partnership, ai rapporti commerciali della sub-fornitura tra imprese fornitrici ed imprese clienti ed alle attività svolte dai nuovi intermediari dell'informazione.
Tuttavia partendo dalla considerazione che la piccola e media impresa italiana ha basato il suo successo sulla comunicazione e capacità relazionali all'interno di filiere e sistemi produttivi locali, osserviamo come a tutt'oggi, siano effettivamente scarsi gli investimenti in Information & Communication Tecnology.
I fitti rapporti commerciali presenti all'interno di molti distretti infatti, si fondano ancora spesso su strumenti di tipo tradizionale (telefono, fax, riunioni di lavoro) e poco invece sull'utilizzo delle nuove tecnologie.
Il processo di adozione dell'e-business aziendale, ha preso avvio con una fase iniziale di orientamento generale verso le nuove tecnologie, al fine di sfruttarne le potenzialità, unicamente quale nuovo mezzo di comunicazione pubblicitaria tramite posta elettronica o sito Web adibito però, alla sola presentazione istituzionale dell'azienda ed alla descrizione dei prodotti e servizi da questa offerti.
In un secondo momento, le imprese hanno iniziato a sfruttare le potenzialità della rete, tramite l'attivazione di procedure di ricerca ed acquisto di materie da utilizzare nei propri processi produttivi, ovvero nella realizzazione di transazioni commerciali online, per la vendita dei beni e servizi.
Le imprese, soprattutto quelle di grandi dimensioni, forti delle disponibilità economiche, hanno quindi cercato di implementare le prime forme di e-commerce, sfruttando le informazioni acquisite sulla proprie imprese clienti per le strategie di marketing diretto.
La terza ed "ultima" fase, prevede invece un'attivazione fattiva e progressiva, delle piccole e medie imprese nell'integrazione del proprio sistema informativo in una prospettiva di e-business vero e proprio dove, la varie attività della catena del valore, vengono integrate e condivise in rete con i propri partner commerciali, in un ambiente unico e sicuro, dove poter gestire online tutti i processi aziendali.
L'evoluzione di detta fase prevede uno sviluppo dell'innovazione tecnologica e strategica dell'impresa nell'ambito di tutte le attività aziendali visto, che le stesse imprese, cominciano a comprendere come la virtualizzazione della propria catena del valore, in ottica di impresa estesa ed integrata con i vari partner, permette un'innovazione di processo e di prodotto, quindi un nuovo percorso strategico da portare avanti nel medio-lungo termine per l'ottenimento di indiscutibili vantaggi economici e competitivi, anche in ambito internazionale.
Tale terzo passaggio quindi, permette alle imprese, di apprendere ed utilizzare le effettive necessità e profili comportamentali dei propri clienti, così da arrivare sia ad una produzione mirata e sicuramente più efficace, potendo sfruttare al massimo le logiche del build-to-order
(la personalizzazione dell'offerta), sia ad una produzione più efficiente visto che, sfruttando nuovi canali di approvvigionamento (marketplace o comunità commerciali), si possono anche stringere nuovi rapporti di collaborazione, ottenendo riduzioni nei costi relativi alle forniture, riduzioni dei tempi di evasione degli ordini ed una riduzione dei costi associati a tutte quelle attività che, non essendo core, possono essere affidate in outsourcing.I fattori distintivi e costitutivi di un marketplace verticale o comunità virtuale, possono essere individuati nelle "3 C", che in qualche modo descrivono quei servizi irrinunciabili che devono essere erogati a favore dei partecipanti, atti a soddisfare ogni esigenza aziendale:
Approfondiremo questa classificazione nel prossimo articolo.
di Fabio Ulgiati
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